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Domenica 19 Agosto 2018

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Lettere al Direttore del 14 Gennaio

Nei grandi e nei piccoli episodi
C’è sempre meno rispetto delle regole
Egregio direttore,
siamo sempre più un Paese senza rispetto delle regole. Non c’è campo ove non se ne riscontrano; uno che tutti i giorni ne vediamo o leggiamo è quello stradale da episodi piccoli o drammatici come sulla A21 Brescia-Cremona del 2-01-2018; sono da tanti anni automobilista (mai fatto incidenti) e constatato siano sempre più i comportamenti disgraziati di certe persone sulle strade perché come si vede al volante si fa di tutto purtroppo con le logiche che abbiamo risultano non punibili come veri e gravi reati, la mancanza di cultura e rispetto delle regole di questo Paese potrà portare a cambiamenti.
Giancarlo Boari
(Grontardo)


Ospedale di crema
Quel buono mensa ha un costo sostenibile
Gentile direttore,
consapevole di commentare con colpevole ritardo l’articolo della della ‘Provincia’ a firma di Stefano Sagrestano dal titolo Ospedale ‘Vogliono il buono. Tutti i sindacati sul piede di guerra’, proporrei due riflessioni. La rottura relazionale tra la direzione della Asst cremasca e le organizzazioni sindacali verte nella sostanza che per soddisfare le richieste (buono mensa sostitutivo) per le legittime dei 1.450 dipendenti del nosocomio cittadino si creerebbe un disavanzo o incremento di spesa di un milione di euro l’anno. Questo aumento, comporterebbe per la sanità lombarda un aumento dello 0.0077 % dell’intera spesa complessiva. Una goccia nell’oceano. La seconda riflessione è questa: come si potrebbe giustificare a livello regionale un diniego dell’operazione per mancanza di risorse quando ad ottobre dell’anno scorso si è tenuto un referendum consultivo regionale che ha comportato una spesa complessiva di 60 milioni di euro?
Giancarlo Dati
(Castelleone)


Gita in Svizzera
Telefono silenzioso. Ma c’è l’addebito
Egregio direttore,
qualche giorno fa ho fatto una gita in Svizzera, sul trenino del Bernina (esperienza molto bella, che consiglio a chi non l’avesse ancora fatta). Per tutto il giorno ho lasciato il telefonino acceso, ma senza wi-fi e senza connessione dati. Non ho fatto né ricevuto alcuna telefonata, né ho inviato o ricevuto messaggi da amici e familiari. Al mio ritorno in Italia il gestore telefonico mi comunica di avermi addebitato 3,5 euro perché avrei utilizzato un servizio che si attiva all’estero, a quel costo giornaliero. Sorpreso e anche indispettito, ho chiesto spiegazioni al servizio clienti, e mi è stato risposto che, durante la giornata, appena varcata la frontiera, ho ricevuto un messaggio da parte del medesimo gestore (svizzero) di telefonia e che quindi ho utilizzato il servizio giornaliero e che era stato dunque lecito chiedermi il pagamento dello stesso. Un mio amico dice che questo si chiama ‘furto legalizzato’. Lei che ne pensa?
Guido Antonioli
(Pandino)
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Penso che dovrebbe rivolgersi a una delle tante associazioni dei consumatori.


Strage di Acca Larentia
La commemorazione passata sotto silenzio
Egregio direttore,
ho notato che il 7 gennaio scorso è passata dimenticata da tutti, mass media, stampa e tv nazionali la commemorazione della strage di Acca Larentia a Roma, dove 40 anni fa vennero assassinati Franco Bigonzetti di 20 anni, Francesco Ciavatta di 18 anni e Stefano Recchioni di 19 anni, militanti missini, omicidi ad oggi restati ancora impuniti. Anche il Comune di Roma ha volutamente dimenticato queste giovani vite spezzate, non inviando nessuna delegazionene o corone per celebrare l’anniversario. Solo qualche filmato su Internet dà risalto alla splendida iniziativa organizzata da CasaPound aperta a tutti senza slogan e bandiere, con la partecipazione di delegazionistraniere, uncorteo silenzioso composto da 8.000 persone (stime della polizia) fatto di gente di tutte le età, giovani, anziani, famiglie con bambini che hanno sfilato silenziosi, inquadrati, disciplinati per il quartiere di S. Giovanni senza causare scontri, distruzioni, problemi al traffico locale ed è terminato con una fiaccolata difronte al luogo dell’eccidio dove Gianluca Iannone, leader di CasaPound, ha chiamato il saluto ai caduti e migliaia di voci hanno risposto ‘Presente’ con il braccio teso nel saluto romano! Volevo complimentarmi con gli organizzatori e i partecipanti, un forte segnale di serietà, unione e civiltà.
Tino Bussatori Mascitelli
(Cremona)


