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Sabato 20 Gennaio 2018

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DA GRIGIOROSSO

Cremo che peccato, meritavi di più

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Ivan Ghigi

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Se mi avessero detto, a parti invertite, che la Cremonese a Novara ha tenuto meglio la palla per tutto il secondo tempo, avrei risposto che di tiri in porta non ne ho visti e che quindi era stato tutto inutile. Per cui mi tengo stretta questa Cremonese, che senza specchiarsi in uno sterile possesso palla, si è presentata tre volte davanti al portiere avversario e ha segnato due gol, uno purtroppo nella propria porta. Brucia pareggiare così contro il Novara ma passerà. Perché la Cremonese a Novara ha giocato una gara pratica, non bella ma concreta e i gol li ha fatti solo lei. Ha avuto le sue occasioni e oltre ad essere passata in vantaggio ha avuto due palle gol davanti al portiere con Brighenti e Scappini, due esordienti in serie B. E sappiamo bene che in questa categoria di occasioni non ne capitano molte e che bisogna saper infilare le poche che arrivano. Scappini ha segnato un gol tanto bello quanto difficile, perché non ha nemmeno guardato la porta nel colpire di testa, è andato ‘a memoria’. Le altre due occasioni invece, faccia a faccia col portiere richiedevano freddezza. Pazienza, sappiamo bene cosa vuole e dove vuole arrivare questa Cremonese.

C’è stata poi la volta di Paulinho, ma l’uscita di Montipò ha anticipato il tocco del brasiliano. A conti fatti però, la Cremonese ha creato le occasioni più limpide della gara. Parate di Ujkani forse un paio, ma nemmeno eccezionali o determinanti.

Per almeno un’ora la Cremonese avrebbe potuto godersi la vetta della serie B e invece muove di poco la classifica. Facendo due conti, i tre punti al ‘Piola’ avrebbero aiutato ad affrontare con un salvagente più morbido i prossimi due impegni contro Empoli e Venezia in chiave classifica, ma questa Cremonese non affonda le proprie certezze e il proprio coraggio solo nei punti, bensì in altre qualità. Che a volte regalano tre punti, a volte restituiscono una mezza beffa. Il pareggio contro il Novara va archiviato alla svelta nel cassetto dei rammarichi, non in quello degli errori (tecnici o tattici).

Il finale del Novara è stato in parte favorito da un calo dei grigiorossi, specialmente a metà campo. Tesser ha dovuto fare i conti con un centrocampo abbastanza stremato dopo l’uscita di Croce che è tornato ai suoi standard come quantità e movimento. L’ultimo cambio era destinato a Piccolo, ma Scappini ha alzato bandiera bianca. A quel punto sia Piccolo che Pesce hanno perso smalto, l’ultimo quarto d’ora è stato faticoso e macchinoso, con corse a vuoto e la palla che tornava immediatamente tra i piedi del Novara. Qualche metro in più è stato concesso ai piemontesi che non hanno mai visto la porta. L’ultimo cross, quello della disperazione, ha trovato l’incrocio fatidico di Claiton. E' nato dall'ultimo assalto, da un mezzo rimpallo sulla trequarti che ha favorito l'apertura su Chajia il cui cross non avrebbe trovato nessuno se non, appunto, Claiton.

E’ chiaro che con queste premesse se la goda di più il Novara, ma la Cremonese ancora una volta se ne torna a casa sapendo che è mancato tanto così per non sollevare alcun dubbio sulla sua reale consistenza, ovvero quella di una squadra che in questa categoria può andare a testa alta.

08 Dicembre 2017