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Mercoledì 19 Settembre 2018

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DA GRIGIOROSSO

Cremo, prima gli scontri diretti

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Ivan Ghigi

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Se l'obiettivo è salvarsi il prima possibile, allora passino i pareggi con le big del campionato, ma non si può chiudere un occhio su due scontri diretti persi malamente contro Pro Vercelli e Ternana. La Cremonese in classifica paga un ritardo di tre punti rispetto al girone di andata, che non è molto, ma se dobbiamo solo focalizzarci sulla salvezza, è chiaro che di questo passo si allunga la strada verso il primo obiettivo. La preoccupazione principale dovrebbe essere questa, perché se non si fanno punti contro le dirette rivali, abbiamo già potuto constatare che contro le big la Cremonese difficilmente riuscirà a vincere. Un'occhiata al calendario, per notare il ripetersi di certi risultati tra andata e ritorno, dovrebbe chiarire l'andazzo.

La domanda dunque è perché la Cremonese non è riuscita a gestire la gara contro avversari come Pro Vercelli e Ternana. Nel primo caso i grigiorossi sono crollati nella ripresa, nel secondo sono partiti malissimo. Non si tratta quindi di tenuta atletica, di calo fisico, ma semplicemente di distanze. Il punto è sempre lo stesso: quando il centrocampo grigiorosso riesce a tenere gli equilibri la squadra è pericolosa - ciò non significa che segna, ma che crea occasioni da rete - quando saltano le distanze, quando ci si appiattisce troppo, sono dolori. L'equilibrio che in queste due gare si è perso comincia da lì, vuoi per assenze, vuoi per caratteristiche dei giocatori che offrono interpretazioni diverse del gioco. Contro la Ternana il guaio è emerso finta subito, salvo poi ritrovare una Cremonese più compatta, corta e alta nella ripresa quando gli umbri hanno pensato giustamente a difendere il doppio vantaggio. Se vogliamo cercare un altro esempio, pensiamo alla ripresa contro il Frosinone dopo un primo tempo non certo da baricentro alto ma con tutti i grigiorossi capaci di chiudere i varchi e raddoppiare.

C'è però un altro aspetto che va a completare il quadro: la difficoltà a mantenere alta la percentuale di realizzazione rispetto alle occasioni create. Sì perché quand'anche la squadra riesca a tenere le giuste distanze, poi manca il colpo vincente, la zampata cinica che conclude l'opera. In questo caso contano anche le assenze oltre al tasso tecnico degli interpreti. Gli esempi possono essere quelli di Carpi o Pescara.

A marzo sono in arrivo altre sfide dirette per la salvezza: occorre cominciare almeno da quelle, perché la Cremonese non è ancora arrivata in doppia cifra come numero di vittorie, condizione essenziale per avvicinare quanto prima quota 50 punti.

05 Marzo 2018