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Giovedì 14 Dicembre 2017

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La Terra di Mezzo - L'Ombra della Guerra

La Terra di Mezzo - L'Ombra della Guerra
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Non c’è pace per Talion, almeno fino a quando Sauron non sarà sparito dalla Terra di Mezzo! L’Ombra della Guerra ci racconta il seguito di ciò che in realtà…

…non è solo l’incipit dello spin-off di come l’Oscuro Signore abbia iniziato a far avanzare le sue truppe nelle terre libere della Terra di Mezzo, bensì la guerra scatenata dal ramingo Talion e di come abbia fuso nel proprio corpo la sua anima con quella dell’elfo Celebrimbor, che abbiamo conosciuto con un ruolo preponderante nel libro di Tolkien “Il Silmarillion”.

LA GUERRA, LA GUERRA NON CAMBIA MAI…
Il titolo che introduce questo capitolo, palesemente rubato ad una delle frasi più celebri del videogioco Fallout, serve per dirci di come questo nuovo titolo non sia un’assoluta rivoluzione, come lo è stato L’Ombra di Mordor, sviluppato da Monolith, bensì una sorta di more-of-the-same, esaltando quindi le ottime premesse precedenti con un’iperbole di quelle idee e di quello splendido motore grafico, per regalarci un’opera inedita che abbia lo stesso mood, ma che ci permette di godere di nuove emozioni in una nuova esperienza. L’atletismo di Talion è ancora lo stesso, ci si arrampica lungo le pareti come sono la gilda di Assassin’s Creed ci ha abituati, ma il Free Flow System del combattimento - di cui abbiamo goduto anche nei vari Batman Arkham - è nettamente superiore a quello dell’icona Ubisoft. Si deve essere rapidi, precisi, attenti, ottime animazioni che invogliano ed incoraggiano il giocatore ad incrementare il più possibile le combo di morti tra le schiere avversarie. Le abilità che ci possono aiutare ad affrontare ancora meglio le battaglie sono ancora presenti e sono state nettamente migliorate, per quanto abbiano preso chiaramente spunto dalla visione “Mordoriana”. Il Sistema Nemesi è stato potenziato ed è veramente un capolavoro. I nemici ricordano gli scontri, si passano informazioni, ma soprattutto possiamo entrare nella mente di coloro che siamo in grado di sconfiggere e magari sfruttare non solo le conoscenze dei loro comandanti, ma prendere proprio il possesso di questi ultimi, così da sfruttare alcune decisioni strategiche che ci permettono di entrare nelle fortezze e avere alleati schierati nelle file avversarie. Ecco quindi che, salvo alcune missioni secondarie ripetitive, scegliere di non passare dalla porta principale, ma studiare alcune strategie per come affrontare certi nemici, diventa fonte di immancabile piacevolezza. Tempo fa girava anche la voce del pessimo “grinding” che obbligava i giocatori a pagare, tramite micro-transizione, per ottenere un certo finale di gioco. La realtà non è così, per fortuna, anzi per coloro che sceglieranno di affrontare qualche missione secondaria, ma anche e soprattutto di trascorrere un po’ di tempo con il gioco per il quale si sono spesi dei soldi - ma non 40-50 ore di grinding come si leggeva e solo per l’ultima parte - ma per circa 25-30 ore complessive, comprendendo missioni principali e secondarie (altrimenti per quale motivo lo comprate se non volete giocarci?) arriverete al finale che vi aspettavate.

LA MIA SPADA BERRÀ IL TUO SANGUE NERO
Il motore grafico resta sempre quello, ovvero lo scheletro di un sistema che necessariamente ha attraversato quel “Rubicone” che era alla radice della nuova e vecchia generazione di console. Si vede ed è palese, senza contare che ha portato alla luce anche un piccolo gioiello, troppo presto dimenticato, che portava il nome di Mad Max - che dovete recuperare tipo subito, se non lo avete ancora provato -, ma invece di dimostrarsi uno strumento azzoppato e datato, ha invece saputo rivestirsi di un’armatura scintillante e piacevolissima da vedere. Le texture infatti ricoprono le superifici come un guanto, senza lasciare tracce evidenti di lavori grezzi e poco raffinati, così come gli effetti di illuminazione o i modelli poligonali. Questi ultimi forse, volendo andare a guardare il pelo nell’uovo, avrebbero potuto avere un maggior numero di elementi poligonali, ma è pur vero che gli elementi a video, ciascuno legato da specifiche routine di intelligenza artificiale, non sono pochi, quindi probabilmente questo risulta comunque un ottimo compromesso. I visi sono ben modellati e forse alcuni personaggi secondari subiscono una minore espressività, pur mantenendo alti standard qualitativi. Rispetto al primo poi, che a mio avviso soffriva un po’ dell’effetto di grandi spazi aperti e di piccole costruzioni, non si può che godere delle nuove ed enormi fortezze ben diversificate, ma anche di panorami alternativi e splendidi da vedere.

CONSIDERAZIONI FINALI
Se avete amato L’Ombra di Mordor non potrete che impazzire di gioia per questo titolo, se invece non avete mai conosciuto l’opera prima dello spin-off di Warner Bros. allora è giunto il momento di passare dalla cassa recuperando il primo - per altro oggi lo troverete praticamente ovunque a cifre davvero stracciate - per poi tornare con questo perfetto seguito a devastare le schiere nemiche di Sauron. Si combatte di continuo, questo è sicuro, e le battaglie esaltano e sono il fulcro dell’esperienza, anche se un uso attento di alcune dinamiche strategiche aumenteranno il divertimento grazie ad un albero di abilità e di potenziamenti davvero ampio, oltre alla facoltà di sfruttare il nemico contro sé stesso, una volta che si potrà controllare “lo spirito e la mente” di elementi chiavi dell’esercito avversario. Graficamente un lavoro eccellente, che mantiene una grandissima fluidità anche in presenza di un gran numero di elementi in gioco, tenendo conto che non si è sicuramente risparmiato sulla qualità delle texture e la bellezza dei dettagli degli elementi poligonali.

PROS
- il seguito ideale di una grande idea sfruttata a dovere
- i fan de “Il Signore degli Anelli” che sia il film o il libro si troveranno immediatamente a casa
- artisticamente ben concepito e tecnicamente superbo
- longevo e con un ottimo livello di crescita del personaggio
- l’evoluzione del Sistema Nemesi vale da sola il prezzo del biglietto

CONS
- non esiste il paventato effetto “grinding” ma è innegabile che le azioni sono necessariamente ripetitive (per qualcuno potrebbe essere un pregio)
- la storia è funzionale, ma priva di picchi narrativi memorabili
- alcuni personaggi secondari sono meno dettagliati

VOTO: 9.5

12 Ottobre 2017