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Sabato 20 Gennaio 2018

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10 dicembre

Lettere al Direttore

IL CASO

MIGRANTI, GIUSTO FERMARE LE PAROLE DI PAURA
MA L’EMERGENZA MERITA RISPOSTE PIÙ EFFICACI

Egregio direttore,
apprendo dalla stampa locale alcune affermazioni rilasciate nel corso del convegno in tema di ‘accoglienza’, promosso dalla Cisl, recentemente tenutosi presso il Centro Pastorale. Su tale argomento è facile incappare nella retorica, così come non è difficile discettare inutilmente perché la regia di certe situazioni non è di pertinenza locale. Sono d’accordo su quanto dichiarato dal nostro sindaco: «Va distinto il tema dei migranti da quello dei cittadini stranieri che risiedono in città. Basta parole di paura, basta esagerare i numeri».
Nel corso del convegno è stato sottolineato che gli immigrati in Italia sono oltre 5 milioni, la metà dei quali svolgono lavori che noi non intendiamo coprire, quindi sono una risorsa. Il direttore della Caritas di Cremona è intervenuto con alcune considerazioni: «La Casa dell’Accoglienza dal 2014 ha accolto 755 profughi, attualmente ce ne sono 200. Qualcuno di loro ha sbagliato, una quindicina nel tempo ha avuto problemi con la giustizia, ma in proporzione pochi rispetto a quanti abbiamo accolto».
Riconosco alla struttura in questione grandi meriti, ma mi permetto di non essere d’accordo sull’affermazione e mi sarei aspettato qualcosa di ben diverso, visti gli introiti (1000 euro al mese per migrante?), come se quanto successo (i soggetti sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti) fosse una sorta di ineluttabile ‘danno collaterale’. Non sono a conoscenza di come vengano gestiti a Cremona i migranti da parte delle strutture a ciò deputate (ma l’impressione è che abbiano molto tempo a disposizione per fare quello che vogliono), mentre ho recentemente letto sulla stampa locale del bel progetto in atto a Crema e che mi piacerebbe fosse replicato nella nostra città. Interessanti anche (rilevabili su internet) sia l’approccio alla questione da parte del sindaco di Bergamo, sia le considerazioni - acute e di grande prospettiva - di don Claudio Visconti, direttore della Caritas di quella città, che si preoccupa del ‘dopo’ dei migranti, successivamente al diniego del diritto di asilo, che riguarda oltre il 90% dei richiedenti.
Luciano Losi
(Cremona)
Se è vero che una quindicina di richiedenti asilo che sbagliano su oltre 700 ospitati alla Casa dell’Accoglienza è un numero esiguo, concordo con lei che non si possa comunque considerare un ‘effetto collaterale’. O meglio, che lo si possa considerare un qualcosa di ‘inevitabile’. So bene che non è facile ma la rete di controlli ‘in entrata’ dovrebbe essere migliorata anche per dare una mano all’incredibile opera di don Pezzetti.

LA POLEMICA

Chi paga il sesso è psicologicamente debole

Signor direttore,
quando ero adolescente un giorno leggendo il quotidiano ‘Il Giorno’ rimasi colpito che pubblicava annunci di donne che con parole fantasiose cercavano clienti per fare sesso a pagamento.
Oggi continuo a stupirmi. Ma non solo di questo.
Pagare una donna o qualunque altro essere umano per fare sesso è come andare in montagna con l'elicottero. Arrivi in cima, non fai fatica, ma non la stessa intensa soddisfazione di chi ci arriva a piedi.
Come quando vai al ristorante invece che prepararti il cibo con le tue mani o di fartelo preparare da qualcuno che ti vuole bene, un amico, il tuo compagno.
L’impazienza del risultato ti fa ottenere sempre un risultato scadente.
Fellini, Pasolini e Montanelli compravano il sesso. Grandi intellettuali, ma anche supermiliardari, inutile stare a fare nomi, approfittano del loro potere per portarsi a letto qualcuno.
Trasformare una persona in merce sessuale è un segno di grande debolezza psicologica.
Come anche mi stupiscono donne e uomini che per guadagnare soldi più velocemente vendono la propria intimità.
Il sesso ha senso solo all’interno di una relazione d'amore e mai in ogni caso mai in una relazione a pagamento.
Paolo Mario Buttiglieri
(Sociologo - Fiorenzuola d’Arda)