Ancora sulla primula rossa
Fu la polizia fascista a effettuare gli arresti
Egregio signor direttore,
mi permetta alcune parole in merito a quanto pubblicato, nei giorni scorsi, riguardante l’antifascista Naples Ferraresi. Non posso non rilevare l’ammirazione, se non la condivisione, con la quale Claudio Fedeli parla delle meritevoli azioni compiute, certamente a rischio della propria vita, da Naples Ferraresi. Stupisce un po’ questa estemporanea esaltazione di azioni, atte a sottrarre alla deportazione tedesca antifasciti e sospetti partigiani, da parte di chi da sempre rivendica continuità fascista, ne accampa la vecchia militanza e probabilmente, al tempo, ne condivise azioni delatorie e repressive. Penso che il ricercatore Fabrizio Loffi non potesse sapere della appartenenza di Naples alla formazione ‘Primula Rossa’; le vecchie carte erano conservate nella sede dell’Anpi non catalogate né ordinate, quindi non disponibili alla consultazione. Lo erano però già all’Archivio di Stato, nel 2017, quando Giovanni Borsella fece la sua ricerca; forse non fu rigorosa o non cercò dove le notizie si trovavano. Claudio Fedeli cita Armando Parlato e sembra attribuirgli una condivisione alla motivazione, in minima parte riportata, dell’arresto di alcuni membri della ‘Primula Rossa’ avvenuta nel settembre 1944. E’ il vecchio trucco di estrapolare e utilizzare solo parte di un pensiero o di uno scritto. L’arresto venne eseguito dalla polizia del tempo ed era quella fascista che il nostro dimentica di dire. I giovani vennero arrestati con la motivazione di essere «sovversivi e ladri» ed il regime fascista si vantò per lo smantellamento di una piccola banda che si proponeva non solo «attività antinazionali». Sovversivismo nei confronti dello stato fascista ed attività antinazionali sono certamente le motivazioni per le quali i ragazzi arrestati vennero deferiti al Tribunale speciale per sicurezza dello Stato. Il tratto sociologico con il quale Armando Parlato analizza la provenienza dei ragazzi non mi pare possa costituire una aggravante. Il modo autonomo di comportarsi dei ‘Primula Rossa’ certamente preoccupava il Cln e, in un tempo nel quale le armi giravano pericolosamente ne decise per lo scioglimento ed il disarmo che avvenne senza colpo ferire. Il capo Mario Garbi venne arrestato e forse qualche altro non citato. Gli ex ‘Primula Rossa’ rimasero in associazione fra loro ed aprirono una sede nella casa di via Milazzo all’angolo con via Guido Grandi.
Ennio Serventi
(Cremona)


Caso Alitalia ed elezioni
Basta con l’Europa con 2 pesi e 2 misure
Egregio direttore,
(...) voglio porre alla sua cortese attenzione le ultime notizie riguardanti la vendita di Alitalia. Lufthansa sarebbe disposta a comprare il nostro vettore nazionale solo dopo il suo risanamento (leggi tagli di personale e di costi) che immagino dovrà essere a carico di noi contribuenti. Il caso mi fa pensare alla vicenda Parmalat di 15 anni fa che una volta risanata, venne venduta alla francese Lactalis. Tutto questo per ricordare e ho citato solo due esempi, che l’amicizia franco-tedesca verso l’Italia non è proprio del tutto sincera o comunque non disinteressata. E’ in molti la convinzione che l’Europa sempre più unita sarebbe la vera panacea, la cura di tutti i nostri pubblici vizi. Mi conceda di ironizzare sul partito Più Europa, i cui adepti con a capo la intramontabile Emma Bonino sono talmente convinti della giustezza delle loro idee da vergognarsi di andare in piazza a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle elezioni e siccome in Italia nulla è più longevo della nostra classe politica, si sono accasati nella lista dell’altro politico intramontabile Bruno Tabacci. Io sono tra coloro che invece la pensa in modo diverso e se Lufthansa giustamente fa i suoi interessi, anche noi dovremmo fare i nostri e dunque perché vendere Alitalia una volta rimessa in piedi? (...) Non sopporto l’Europa dei due pesi e delle due misure e se l’Italia ha un debito pubblico monstre non significa che chiunque possa dettarci cosa dobbiamo o possiamo fare. E’ un vero peccato che in questa campagna elettorale la questione Europa stia passando sotto silenzio (...)
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

