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Giovedì 20 Settembre 2018

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CASALMAGGIORE. DALL'8 SETTEMBRE AL 7 OTTOBRE 2018

'Troppo umano', antologica di Mario Pozzan

L'allestimento al Museo Diotti

'Troppo umano', antologica di mario Pozzan

dal 08/09/2018

al 07/10/2018

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CASALMAGGIORE - Al Museo Diotti si svolge la mostra 'Troppo umano', antologica di Mario Pozzan, a cura di Valter Rosa e Andrea Visioli (responsabili anche del catalogo). La mostra è aperta dall'8 settembre al ottobre 2018.

LA MOSTRA

Mario Pozzan è un artista che si concede poco alle occasioni espositive, ragione per cui ogni sua nuova mostra – come quella tenutasi nel 2004 nella Galleria del Teatro Comunale a Casalmaggiore – deve essere considerata come un evento speciale. Lo è questa sua prima antologica comprendente una trentina di opere (dipinti, disegni, sculture e pitture tridimensionali) realizzate fra gli anni della formazione (primi anni ’60) e quelli più recenti.

La mostra, necessariamente selettiva, si propone come uno dei possibili percorsi della storia artistica di Pozzan, focalizzandosi su tre nodi essenziali: la ricerca di sé nelle innumerevoli forme dell’“autoritratto accumulatorio” (secondo l’efficace espressione di Lucio Cabutti), l’esorcismo del male e della morte attraverso la decostruzione del volto e del corpo, la ricreazione plastico-costruttiva del mondo a partire dall’individuazione ed iterazione ossessiva di una forma organica assurta ad elemento modulare e compositivo.

Grande sperimentatore, sia nel recupero di tecniche antiche, sia nell’esplorare le possibilità espressive di nuovi materiali, Pozzan sembra continuamente riscrivere per immagini la propria storia artistica, sedimentata fra la caverna-studio degli anni giovanili in via del Lino a Casalmaggiore e quella della maturità di via Ghisleri a Cremona.

Costanti della sua produzione sono l’ironia e l’autoironia, talora il cinismo e la ferocia sarcastica: un moralismo alla maniera di grandi caricaturisti, che lo porta a disegnare corpi e mondi dominati da paure, da sguardi che hanno perso per sempre l’innocenza, in attesa che il Tempo scriva l’ultima parola. Così la volontà costruttiva delle opere più recenti non deve trarre in inganno con le sue geometrie a vivaci colori, perché è tanto disegnata quanto trafitta e corrosa, configurandosi come un diverso ed ulteriore specchio della sua anatomia della malinconia.

Non si intende però appieno il lavoro di Pozzan se si ignora il parallelo scorrere di un’inesauribile e sapiente attività disegnativa finalizzata all’illustrazione di autori amati (Buzzati soprattutto) e meglio ancora alla costruzione di racconti per immagini dedicati a luoghi archetipici abitati in gioventù, “prima della rivoluzione”: una mitografia personale che intercetta le favole antiche e l’immaginario collettivo intorno agli argini di Po, ai paesi delle fornaci, in preda a uno spirito fantastico, sul filo della memoria e forse pure della nostalgia: luoghi di incontri e di attese, crogiolo di sogni, speranze ed incubi futuri.

NOTE BIOGRAFICHE

Nato nel 1940 a Montefiorino (Modena), Mario Pozzan si è formato artisticamente sotto la guida del pittore Nando Negri all’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma, dove ha conseguito il diploma nel 1960. Ha trascorso parte della giovinezza tra Parma e Casalmaggiore, con studio in via del Lino dove era solito ritrarre i propri modelli, spesso uomini provati dal lavoro, emarginati ed ubriachi. Negli anni della contestazione, il suo rifiuto della mediazione legata al sistema dell’arte si è tradotto nella breve ma intensa esperienza, condivisa con qualche amico, dell’autogestione di un luogo alternativo di esposizione e dibattiti, Spazio 3, nel cuore di Parma. L’attività disegnativa, contrassegnata da un segno fortemente espressivo, lo ha accompagnato soprattutto nelle sue prime uscite espositive e nella concezione dei suoi libri illustrati, fra gli anni Sessanta e Settanta. Trasferitosi a Milano, ha trovato proprio nell’ambito dell’illustrazione la sua prima occupazione presso note case editrici.

Dopo la mostra personale del 1973 alla Galleria l’Ariballo a Milano, Pozzan si è ritirato dall’attività espositiva (durata poco più che un decennio) che riprenderà solo nel 2002 con la partecipazione a più edizioni del Video Art Festival di Ascona. Non ha però mai interrotto la sua ricerca artistica, pur dedicandosi nel frattempo all’insegnamento.

Hanno seguito costantemente il suo lavoro Lucio Cabutti e Fabrizio Sabini, mentre hanno recensito sue mostre Pier Luigi Mendogni, Gianni Cavazzini, Piero Del Giudice e Stefania Provinciali. Mario Pozzan vive e lavora a Cremona, con studio in via Ghisleri.

Orari di apertura: da martedì a venerdì, 8-13; sabato e festivi 15.30-18.30. Ingresso Museo e mostra: intero € 3,00; ridotto € 2,50; gratuito scolaresche, Tessera Museo, Abbonamento Musei Lombardia, prima domenica del mese. Info: www.museodiotti.it, facebook Museo Diotti, telefono 0375-200416.