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Venerdì 22 Marzo 2019

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Solarolo Rainerio

Salini in visita, viabilità in primo piano

Il presidente della Provincia alla Invernizzi e alla Agrimilk

SOLAROLO RAINERIO - "Non parlateci più di tunnel o di sopraelevata nella zona più bella che abbiamo, tra San Giovanni e Solarolo. Facciamo ovunque la tangenziale ma non lì". Il sindaco Clevio Demicheli è stato categorico, giovedì mattina, nel suo intervento di saluto al presidente della Provincia Massimiliano Salini, in visita al Comune di Solarolo Rainerio, nell'ambito del tour che da tempo sta effettuando in tutta la Provincia (ha già superato quota 80). Anche l'ipotesi prevista ad est di San Giovanni costa il doppio: quel 'cerchio' farebbe danni enormi all'agricoltura". 

Salini è stato accompagnato nella sua visita dall'assessore Giovanni Leoni a cui si è poi aggiunto anche l'assessore Gianluca Pinotti. Presenti anche i sindaci di San Giovanni in Croce Pierguido Asinari (presidente dell'Unione Palvareta Nova) e di San Martino del Lago Dino Maglia.  Demicheli ha esordito togliendosi un sassolino a proposito del progetto di insediamento di una centrale a biomasse legnose da parte di Bioenergia Investimenti: "Siamo riusciti, nonostante il via libera dato dalla precedente amministrazione, ad evitare l'arrivo di quel 'mostro', che non sarebbe stato solo un problema di Solarolo. Voi (Provincia, nda) ci avete un po' abbandonato, però. Abbiamo vinto la battaglia grazie alla nostra caparbietà e ai nostri bravi legali". 

Demicheli si è congratulato con Salini per "la buona sortita del piano d'area" e ha ribadito di credere nella fusione dei Comuni dell'Unione (di cui fa parte anche Voltido). "Ci credo fermamente" e ha chiesto un aiuto tramite il servizio Stradibus: "Non possiamo portare qui i ragazzi delle superiori con i nostri mezzi". Altra richiesta: attenzione al trasporto ferroviario: "I nostri ragazzi pendolari vivono una situazione che voi ben conoscete".

Asinari ha sottolineato, a proposito della provinciale Asolana, che "c'è un accordo per realizzare la variante ad ovest, su un tracciato che sarà da vedere. Grazie al presidente Salini che ha ricordato i problemi di San Giovanni in Croce nel corso dell'incontro pubblico che si è tenuto a Casalmaggiore lunedì scorso. Gli stessi veicoli che passano da Casalmaggiore passano da noi". Asinari ha auspicato una soluzione congiunta per i due centri.

Dal canto suo, Salini ha ricordato che quello di Casalmaggiore è stato il primo problema di cui è stato investito: "Dobbiamo però assumerci la responsabilità di una scelta, perché a Casalmaggiore ci troviamo di fronte a tre ipotesi di tracciato, su cui si litiga da vent'anni". Il presidente, insomma, ha rimarcato come non si possa solo "puntare il dito" ma anche, da parte di chi deve stabilire il percorso, fare finalmente una scelta. Il presidente ha anche riferito che la fase di verifica sui danni del maltempo con le richieste legate allo stato di calamità naturale è stata completata: "Il 75 % delle colture e il 50 % delle strutture sono rimasti danneggiati. Stiamo cercando di capire se vi siano disponibilità di denaro per i risarcimenti". Demicheli ha ringraziato l'amministrazione provinciale "perché sul tema è sempre stata presente con grande solerzia".

Sulla centrale, Salini ha osservato che "la Provincia ad un certo punto ha negato l'autorizzazione" e ha sottolineato che da parte di Bioenergia è giunta anche una lettera "nella quale si annuncia la rinuncia ad insediare l'impianto per la contrarietà della comunità locale e della Provincia". Comunque "l'importante alla fine è il risultato".

Terminata la fase nella sala consiliare, il sindaco ha introdotto la visita alla chiesa parrocchiale, ricordando che dopo i lavori "restano da pagare ancora 270.000 euro". Quindi lo spostamento nell'edificio sacro: a far da cicerone don Mario Binotto.

Tappa successiva alla Invernizzi, specializzata nella produzione di compensato: a fare da guida il titolare Giorgio Invernizzi con il figlio Giuseppe (affiancati nella gestione dell'azienda da Laura, sorella di Giuseppe, e da Marisa, moglie di Giorgio). Qualche numero: 180 dipendenti, export al 60 per 100. Un'azienda che lavora e che presto dovrà dotarsi di una nuova caldaia. 

Infine visita alla Agrimilk di Walter Riboli e Ada Ramponi, allevamento di capre (600 i capi) con caseificio annesso per la produzione di formaggi e derivati del latte, con tanto di degustazione finale, prima della tappa finale al museo della civiltà contadina. Chiusura con il pranzo al ristorante La Clochette.

17 Ottobre 2013