IL CASO
Al Boschetto positiva sinergia con le forze dell’ordine

Signor direttore,
esprimo le mie congratulazioni al commissario capo squadra volanti Vincenzo Scognamiglio che è passato ad operare a Palermo e manifesto la piena soddisfazione al suo operato a Cremona nella sinergia con i quartieri per la tutela della sicurezza. Con grande professionalità e disponibilità ha coordinato, in stretta collaborazione col signor questore Gaetano Bonaccorso, la campagna informativa contro truffe e raggiri impegnandosi personalmente a gestire incontri con la popolazione che hanno esordito grande effetto in termini di partecipazione e riconoscimento. In particolare per quanto si attiene al quartiere Boschetto, pur essendo una zona mediamente tranquilla, non sono mancate nel tempo furti in appartamento, episodi di vandalismo al parco giochi o eccessi notturni e col commissario Scognamiglio si sono congiuntamente pianificate azioni volte ad una più intensa vigilanza del territorio che creassero deterrente ai male intenzionati. Va da sé che un miglioramento della percezione della sicurezza si è sempre mostrata l’azione più efficace ed intelligente per creare serenità ad una comunità e integrazione con le forze di polizia. Vorrei augurare al nuovo dirigente Pietro Nen un benvenuto a Cremona certo si possa ricreare una fattiva collaborazione col quartiere.
Gianrosario Tamburini
(Presidente Quartiere 2 Boschetto-Migliaro, Cremona)
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Sono sicuro che sarà così.

LA POLEMICA
A peschiera 1.500 tonnellate di posta abbandonata

Signor direttore,
anche quest’anno, come l’anno scorso, il centro di smistamento di Peschiera Borromeo è bloccato da una giacenza di 1.500 tonnellate di corrispondenza. Di conseguenza adesso stiamo smistando a corrispondenza dal 1 al 22 dicembre. Tutto ciò nonostante: 1) sia stato assunto, per evitare che si ripetesse ciò che è accaduto lo scorso anno, un manager privato; 2) il trasferimento del 60 per cento della corrispondenza estera in ingresso e uscita dall’Italia al Cmp di Roserio; 3) la deviazione logistica della corrispondenza delle provincie di Mantova e Brescia nei centri di smistamento di Verona e Padova (anziché inviarla e smistarla a peschiera Borromeo è stata inviata e smistata nei centri di Padova e Verona che, dopo averla ivi lavorata e trattenuta, l’ha rimandato al Cmp di Peschiera, dove è stato necessario rilavorarla per l’inoltro nelle provincie di Mantova, Brescia, Pavia, Lodi, Cremona, Milano e Piacenza, penalizzando così milioni e milioni di cittadini della Lombardia che, stanno in questi giorni e nei prossimi si vedranno recapitare gli auguri natalizi coi timbri degli anzidetti Cmp . Ma perché, sistematicamente, nonostante l’intervento di manager privati si ripete lo stesso rituale? Perché manca personale e i sindacati concertativi, anziché chiedere iniezioni di rinforzi preferiscono concordare ulteriore 15.000 esuberi ed altri 5.000 seguiranno subito dopo la definitiva implementazione del recapito a giorni alterni.
E’ chiaro che da tutto ciò i ritardi nelle consegne agli utenti li colpirà per ben due volte: 1) rendendo strutturali le giacenze nei centri di smistamento; 2) attraverso l’introduzione dei giorni alterni.
Stefano Ancona
(Cobas Poste, Milano)