Le degenerazioni del branco
Cattivi non si nasce
ma si diventa
Gentile direttore,
le motivazioni e le cause della degenerazioni del ‘branco’ che spesso portano alla violenza sono molteplici: odio, intolleranza, convinzioni ideologiche, politiche o religiose. Il branco, spesso, diventa violento, e oltrepassa i limiti, sfascia, rompe, distrugge, prevarica i più deboli. Il leader decide le scelte gli altri lo seguono.
Nel 1971 lo psichiatra Philip Zimbardo e il suo team della Giordan School dell’università di Stanford vollero capire fino a che punto è forte l’appartenenza ad un gruppo. Effettuarono un esperimento che consisteva nel dividere due gruppi di studenti, tutti volontari, 12 nel ruolo di guardie e 12 nel ruolo si carcerati. Vennero inseriti di nascosto in una prigione allestita nel sotterraneo dell’università. Una vera prigione con cancelli alle celle e sbarre alle finestre. Telecamere a circuito chiuso e microfoni dovunque per vedere e sentire ciò che accadeva nella falsa prigione per studiare ed analizzare l’esperimento. Gli studenti carcerati indossavano tute simili a quelle che portano i veri detenuti, gli studenti che appartenevano al gruppo delle guardie indossavano una divisa da secondini. L’esperimento doveva durare 15 giorni.
La vita nella prigione della Giordan School aveva delle regole ben precise guardie e carcerari dovevano seguire routine ben definite i carcerieri potevano far di tutto per far rispettare le regole ai carcerati meno che picchiarli.
Già al quarto giorno molti detenuti persero le proprie coordinate personali e si convinsero di essere dei veri detenuti mentre le guardie diventavano sempre più sadiche. Per un nonnulla costringevano i prigionieri a flessioni sulle braccia montando sulla loro schiena, appelli notturni in continuazione, e per umiliarli li costringevano a pulire le latrine con le mani. Al quinto giorno i prigionieri erano a pezzi piangevano, non dormivano e non mangiavano più. Erano in preda da disturbi emotivi come la convinzione che da quel carcere non sarebbero mai più usciti.
Ma quella era la Giordan School dell’università ti Stanford. Non il carcere di Abu Ghraib di Baghdad in Iraq e si stava effettuando un esperimento psicologico. Al sesto giorno, quando Zimbardo ed il suo team videro che le guardie fecero schierare i detenuti nel bagno tutti nudi incatenati e con sacchetti di carta sulla testa, si convinsero che prima o poi si sarebbe verificato un grave incidente per cui bloccarono tutto e finirono l’esperimento.
Bastarono sei giorni per trasformare le guardie da studenti modello in sadici aguzzini. Zimbardo concluse che cattivi non si nasce ma si diventa.
Le tesi alla base di questo esperimento vennero analizzate da Zimbardo in un suo saggio pubblicato anche in Italia dal titolo “L'effetto Lucifero”.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Record di impopolarità
Politici di mestiere
la categoria più invisa
Egregio direttore,
se agli italiani fosse richiesto d’esprimere un giudizio sugli uomini che li governano se ne potrebbero prevedere risposte alquanto negative. Quello del politico, specie se ‘di mestiere’, è l’esercizio meglio rivelatore delle sue qualità personali. Chi ne percorre tale carriera, muovendo i passi iniziali negli apparati relativi, riesce ad emergere, prevalentemente, per qualità del tutto diverse dalle comuni, quali: l’eloquenza, l’ambizione e la spregiudicatezza. prevalere sui concorrenti diventa l’imperativo assoluto. Solo chi sia sufficientemente agguerrito, famelico e astuto, può sperare di farsi largo sui meno dotati. Questi caratteri, esclusivi dei capibranco, prescindono, machiavellicamente dalla pur minima regola deontologica essendo addestrati ad ammantarsi di nobili intenzioni, mai suffragate per altro da trascorsi esemplari. Spacciare da ‘missionari’ tali delegati potrebbe risultare addirittura pernicioso. Se poi questi ‘irreprensibili’ signor risultano percepire quegli emolumenti che tutti sappiamo e incrementati da chissà quanti altri benefici, dovremmo ammettere come l’affermazione di tanti ‘I politici di professione rubano’, provocatoria e polemica sin che si vuole, rispecchi fedelmente lo ‘status’ antropologico di codesti nostri rappresentanti che campano di rendite costruite sulla versatilità dei puri ‘mestieranti’. Da sempre, in politica, a fronte di questi ‘mali inevitabili’ non si è mai stati in grado di porre freno. Anche l’apparente patacca di tangentopoli non è valsa a correggere e neppur a frenare le storture di tanto malcostume, da sempre esistito e tutt’ora presente.
Massimo Rizzi
(Cremona)

