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Domenica 22 Ottobre 2017

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21 settembre

Lettere al Direttore

L'INTERVENTO

LO SMARTPHONE IN CLASSE NON RISOLVE ALCUN DEFICIT

Non sono contraria agli smartphone di cui, come tutti, faccio uso e abuso. Tuttavia in questi giorni mi trovo impegnata sulla scena pubblica a mettere in dubbio la loro utilità nelle aule scolastiche come strumento didattico. La mia perplessità è relativa alla diffusione dell’idea ingenua che l’introduzione di una tecnologia, di per sé, possa risolvere magicamente il problema degli apprendimenti. Nessuno strumento genera automaticamente apprendimento. Non è stato così con l’introduzione dei video didattici, dei laboratori linguistici, delle lavagne luminose, delle lavagne interattive multimediali.

Scriveva già nel 1995 Clifford Stoll sull’utilizzo dei video nelle scuole: ‘A noi piaceva guardarli, perché per un’ora non dovevamo pensare. Agli insegnanti piacevano, perché per un’ora non dovevano fare lezione e ai genitori piacevano perché dimostravano che i figli frequentavano una scuola all’avanguardia. Però non imparavamo niente’. Adesso è il momento dei media digitali. Del resto, se noi guardiamo alle recenti rilevazioni statistiche nei Paesi europei scopriamo che nelle scuole con penetrazione tecnologica più elevata gli apprendimenti addirittura peggiorano. Ma non è tanto una questione di dati e di ricerche (che si sa sono influenzate dai contesti di sperimentazione e da molte variabili complesse). Quello che mi irrita è la convinzione che si possa risolvere la difficoltà educativa con la delega ad uno strumento, quello che mi irrita è la riduzione dell’apprendimento ad un insieme di informazioni facilmente reperibili e divertenti. Non occorre essere antropologi per sapere che l’apprendimento è, invece, soprattutto un fatto di relazione umana. Per migliorare gli apprendimenti non servono gli smartphone. Servono docenti competenti, motivati, appassionati, con un progetto e una coerenza educativa. Ebbene questi docenti nella scuola italiana, per mille ragioni, sono troppo pochi. La crisi della scuola italiana non è dovuta all’assenza di tecnologie, ma è dovuta alla perdita del ruolo dell’intellettuale nella società di oggi e alla fuga dalla responsabilità dell’educazione. Accade allora che nel generale scadimento del valore del sapere critico (e del significato della sua trasmissione) tutto ciò che è nuovo si confonde, evoluzionisticamente, col progresso. Un mito del progresso tale per cui quello che la scienza e la tecnologia ci permettono di fare, automaticamente si è autorizzati a fare; anzi, si deve fare. In questo modo ci dimentichiamo che il nostro impegno più grande, come educatori, non deve esaurirsi nel far usare nuovi strumenti e imparare nuovi linguaggi ma deve essere finalizzato a condividere e discutere con le nuove generazioni ciò che crediamo sia giusto e sia sbagliato, a tenere desta l’attenzione critica nei confronti dell’uso di questi strumenti e di questi linguaggi. Il nostro impegno più grande deve essere quello di assumerci una responsabilità nei confronti del nuovo. Ad esempio la responsabilità, talvolta, quando serve, di dire no.
Angela Biscaldi
(Dipartimento delle Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Milano)

IL CASO

NESSUNA RECLAMA LE BICICLETTE RITROVATE
DATELE A NOI CHE LE AGGIUSTIAMO

Caro direttore,
domenica 17 settembre ‘La Provincia’ nella cronaca di Castelleone aveva questo titolo: ‘Bici ritrovate nessuno le reclama’. Erano le stesse bici messe in mostra un anno fa. Ora quelle biciclette sono state riportate nel magazzino comunale in quanto nessuno le ha riconosciute,
Noi della Cascinetta didattica siamo sempre alla ricerca di biciclette anche rotte o da rottamare in quanto nella nostra officina di ciclomeccanica le sistemiamo per poi donarle alle persone con gravi problemi economici o alla Caritas, dove vengono utilizzate dai migranti.
A questo proposito vorrei lanciare un appello al comune di Castelleone: potete darle a noi? Noi possiamo venire a prenderle e possiamo dare un piccolo contributo: piccolo in quanto l’associazione si autofinanzia e per aggiustare le bici dobbiamo comprare nuovi pezzi di ricambio.
cervi.gabriele@libero.it

Una proposta che merita attenzione: inutile lasciare biciclette non reclamate in un magazzino, meglio sistemarle in una officina ciclomeccanica e poi donarle a chi le utilizza.

