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Martedì 13 Novembre 2018

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1989-1990: il presidente del Consiglio nel Casalasco

Quelle visite di Andreotti tra Piadena, Bozzolo e Sabbioneta

Minimo comune denominatore la figura di don Primo Mazzolari, di cui il politico democristiano era un grande estimatore

Quelle volte che Giulio Andreotti, in veste di presidente del Consiglio, visitò il territorio dell’Oglio Po. La prima fu a settembre del 1989, con tre tappe: Piadena, Bozzolo e Sabbioneta. La seconda a distanza di pochi mesi, a gennaio del 1990, ancora a Bozzolo e sempre, come nella precedente, grazie alla figura di don Primo Mazzolari, di cui il ‘divo Giulio’ era un fervente estimatore. 

L’esponente democristiano, di cui sono state celebrate le esequie nel pomeriggio di martedì 7 maggio, mise piede per la prima volta nel nostro territorio 24 anni fa, alle 6 e 50 di sabato 16 settembre. Arrivò con il treno in stazione a Piadena, per l’occasione presidiata da un imponente schieramento di forze dell’ordine. Durante il viaggio da Roma, a bordo di una speciale vettura-salone (utilizzata per gli spostamenti del Papa, dei presidenti della Repubblica e del Consiglio, agganciata in coda all’espresso Roma-Milano), Andreotti non dormì nemmeno un minuto. Ad accoglierlo trovò l’onorevole Antonino Zaniboni, che lo accompagnò a Bozzolo, dove venne ricevuto dal fedelissimo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nino Cristofori, da don Piero Piazza, responsabile della Fondazione ‘Don Primo Mazzolari’ e dal sindaco Giuseppe Luani. Quindi la visita alla sede della fondazione e la partecipazione alla messa celebrata per il trentesimo dalla scomparsa di don Primo. C’era, nell’occasione, anche Francesco Compagnoni, allora assessore all’Economia della Provincia di Cremona. 

Al termine, dopo una sosta sulla tomba del ‘prete di Bozzolo’, il presidente partì per Sabbioneta, dove — oltre a ricevere il premio ‘Un premio per il ’90’ per il suo libro ‘L’Urss vista da vicino’ —, incontrò l’onorevole Giuseppe Torchio, i senatori Vincenzo Vernaschi e Raffaello Lombardi, il presidente della Provincia Vittorio Foderaro e diversi sindaci casalaschi, oltre al presidente della Regione Giuseppe Giovenzana. Il presidente dell’assemblea dell’Usl Casalasco-viadanese Vittoriano Razzini consegnò ad Andreotti un documento per ‘premere’ sui tempi di attivazione dell’ospedale Oglio Po. 

Sabato 13 gennaio 1990 Andreotti tornò a Bozzolo, per l’apertura delle celebrazioni del centenario della nascita di don Primo. Sempre passando da Piadena: il suo treno presidenziale aveva due vetture, dotate di camera da letto, salotto, studio e cucinino. I ferrovieri piadenesi furono invitati a fare colazione sul treno. Il politico romano venne ricevuto una seconda volta da Zaniboni ed accolto nel municipio bozzolese. «Mi sembra significativo — disse Andreotti — che le celebrazioni di questo centenario inizino proprio nella casa comunale: è il segno che il fattore religioso, considerato fino a non molto tempo fa una sorta di macigno che impediva l’evoluzione della società, oggi viene finalmente considerato come un valore». Andreotti volle poi raggiungere la chiesa di San Pietro a piedi. 

Dal pulpito, al termine della liturgia, il capo del Governo tenne la commemorazione ufficiale: «Don Primo fu sempre un prete scomodo per tutti, prima e dopo la guerra», esordì. «C’era in lui la capacità di scuotere e di suscitare problemi. E lo aveva già capito monsignor Montini, poi divenuto Papa Paolo VI, negli anni ’30, quando lo inseriva nell’elenco dei sacerdoti chiamati a dir messa e a predicare a noi giovani universitari cattolici».

07 Maggio 2013