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Sabato 20 Gennaio 2018

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13 dicembre

Lettere al Direttore

IL CASO

BASKET E CALCIO IN CAMPO A MEZZOGIORNO
SIGNIFICA STADI E PALAZZETTI SEMIVUOTI

Egregio direttore,
‘Terza gara a mezzogiorno e un Pala Radi mai con così tanti posti vuoti’. Domanda rivolta al coach Sacchetti, dal vostro Fabrizio Barbieri. La do io la risposta: quello che sta succedendo negli orari del calendario di basket (ma vale anche per il calcio) quest’anno, lo ritengo demenziale. Basket a giorni e orari spezzatino. E ci si stupisce se gli spettatori diminuiscono. Altro che auspicare (da ipocriti) che vadano alle partite le famiglie con i bambini.
I sapientoni che reggono le sorti del basket, che hanno deciso tutto questo, sono da biasimare e condannare (per non dire altro). Genuflessi solo di fronte al dio denaro: al diavolo gli spettatori!
Ma signori miei, alle 12.00 della domenica, gli umani, normalmente, stanno in famiglia: i genitori con i figli e i figli con i genitori. In questa caotica società dove ormai non quadra più nulla, il pranzo della domenica rappresenta, per molti, forse l’unica occasione rimasta per stare tutti insieme. E i nostri ‘geni’ che fanno? Ci invitano alla partita. Inoltre la piattaforma che trasmette il basket in tv è raggiungibile solamente attraverso internet e quindi si vedono le partite sui cellulari, tablet, o in tv adottando però opportuni dispositivi. E così anche gli ascolti son colati a picco. Ma si diano una regolata coloro che decidono le sorti dello sport perché, avanti di questo passo, alle partite (basket e calcio) non andrà più nessuno (io mi augurerei sin da domenica). Ma forse è questo l’obbiettivo finale di talune sedicenti dirigenze. Capisco che i mass-media (giornalisti e allenatori compresi) trovano complicato e imbarazzante dire liberamente - alla faccia della libertà di pensiero e di stampa - come la pensano. Ma ormai ritengo che la misura sia colma. Lei che ne pensa direttore? Ritiene di potermi dare la sua opinione liberamente?
L. O.
(Pontevico, Bs)

Se la guardiamo dal punto di vista del tifoso, lei ha perfettamente ragione. Andando avanti così, salvo rare eccezioni, tribune di campi di calcio e di palazzetti sono destinate alla ‘desertificazione’. D’altra parte, è anche vero che lo sport professionistico ha necessità di ingenti capitali, che solo le tv possono garantire.

IL CONSIGLIO

ATTACCHI INFORMATICI, UN BUON BACKUP LA MIGLIOR DIFESA

Egregio direttore,
leggo da ‘La Provincia’ dell’attacco informatico ai danni del Comune di Fiesco. Conosco molto bene questo tipo di attacco che viene portato a termine da un particolare tipo di malware (software maligno) denominato ransomware ovvero virus del riscatto, avendone avuto a che fare parecchie volte nelle vesti di ‘ripulitore informatico’. Generalmente questo malware si propaga via email, tramite un allegato infetto. L’untore spedisce il malware a centinaia di migliaia di email pescate da un database o generate in modo automatico a caso. Il malware, di solito, viene successivamente attivato proprio dall’utente stesso che apre l’allegato di posta senza rendersi conto del contenuto. Può arrivare cammuffato da fattura, da bolla di consegna, da comunicazione della banca, eccetera. Spesso è scritto in italiano stentato, prodotto da un traduttore, e nella stragrande maggioranza dei casi la provenienza è l’Est europeo (Russia, Ucraina). Una volta attivato il malware analizza tutti i file del computer infettato comprese eventuali directory condivise presenti sulla rete criptandoli con una chiave di cifratura generata casualmente e molto lunga. Questa azione rende i file inservibili fino a quando non si procederà alla loro decifratura tramite la chiave ottenuta dietro il pagamento del riscatto. Normalmente il malware si preoccupa di avvisare l’utente come fare per pagare e quanto. Non si tratta quindi solitamente di attacchi mirati ma generalizzati, chiunque può essere vittima. Esistono ditte italiane che a cifre abbordabili (100 o 200 euro) realizzano il programma di decifrazione, quando ciò è possibile. Il backup è l’unico vero rimedio contro questi attacchi, tale backup deve essere frequente ed inaccessibile ovvero immodificabile dai computer della rete che vanificherebbero la sua utilità nel caso si infettassero. Ripristinare un backup è notevolmente più veloce di qualsiasi altro metodo di soluzione al problema. Le pubbliche amministrazioni e le aziende che trattano dati personali, inoltre, hanno l’obbligo di realizzare tutti gli accorgimenti atti alla perdita e alla propagazione indesiderata dei dati in loro possesso. Altri escamotage come quelli descritti nell’articolo, quali il chiudere le finestre di navigazione e cambiare la password non sortiscono alcun effetto contro questo tipo di infezione. Neppure avere un antivirus aggiornatissimo può assicurare al 100% la protezione dei propri dati .
Giulio Bottini
(Cremona)