Ma quale democrazia!
Di Maio e 7 figuranti
Il M5S è ridotto così
Gentile direttore,
un movimento nato col ‘V-Day’ convinto di essere partorito direttamente dal popolo, alternativo al sistema e ai suoi riti logori e stantii, si dimostra incapace nel rappresentare la democrazia e il rinnovamento, sino ad arrivare alla farsa delle primarie prefabbricate con il vice Presidente della Camera Di Maio ormai da tempo designato dalla Casaleggio Associati candidato premier, che parte a cinque metri dal traguardo e gli altri sette figuranti invece lontani 10 km. Molte volte ho ripetuto, in questo spazio riservato ai lettori, davanti ai continui intrecci del Pd, che un partito è nuovo, moderno e democratico se è scalabile e contendibile, e questo principio vale, naturalmente, per tutti, anche per i 5 stelle. Le manchevolezze degli altri partiti non giustificano la clamorosa anomalia grillina fatta di primarie che sono un’aperta trasgressione ai principi fondativi di tale movimento, nella pratica trasformando una competizione tra uno contro sette signor nessuno, in una perfetta falsificazione politica.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Guardiamoci dentro
Figli o genitori
di serie A o di serie B?
Signor direttore,
figli di serie A e figli di serie B: perché non dire che ci sono genitori di serie A e genitori di serie B? Un genitore può fare preferenze con un figlio solo perché è più simpatico? Oppure, può fare la differenza il fatto che il figlio sia frutto di un’unione passata piuttosto che di un'unione attuale? Cambia qualcosa se si ha un figlio da un nuovo matrimonio? Da qui si potrebbe proporre un interessante spunto di riflessione e andare oltre al concetto ormai assodato che i figli dovrebbero essere tutti uguali.
Forse dovremmo rispondere a tutte queste domande con un’altra domanda: esistono genitori di serie A e genitori di serie B? Che cosa ti porta ad essere un genitore di serie A? A quanto serve essere un genitore presente, dolce e severo, giusto e amorevole se non sappiamo riconoscere in nostro figlio un figlio e non il semplice frutto di una relazione con un’altra persona?
Auguro a tutti noi genitori di cogliere questo spunto per un'intima riflessione che ci aiuti ad essere sempre, o a diventare, il miglior genitore possibile.
C. P.
(Cremona)

I tempi sono cambiati
Scordiamoci il posto
di lavoro sotto casa
Signor direttore,
in questi giorni di inizio anno scolastico sono in Sardegna ma anche qui mi è arrivata l’eco della protesta di quella insegnante(?) calabrese assegnata ad una scuola del cremonese che ha invocato, ricorrendo in tribunale, il sacro diritto ad avere la cattedra magari sotto casa. Si potrebbe suggerire in alternativa di trasferire gli alunni in Calabria, dove sole e mare non mancano, così facciamo felici tutti. A parte il fatto che questa suddetta insegnante già trasmette ai suoi potenziali alunni un messaggio negativo, questa storia non dice nulla a quegli studenti che hanno fatto e vinto ricorso al Tar, contro il numero chiuso nelle facoltà di lettere e filosofia? È evidente che posti di lavoro, magari sotto casa, un domani non ci saranno. Non è che poi gli stessi protesteranno e invocheranno il lavoro che in certi ambiti già oggi non c’è?
Pinuccia Brunofero
(Soresina)

