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Venerdì 20 Luglio 2018

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Jurassic World Evolution - recensione PC

Diventare John Hammond non è mai stato così divertente!

Jurassic World Evolution - recensione PC
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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C’era una volta un gioco chiamato Jurassic Park: Operation Genesis, che altro non era che un complesso, ma difettoso, Theme Park-like, che ha comunque acceso la fantasia degli utenti e ora...

Quasi sicuramente chi conosce Frontier Developments è perché adora Elite: Dangerous, ma questa brillante, anche se contenuta, software house, ha comunque dato vita al più complesso - e ultimo ad essere bello - Roller Coaster Tycoon, quel terzo capitolo che è stato molto più complesso dei primi due, ma sicuramente interessante per aver portato la terza dimensione ed un editor davvero potentissimo e usato per anni. Recentemente, inoltre, si sono distinti per Planet Coaster che, anche in questo caso, è stato l’unico titolo recente in grado di regalare le emozioni di quei titoli che si sono distinti per anni per aver portato il pubblico in un parco di divertimenti creati dal giocatore… e poi farli vomitare!

Con Jurassic World Evolution saremo nei panni di colui che ha in mano le redini del Jurassic World, con chiari riferimenti all’ultima pellicola nei cinema. Compare infatti Cabot Finch, come manager e con la voce narrante che tira in parte le nostre redini e la figura di Ian Malcolm che fa da contraltare per provare a contrastare la InGen ad essere meno smaniosa di guadagno e maggiormente propensa a valutare la potenziale follia di questo progetto, anche se ovviamente le cose vanno a rotoli come sempre.

“SONO STATO PRESENTE ALLA NASCITA DI TUTTE LE SPECIE”

Immaginate se tutta la fantascienza di Jurassic Park fosse possibile e Hammond avesse ragione… cosa accadrebbe? Esattamente ciò che leggerete e che potrete fare dal vivo in Jurassic World Evolution. Si partirà infatti dalla ricerca di fossili e dovrete inviare spedizioni in giro per il mondo per trovare quante più specie esistenti sia possibile, sperando che il DNA raccolto sia in quantità maggiore possibile. Quest’ultima caratteristica è infatti fondamentale, perché è la probabilità che la nascita del relativo dinosauro possa avvenire con successo o meno. Se lo trovate, ad esempio, al 40%, potrete estrarne una parte ed elaborare il resto - come ci aveva spiegato Mr. Dna -, sostituendo le interruzioni di sequenza genetica con altri esseri compatibili a patto che abbiamo modificato e migliorato la struttura relativa. A questo punto passate il tutto agli ingegneri per far “incubare” l’uovo ed ecco che il nostro rettile ancestrale potrà muoversi e fare versi. Il lavoro sull’audio è incredibile, si potrà effettuare zoom per sentire dai grilli ai rumori della foresta ai versi degli animali ancestrali, ciascuno con caratteristiche proprie e statistiche legate alla salute, allo status comportamentale ed inclinazioni che, appunto possono essere state modificate. I primi erbivori possono essere liberati e alimentati ma il problema arriva proprio nel momento in cui arrivano i carnivori, che hanno bisogno di protezioni adeguate. Alcune strutture sono disponibili da subito, altre andranno acquistate e sbloccate in seguito oltre a dover gestire accuratamente anche il budget. I ranger sistemano i guasti di tipo architettonico (leggasi tentativo di fuga più o meno riuscito dei dinosauri), ma anche sulla cura delle bestie. Ogni elemento deve essere gestito e ha un riscontro su determinati valori, dall'uso dell'energia elettrica che può e deve essere potenziata se si aggiungono troppe strutture, ai possibili danni causati dalle tempeste tropicali, alla mancanza di divertimento da parte degli ospiti umani e animali.

Prima quindi aprire la struttura al pubblico è giusto fare gli investimenti adeguati per avere un parco degno di questo nome. Dal recinto alle strutture degli ospiti, tutto deve essere fatto a regola d’arte e rientrare nel budget a disposizione. All’inizio ci viene chiesto se chiamare un professionista legato ad uno dei tre rami a disposizione “sicurezza - ricerca - intrattenimento”. Ognuna di queste figure deve lavorare secondo alcune delle missioni che gli vengono sbloccate con i bonus relativi ad essa - maggiore sicurezza per il reparto ranger, ricerca scientifica più avanzata o ottimizzazione per gli impianti di gestione dei turisti.

Il parco è totalmente visitabile sia sul fuoristrada, sia in elicottero, con la possibilità di anestetizzare gli animali che fuggono o che sono malati in prima persona. Le altre isole che si sbloccheranno al raggiungimento di stelle-obiettivi, offrono ciascuna missioni distinte e territori che modificano la struttura del gameplay, che diventa interessante soprattutto quando accadono vari disastri che siamo chiamati a risolvere. Il tutto tende ad avere più problemi di quanto sia logico aspettarsi, con le creature che tenteranno da subito di abbattere le recinzioni o l’energia elettrica che potrebbe essere interrotta e quindi lasciar fuggire alcuni dei sauri più voraci e pericolosi.

Nel complesso è meraviglioso e divertente per un numero elevatissimo di ore, con un’interfaccia console portata su PC che però è funzionale e semplicissima, oltre a dare un controllo e una mappatura completa del parco con pochi “clic”.

CONSIDERAZIONI FINALI
Sarebbe troppo facile dire che questo gioco è decisamente meglio degli ultimi film (anche se è vero), ma il punto nodale è che questa produzione riesce ad essere un ottimo tie-in della pellicola al cinema in questo momento (almeno sul fronte del brand), senza per questo sembrare un prodotto affrettato o posticcio giusto per richiamare superficialmente la pellicola. Troverete tutti gli elementi fondamentali per giocare per ore, con un forte richiamo a quel Jurassic Park: Operation Genesis che a tanti, me compreso, aveva così tanto ispirato e divertito. Per quanto la struttura sia completa e complessa, almeno sulla carta, è stata servita in modo tale che chiunque riesca a prendere pienamente il possesso del gioco senza dover “capire troppo” il modo giusto di fare le cose. Semplice quindi sulla carta, difficile da applicare, più che altro perché sembra sempre ogni poco ci sia un disastro messo lì per far saltare tutta la baracca, ma anche per questo è irresistibile e l’idea è proprio quella di imitare la saga. Poteva essere “più libero” come Operation Genesis, ma andando avanti lo diventa comunque e ha comunque senso avere obiettivi che portano nell’immediato maggiore afflusso di denaro, quindi anche molto bilanciato, sotto questo aspetto.

PRO
+ ricco di strutture, strumenti, dinosauri e cose da fare
+ tecnicamente eccellente, sul piano visivo, perfetto sotto quello audio e delle musiche
+ è il perfetto simulatore di John Hammond, costruendo parchi praticamente da zero e con le stesse meccaniche dei film

CONTRO
- non è ammissibile che l’italiano non sia contemplato almeno nella parte testuale per una produzione di questo tipo (anche se l’inglese è estremamente elementare)
- si perde un po’ il ritmo del gioco nei tempi d’attesa delle varie attività che si svolgono
- un po’ troppo orientato sui potenziali “incidenti” rispetto alla parte gestionale

Voto: 8.5

19 Giugno 2018