L’Italia non è al sicuro
Troppo permissivi
Esposti al terrorismo
Egregio direttore,
dopo gli Stati Uniti d’America, la Francia, la Spagna e il Regno Unito toccherà all’Italia? Se in Gran Bretagna, dove le norme di sicurezza sono assai più severe, hanno dovuto subire le ultime tragiche conseguenze, come potremmo sentirci meno esposti date le leggi permissive esistenti da noi e gli incentivi che accordiamo a troppi extracomunitari? Accogliere, finanziare e coccolare tanti clandestini musulmani nell’illusione di parecchi amici ci vieti di vedere la realtà di quanto, quotidianamente, accade nel mondo? Stessimo ai precedenti ci accorgeremmo che i fondamentalisti non guardano in faccia nessuno: disposti a eliminare chiunque (anche dei loro) tentasse d’opporsi ai loro perversi disegni d’affermazione.
Vera Perani
(Cremona)

Serve cambiare in fretta
Caos immigrazione
e giustizia inefficiente
Signor direttore,
bisogna cambiare radicalmente il sistema di una politica incapace di risolvere i nostri problemi prima che sia troppo tardi, bersagliati quotidianamente dalle stesse parole, senza mai risolvere i nostri problemi più urgenti che sono l’immigrazione e la giustizia che non funziona.
Il primo problema è l’affluenza quotidiana di profughi clandestini che sbarcano sulle nostre coste: siamo già a oltre 5 milioni mantenuti dallo Stato trascurando altrettanti italiani con una spesa da 30 miliardi l’anno. Nei mesi scorsi scorsi sono sbarcati centinaia di minorenni: dove sono i loro genitori? Quale sarà il loro avvenire? Quasi ogni settimana ci sono tragedie con decine di morti in mare. Questa è una vera vergogna. (...) Quando finiranno questi scandali generati da una politica assente?
Non posso permettermi suggerimenti, ma tutto è possibile se si riportassero subito indietro da dove sono arrivati scaricati in mezzo al mare su zattere pericolose. La possibilità di pagare un altro viaggio fino a oltre 1000 euro a persona così si può neutralizzare un giro d’affari vergognoso da scafisti venditori di carne umana, a compratori, da cooperative e centri d’accoglienza con guadagni sporchi. Se non si chiudono le frontiere quale sarà l’avvenire dei nostri figli. Senza dimenticare che c’è un forte calo di nascite tra gli italiani mentre si registra un aumento di nascite straniere.
Un altro problema serio è quello della giustizia italiana che non funziona. Furti, rapine e violenze quotidianamente in aumento, con tante persone prese, processate al mattino condannati e alla sera subito libero. Criminali che uccidono con soli 5-10 anni di prigione (...).
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

La festa dell’8 dicembre
Pio IX e il dogma
dell’Immacolata
Signor direttore,
occhio all’8 dicembre 1854, quando papa Pio IX, con relativa bolla, dichiarava Maria vergine, figlia di Anna e Gioacchino, ‘concepita senza la macchia del peccato originale’, da cui, sempre l’8 dicembre, la Festa dell’Immacolata Concezione. Da dover quindi dedurre trattarsi di una famiglia decisamente privilegiata. Ah, questi privilegi! E pensare che i francesi, per abolirli, nel 1789, avevano scatenato una sanguinosissima rivoluzione! Manca solo, all’appello, Maria vergine, dal papa Pio XII, dichiarata, il primo novembre 1950, con anima e corpo, Assunta in cielo. E qua la fantasia dei teologi è fortemente sospettata di avere risorse inventive superiori a quelle dei poeti. E così sia!
Gianfranco Mortoni
(Mantova)