Pubblicità in televisione
Perché sì agli alcolici
e no alle sigarette?
Gentile direttore,
guardando la tv ci si accorge che la stessa trasmette pubblicità di bevande alcoliche. Sorge un interrogativo. Perché non delle sigarette?
Silvio Pammelati
(Roma)

Fascismo e caso Matteotti
Il figlio Matteo parlò
di ‘delitto affaristico’
Egregio direttore,
in una delle sue lettere (2 e 8 dicembre) Sergio Noci scrive: «La storia non si riscrive né si interpreta; ma sono i documenti che parlano». I documenti ai quali si riferisce riguardano anche quelli della vicenda Matteotti ed implicano le presunte tangenti intascate dai fratelli Mussolini. Non dice però che da quel gruppo è sparito qualche fascicoletto. Arrivando ai tempi nostri, sono stati scritti molti libri e saggi sul caso Matteotti. A parte quelli di Renzo De Felice (i più documentati) non credo si possa trascurare il pensiero di Matteo, il figlio di Giacomo Matteotti, espresso in un’intervista, a cura di Marcello Staglieno, rilasciata a Storia illustrata ed apparsa sul suo n. 336 del novembre 1985 e nel suo saggio ‘Quei vent’anni. Dal Fascismo all’Italia che cambia’ edito nel 1985 da Rusconi. Matteo afferma che: «L’assassinio di mio padre non fu un delitto politico; ma affaristico. Non credo che Mussolini avesse avuto alcun interesse a farlo uccidere. Sotto c’è un macroscandalo di petrolio e la lunga mano della corona». A questo proposito, suggerisco la lettura del libro: ‘Il golpe inglese’ (ottobre 2016, Rotolito Lombarda Spa). Le accuse di tangenti ai fratelli Mussolini vengono smontate da Staglieno nel suo libro: ‘Arnaldo e Benito. Due fratelli’. Mondadori 2003. L’autore, nel 1986, a Madrid, intervistò Ramon Serrano Suner, ex ministro degli esteri di Franco che, nel 1940, aveva evitato alla Spagna l’intervento nel conflitto mondiale. Ebbe, in dono, il saggio di memorie dell’intervistato. Alla pagina 455 si legge: «Per inclinazione personale, Mussolini non fu sanguinario, né razzista, né antisemita e nessuno può negare la sua onorabilità: rinunciò alle prebende di capo del governo e visse, come prima di diventarlo, di quanto gli veniva dal giornale di cui era proprietario col suo sensato e buon fratello Arnaldo, al pari degli altri membri della famiglia. Sicchè morì povero, come poveri furono la moglie, i figli e il suo tanto amato fratello». (...)
Claudio Fedeli
(Cremona)

C’è di che riflettere
Cristiani fasulli
che sembrano veri
Signor direttore
penso che il sentirsi cristiani all’uscita di una chiesa è come il sentirsi galline o galli all’uscita di un pollaio, e penso che su questo, molti cristiani di oggi abbiano molto da riflettere, se non vogliono ritenersi dei cristiani fasulli convinti di apparire veri. Ma a Dio non la si fa. Porta male.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Turismo in crisi a Sabbioneta
Il sindaco Vincenzi
solo responsabile
Gentile direttore.
nei giorni scorsi la Lega Nord di Sabbioneta ha criticato il sindaco Vincenzi per le promesse elettorali non mantenute circa la gestione del turismo nella cittadina Unesco. Le scelte recenti dell’amministrazione (l’affidamento della gestione dei monumenti a una cooperativa del settore al posto della sabbionetanissima Pro loco) hanno portato a un netto calo dei turisti, che i numeri di fine anno quantificheranno nell’ordine delle migliaia. (...)
Vincenzi, in risposta, si limita a parlare del suo stipendio. Soli 500 euro come sindaco. Vuole forse far intendere che per una simile cifra fa già troppo? O che il lavoro svolto sul fronte del turismo lo soddisfa? Difficile a dirlo. Nel frattempo i turisti a Sabbioneta calano, chi a Sabbioneta vive di turismo è in difficoltà, la cittadina di Vespasiano resta succube di una Mantova che non regala nulla a Sabbioneta.
Marco Pasquali
(vice segretario Lega Nord Oglio Po, Sabbioneta)

