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Martedì 21 Agosto 2018

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Dark Souls Remastered - recensione

Muori, impara, ricomincia… e poi muori di nuovo!

Dark Souls Remastered - recensione
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Se anche voi, come me, amate da morire (non a caso!) il gioco creato da From Software, figlio di Demon’s Souls ed esclusiva Sony PlayStation - nello specifico è uscito su PS3 e ci si aspetterebbe un qualche porting o remake anche sull’attuale generazione, ma al momento, salvo che al prossimo E3 esca qualche notizia a sorpresa, non ci dovrebbe essere nulla nell’aria -, in grado di regalare emozioni ed imprecazioni ad un pubblico inizialmente di nicchia, per poi diventare una fanbase sempre più estesa.

Quando si parla di Dark Souls Remastered, ma soprattutto quando si parla di aspettative rispetto al gioco originale, è giusto spiegare come funzioni e cosa si potrà avere nel momento in cui si dovesse passare in cassa con una copia console o PC di questo brand. Innanzitutto il pubblico che ha avuto modo di giocare alla versione PS3 e Xbox 360, fino ad ora, ha potuto godere dell’esperienza limitata ad una risoluzione di 1024x768, con un frame rate che non andava oltre i 30 fps; su next gen ora si può aspirare ad avere i 4k e il doppio del numero dei fotogrammi al secondo, quindi sicuramente la miglior esperienza possibile, con tutte le migliorie estetiche di cui parlerò in seguito.

Su PC invece la controversa trasposizione della versione comprendente il DLC, chiamata Prepare to Die Edition, non differiva troppo da quella console, se non fosse che i fan imbufaliti per una conversione problematica, che aveva problemi di fluidità e di certo non faceva scintille sotto il profilo dell’effettistica, è stata “riparata” da un minuscolo team, creando il DSfix. Grazie a questo tool il gioco originale raddoppiava gli fps e aggiungeva l’effettistica castrata in originale, modificando un semplice file .ini.

A coloro quindi che hanno fatto quest’esperienza "moddata" (io ho completato tutti i 41 trofei proprio su questa versione), non suggerisco di prendere anche questa trasposizione - tenendo però conto che su Steam l’originale è sparito, da ora è presente solo l’ultima versione - ma chi nel caso lo dovesse aver preso al tempo, lo pagherà la metà - anche se si trova comunque tra le mani un prodotto finalmente completo.


Tutta la struttura particellare è stata riscritta - quindi i portali di nebbia che sbloccano nuove aree, le sfere-loot, le fiamme ecc. -, ma anche le texture sono state riviste in alta definizione, per quanto non tutte curate allo stesso modo. Su PC, purtroppo, ci sono ancora problemi di frame rate, con cali che si presentano in punti "randomici", anche su computer di fascia alta (o almeno molto al di sopra dei requisiti massimi richiesti). Il gioco resta un “must”, avrebbe fatto più piacere vedere qualcosa che, anche se non proprio remake, poteva essere una versione remastered più piacevole, ma comunque non c’è davvero motivo, soprattutto per chi ancora non lo dovesse aver provato, per non avere uno dei migliori videogames di sempre.

CONSIDERAZIONI FINALI
Dark Souls è uno di quei titoli che ha fatto la storia, ma non è solamente un esercizio di stile. Il gameplay divora letteralmente il giocatore, immerso in una lore profondissima, ma appena accennata, così da lasciar spazio a chi ha voglia di cercare ogni minuzia, ed interpretare un mondo che sembra morto (letteralmente!) ma che non è mai stato così vivido, non mostrando nemmeno del tutto i segni del tempo. Certo gli anni sono passati e se la conversione del primo DS su PC è stata fatta in modo gravemente superficiale, così non si può dire di quest’ultima, anche se in calce troverete altri nei, per quanto su Steam ci sia stato il mod DSfix che ha sistemato le magagne di una conversione frettolosa. Che sia PC o console, ora non avrete più alcuna scusa per non portarvi a casa il gioco che, di fatto, ha inventato un genere!

PRO
+ una possibilità in più di avere un gioco che tutti dovrebbero almeno provare
+ molto meglio della versione Prepare to Die Edition su PC, ma non così distante dal DSfix
+ ben ottimizzato anche per tastiera e mouse

CONTRO
- texture non tutte in alta definizione e talvolta si notano cali di frame rate

Voto: 8

07 Giugno 2018