Linea più replica
Disservizio reale
ma colpa non nostra
Egregio direttore,
in relazione al contenuto della lettera inviata dal signor Sandro Bani, pubblicata su La Provincia del 15 settembre 2017, Linea Più conferma che, nonostante la responsabilità operativa dell’accaduto non sia a proprio carico, l’azienda non si è disinteressata dell’intera faccenda ma si è anzi adoperata in ogni modo per porre rimedio al disservizio, inviando nuovamente la bolletta a tutti i clienti potenzialmente interessati e concedendo loro una proroga nei termini di pagamento.
Linea Più, anche in questa occasione, ha voluto garantire ai propri clienti un servizio di grande qualità e la massima assistenza, elementi cardine della vicinanza al territorio da sempre dimostrata da Linea Più.
Linea Più Spa

Settimana della mobilità
La buona politica
si fa anche in strada
Gentile direttore,
ieri mattina presto l’assessore Alessia Manfredini di fronte al Centro prelievi di via Dante dava indicazione ai ciclisti su come comportarsi in strada: perché chi usa una bici molto spesso si comporta da prepotente! Tutti i mezzi devono rispettare le regole! E se i dipendenti comunali erano per strada al lavoro, non credo che la loro città sia da considerare amministrata male, con buona pace di chi dice il contrario. (...)
Igor Paulinich
(Cremona)

Solidale con i catalani
Anche i lombardi
vogliono l’autonomia
Egregio direttore,
conta poco o nulla, ma mi lasci ugualmente esprimere la massima solidarietà alla nazione catalana, i cui vertici sono rimasti vittima di un’azione gravemente antidemocratica del governo centrale di Madrid. La speranza è che tale violenta e ingiustificata repressione si riveli molto presto un boomerang per la capitale spagnola, portando una massa sempre maggiore di catalani a rivendicare con ancor maggiore forza l’indipendenza (...). Se la nazione catalana vuole l'indipendenza, non deve chiedere nulla, deve solo autoproclamarla. Madrid dovrà accettare, volente o nolente. Come, sia pur in altro contesto storico e politico, Belgrado ha accettato l’indipendenza della Slovenia e della Croazia. La speranza è quella di vedere un giorno, il più vicino possibile, anche i lombardi nelle piazze per rivendicare un’amplissima autonomia da Roma, l’unica via per levarsi finalmente di dosso quella zavorra enorme e multiforme che da decenni impedisce alla nostra regione di esprimere le proprie potenzialità. Il referendum consultivo alle porte può essere il primo passo ma, comunque vada, servirà molto altro.
S.M.
(Cremona)

Rischio urti delle auto
I sostegni degli alberi
sono una protezione
Egregio direttore,
in merito alla segnalazione, corredata da foto, del signor Giovanni Gatti pubblicata mercoledì 20 settembre, riguardante i sostegni agli alberi viale Po desidero precisare quanto segue.
Per la maggior parte delle sophore messe a dimora negli anni scorsi e anche di recente lungo il viale, i sostegni, come afferma il lettore, posati durante la fase di attecchimento delle piante per la loro stabilizzazione delle piante, li si potrebbe ritenere ormai inutili. Detto questo, va però tenuto presente che le banchine stradali del viale sono utilizzate a parcheggio, i tutori costituiscono pertanto una difesa della pianta da possibili e purtroppo frequenti urti da parte di automobilisti che prestano poca attenzione durante le manovre effettuate per parcheggiare le loro vetture.
Alessia Manfredini
(Assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Cremona)

L’ennesima tragedia
Cani e bambini
Serve buon senso
Signor direttore,
anche se è come dire a una persona che il fumare e il bere tanto fa male, questi ti darà ragione solo quando avrà superato il suo penultimo respiro di vita, che sarebbe stato meglio convincersi prima, così è anche il convincersi che agli occhi dei cani i bambini piccoli sono visti come pupazzetti da sbranare giocando e così per gli occhi dei bambini piccoli i cani sono visti come giocattoli da giocare fino alla rottura degli stessi, causando spesso conseguenze irreparabili che il buon senso di una persona adulta dovrebbe capire e prevedere affinché possa evitare che succedano tragedie di inconsolabile disperazione, avendo sempre la precauzione di tenere distanti gli uni dagli altri.
Pietro Ferrari
(Cremona)