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Domenica 19 Novembre 2017

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Uncharted: L’Eredità Perduta - recensione PS4

Uncharted: L’Eredità Perduta - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Torna la dirompente bellezza di un TPS, ormai diventato un cult, che si regge sulle proprie gambe anche con personaggi periferici, ma non per questo privi di carisma, allargando la famiglia, senza rinunciare all’avventura.


ADDIO NATHAN DRAKE?!
In realtà non sappiamo se sarà un semplice arrivederci o un addio definitivo, ma è chiaro che se avete giocato ad Uncharted 4 - ma soprattutto Naughty Dog ci ha tenuto ad essere chiaro fin dalle prime battute su questo brand - il quarto capitolo della serie avrebbe portato alla conclusione del ciclo di avventure con il protagonista del noto corsaro che abbiamo conosciuto e amato dai tempi di PS3, passando anche per una bellissima avventura anche sulla sfortunata PSVita.


REGINE DELLO SHOW
In questo caso ad essere le regine dello show abbiamo Nadine Ross e Chloe Frazer, che si troveranno invischiate in un intrigo che le vede attrici, vittime, ma soprattutto artefici del loro destino. Chloe non ha bisogno di presentazioni, in quanto già l’avrete conosciuta nel triangolo amoroso della serie classica, mentre Nadine è una new entry di U4, che si merita tutte le attenzioni del caso, soprattutto per il lato psicologico del personaggio e sui suoi cambiamenti.

La formula è esattamente quella classica di uno sparatutto, che strizza l’occhio all’amatissima serie di Tomb Raider, ma che ha saputo prendere le distanze con una fortissima personalità, al contrario della saga di Lara Croft che stava perdendo colpi, per poi essersi ripresa alla grande con le ultime due produzioni, ma comunque non del tutto. Ancora una volta l’archeologia pone le basi per fare da sfondo alle vicende, dovendo ritrovare un manufatto chiamato Zanna di Ganesh. Asav è il cattivone di turno, spietato, senza scrupoli e dotato di un esercito infinito, che casualmente lancerà contro di noi e avremo modo di dimezzarne lo schieramento in varie occasioni. Grazie al rampino introdotto in U4, in stile Spider-Man, si velocizza non di poco l’azione tra le macerie, ma soprattutto negli scontri vorticosi e rapidissimi del multiplayer, che anche in questo caso sono stati riportati dalla versione precedente, così che chi avesse archiviato già il proprio titolo, per averlo completato in singolo e si volesse concentrare solo sul “multy”, oltre ai nuovi contenuti in singolo giocatore, potesse ottenere entrambe le cose con una certa comodità


CAVALLO CHE VINCE…
Non pensiate però che questo sia un classico more-of-the-same, nel senso che appare ovvio che il motore sia lo stesso di U4, che molto del materiale sfruttato sia stato sfruttato, ma per il resto c’è una fortissima impronta di genuina novità nel prodotto in esclusiva per Sony PlayStation 4. Il motion capture è sempre di altissima qualità, ma soprattutto parlando della versione nel nostro idioma anche il doppiaggio, che include personaggi secondari, è davvero alla pari con le migliori serie tv/film. Sono presenti gli amatissimi puzzle ambientali, tra una scazzottata e l’altra, che richiedono un minimo di elucubrazione mentale, senza eccessi, imparando anche a leggere l’ambiente che ci circonda e trovando la strada migliore per superare la quest del momento.

Il level design è davvero impressionante, vi domanderete spesso se è tutto finto o la vostra realtà sia un gioco a bassa definizione, senza contare che la regia ha sempre la capacità di riuscire a sottolineare al meglio l’epicità del momento. La durata si attesta tra le 13 e le 16 ore ma c’è comunque un sottobosco di scatti da fare e oggetti nascosti da reperire, sia per i maniaci dei platini, sia per quelli che vogliono godersi un viaggio più lento, ma apprezzando ogni passaggio con maniacale e certosina attenzione.


CONSIDERAZIONI FINALI
Non si spara solamente, c’è tantissimo per cui restare abbagliati, che sia un paesaggio esotico da favola, o rapiti in un roboante alterco a colpi di arma da fuoco, per passare in modalità stealth, protetti dalle tenebre e con le nuove armi silenziate. C’è la trama, ma più che altro è lo spessore dei personaggi a rendere grandi i prodotti Naughty Dog. Non rischiate di pensare che sia una semplice espansione, anche perché la durata di quasi 15 ore rende il titolo longevo tanto quanto (e anche di più spesso, ndr) di tante altre “prime donne” vendute a prezzo pieno… e in questo caso poi costa anche a prezzo budget dal primo giorno.

06 Settembre 2017