Accordo di Parigi sul clima
Tanti proclami
ma pochi fatti
Signor direttore,
martedì, 12 dicembre. Esattamente due anni fa 190 paesi firmavano l’Accordo di Parigi per contenere l’aumento della temperatura del pianeta in 1,5, massimo 2° C. A 176 di quei Paesi sono bastati soltanto 11 mesi (4/11/206) per ratificarlo, e quindi renderlo esecutivo. Per il Protocollo di Kyoto (scadenza 2020) ci era voluti otto anni (1997-2005). Questo confronto permette di misurare quanto sia divenuta grande la preoccupazione dei governi del pianeta per il futuro. Mentre i proclami di intenzioni di un po’ tutti questi governi fanno ben sperare, non sono molti quelli che stanno anche portandoli avanti e, purtroppo, l’Italia è fra gli altri. Intanto il cambiamento del clima si fa prepotente. In California da ottobre si susseguono grandi incendi, dall’aprile 2015 per legge c’è una riduzione dell’uso dell’acqua del 25%, il fiume Colorado non riesce più a raggiungere l’oceano ed è in costruzione un depuratore delle acque fognarie per uso alimentare. (...) L’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR ci fa sapere che nel nostro Paese nel 2017 la piovosità, tranne gennaio, settembre e novembre, è stata inferiore del 30% (per ben sei mesi del 50%). Cosa che trovo incoerente rispetto a questo quadro è l’atteggiamento nel concreto del nostro Paese e per due ragioni: la prima è che gli scenari per il bacino del Mediterraneo non miglioreranno e la seconda ragione è che la siccità sta già facendosi molto penalizzante per la nostra agricoltura e quindi per la nostra economia.
La riprova dei ritardi della politica nel provvedere al rispetto dell’Accordo di Parigi è indirettamente evidenziata dal mercato delle auto elettriche. Nel 2016 nel mondo si è avuto un boom delle loro vendite (800mila) con una crescita del 40% sul 2015 (Cina + 118%, Usa + 33%). La Norvegia rappresenta da sola il 18% del mercato continentale, la Francia il 12%, il Regno Unito il 14% e la Germania il 12%.
Intanto, la Volvo ha deciso di produrre solo elettriche o ibride dal 2020. In Italia nello stesso 2016 sono state vendute 1.373 auto elettriche, 43 meno dell’anno prima e rappresentanti lo 0,075% del totale. Forse, perché da noi l’incentivo è nella gratuità del bollo, mentre altrove è ben diverso. In Francia, ad esempio, si arriva anche a 6 mila euro di contributo pubblico. (...)
Benito Fiori
(Circolo AmbienteScienze, Cremona)

Mia mamma sempre ben assistita
Fine vita dignitoso
se c’è ‘buona sanità’
Gentile direttore,
in tempi di lamentele e critiche verso le istituzioni e il nostro sistema sanitario vorrei invece ringraziare chi negli anni ha assistito la mia cara mamma, Anna Mori di Viadana, che è appena mancata. Mamma è stata curata nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Oglio Po dal 2005, è stata seguita ed accolta in reparto dai medici, dalle infermiere, dalle ausiliarie numerose volte per visite o ricoveri, sempre seguita con competenza, attenzione ed affetto. Durante gli stessi anni la costante presenza del suo medico curante l’ha aiutata a superare numerosi problemi di salute. Negli ultimi anni il servizio a domicilio dell’Adi ha offerto a lei e a noi familiari aiuto e appoggio costante. Negli ultimi mesi si sono aggiunti i servizi Sad e Rsa sempre con personale competente, gentile e affettuoso. Nell’ultima settimana le Cure palliative dell’ospedale Poma di Mantova hanno accompagnato lei e noi familiari con rispetto e dolcezza. Nella malattia, nella difficoltà, nel dolore, abbiamo avuto accanto istituzioni e soprattutto persone che ci hanno aiutato e accompagnato nello stare vicino alla mamma che è potuta rimanere a casa sua, come da suo e nostro desiderio, fino alla fine. Grazie a tutti e alla nostra società che ancora permette una vita e un fin di vita amorevole e dignitoso.
Mara Mori
(Pomponesco)