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Martedì 21 Maggio 2019

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CASALMAGGIORE

"La sofferenza nella fede può diventare un tappeto e la vita dell’ammalato un tesoro prezioso"

Martedì pomeriggio in Duomo con il vescovo Dante Lafranconi è stata celebrata la 'Giornata mondiale del malato'

CASALMAGGIORE — La giornala mondiale del malato martedì è stata celebrata a livello diocesano a Casalmaggiore con la messa presideduta dal vescovo Dante Lafranconi in S. Stefano e concelebrata dal responsabile diocesano per la Pastorale della salute, don Maurizio Lucini, dall’arciprete don Alberto Franzini, dal cappellano della struttura sanitaria don Bruno Galetti e da alcuni altri sacerdoti della zona pastorale. Il vescovo, nell’omelia, ha citato il messaggio di Papa Francesco agli ammalati. Poi, mutuando il detto che una donna di Prato gli aveva raccontato quand’era un giovane prete («a Prato gli stracci si trasformano in tappeti») ha sottolineato come la cultura attuale rischi di concepire la malattia come uno straccio, mentre invece  la sofferenza nella fede può diventare un tappeto e la vita dell’ammalato un tesoro prezioso. Quindi il plauso ai volontari, religiosi e laici, che curano i malati arricchendo se stessi: «Non c’è opera più preziosa». Un esempio fra tutti: i volontari dell’Unitalsi di Cremona, guidati da Marinella Oneta, presenti alla messa. Dopo la cerimonia il vescovo ha fatto visita, accompagnato dal don Angelo Bravi e don Galetti, agli ospiti della casa di riposo ‘Busi’, facendo passare tutti i reparti. Ad accogliere il presule il presidente del Cda Paolo Bini, il vice Giancarlo Romanetti e i dirigenti della struttura.

 

11 Febbraio 2014