il network

Venerdì 24 Novembre 2017

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

La MOSTARDA
Un fantastico concentrato di “archeologia alimentare” sulle nostre tavole

La MOSTARDA

 

The Evil Within 2 - recensione

The Evil Within 2 - recensione
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Bethesda ha pensato bene di far tesoro delle magagne del primo The Evil Within - uscito forse un po’ troppo rapidamente -, confezionando un seguito che finalmente ha messo le cose in chiaro.


SEBASTIAN CASTELLANOS PROPRIO NON RIESCE A DORMIRE SONNI TRANQUILLI
Se Resident Evil 7 ha in qualche modo scritto un nuovo capitolo dei survival horror, spingendo la direzione artistico/creativa a nuovi livelli, si era formato comunque un buco per tutti coloro che volevano le atmosfere malate, di altissima tensione e precarietà - leggasi tutto questo anche nell’ottica di un mood appropriato -, ma anche di shooter e di enigmi che hanno fatto da ponte tra i primissimi Resident Evil, il quarto capitolo dello stesso brand e l’arrivo di Silent Hill sul mercato. La firma di Shinji Mikami nel primo capitolo di The Evil Within, ovvero la mente dietro alle più importanti rivoluzioni moderne del gioco Capcom inizialmente ambientato a Raccoon City, ha fatto ben sperare molti degli appassionati, ma il risultato non è stato completamente soddisfacente, al netto del fatto che il sottoscritto lo ha comunque trovato un piacevole tentativo.

La prima impressione che avrete, per altro palese fin dai primi momenti, è che il motore grafico sia lo stesso del primo. Questa volta però il lavoro di rifinitura ed effettistica ha subito un pesante lavoro di ottimizzazione e - per quanto la scelta infausta di utilizzare qualcosa che fosse a cavallo di due generazioni, ha portato a risultati altalenanti - comunque in questo caso non ci può lamentare del risultato ottenuto. I difetti maggiori infatti li noterete nell’ambientazione, con qualche texture slavata, qualche oggetto poligonale un po’ affrettato e dalla forma semplicistica, ma le ottime animazioni di tutti i personaggi presenti su schermo e il grande lavoro di design delle creature, vi farà dimenticare in fretta qualunque svista.

Se anche voi siete appassionati della serie Resident Evil, ma in questo caso aggiungiamo anche un pizzico della follia e delle ambientazioni cittadine di Silent Hill, allora vi sentirete subito a casa con The Evil Within 2. Muoversi in un contesto ampio di zone in cui sarà a vostra libera scelta decidere cosa fare e dove andare è una vera goduria. Per quanto sia vero che non si potrà effettuare alcun salvataggio a scelta dal giocatore, bisogna anche tener conto che si potrà spessissimo tornare in “zone franche” nelle quali tornare dopo lunghe peregrinazioni e poter salvare, tenendo conto che il gioco comunque salverà in automatico in determinati punti, altrimenti sarebbe diventato una vera e propria tragedia.

La vita non è semplice e basta poco perché i nemici vi spediscano al creatore, eppure il numero di colpi a disposizione è sicuramente più generoso del predecessore, così come la possibilità di avere diverse armi e, soprattutto, bonus di varia natura per potenziare il genere di equipaggiamento che maggiormente ci piace. La vera chicca per gli amanti, come il sottoscritto, dell’esplorazione, è proprio che la penuria di munizioni e altro è legata alla vostra scelta o meno di rivolgervi solamente ai punti chiave del gioco, mentre se vorrete aprirvi a cercare percorsi alternativi sarete sicuramente agevolati di un grandissimo numero di elementi extra. Anche il meraviglioso ospedale psichiatrico nel quali siamo stati rinchiusi nel primo gioco tornerà a farsi presente, anche se in modo meno terrificante e con la sola scusa di sfruttare il potenziamento del nostro personaggio grazie ai liquidi (che schifo!) che lasceranno cadere i nemici che ingaggeremo.

Seppur è vero che fa sicuramente meno paura, o in generale non siamo in un ritorno dell’originale Silent Hill 2 per il quale ho avuto qualche incubo, ci troviamo comunque in situazioni che ci fanno piacevolmente provare qualche strizza e di sicuro non ci sentiamo di andare in giro come se fossimo a fare una gita nel parco. La mira poi, se non assistita, rappresenta una sfida tosta e interessante, ma parte della piacevolezza generale, inoltre il collante delle storie che ci portano fino alla fine sono sicuramente più logiche e meno machiavelliche, potendole quindi seguire senza per questo perdere la ragione.

CONSIDERAZIONI FINALI
Il primo ha posto le basi, anzi sembrava più che altro avesse messo le fondamenta di un sandbox in grado di dare tutti gli elementi a The Evil Within 2 di poter essere quel titolo che il primo non è stato. C’è follia e follia e il secondo riesce infatti nel dare un senso di fortissimo disagio, grande precarietà, fame di esplorazione, pur lasciando al giocatore la possibilità di scegliere quale percorso effettuare. Ho trascorso ore e ore in ogni zona, per farmare elementi sufficienti nel miglioramento delle caratteristiche del pg, ma anche per rovistare in ogni angolo alla ricerca di armi migliori, proiettili o oggetti utili al crafting. Per quanto non sarete mai completamente a secco di tutto, di sicuro non sentiatevi mai al sicuro, tanto da essere spavaldi distribuendo il piombo senza una minima logica. Questo è esattamente il gioco che avrei voluto fare anche la volta scorsa, il tutto è più ragionato e meno cervellotico, ma soprattutto riesce ad essere tanto fresco nel gameplay, quanto classico nell’uso della scelta di trama ed elementi di contorno. Adatto a tutti, anche se avete un po’ di paura, non è uno shooter puro, ma di certo è meglio di una serata a base di pop-corn e horror, perché in questo caso il protagonista siete voi.


PROS
- ottima atmosfera
- grande senso di precarietà… ma non troppo
- piacevolissime sequenze shooter
- grande attenzione allo stealth

CONS
- non fa mai troppa paura
- il motore grafico andrebbe ottimizzato ancora

Voto: 8,5

17 Ottobre 2017