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Lunedì 26 Febbraio 2018

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Lettere al Direttore del 22 Gennaio

Lettere al Direttore del 22 Gennaio

IL CASO

CREMONESE IN ALTO, STADIO ZINI RINNOVATO
GENEROSO CON LA CITTÀ: GRAZIE AD ARVEDI

Egregio direttore,
credo sia giunto il momento che anche la curva ringrazi il cavaliere Arvedi per quanto sta facendo per la nostra Cremonese, oltre che per la città. Purtroppo troppe volte si sono udite critiche al suo indirizzo, ma senza di lui dove saremmo finiti? Sicuramente avremmo fatto la fine delle gemellate Reggiana e Vicenza e delle rivali Pavia, Mantova, Piacenza e del ben più blasonato Parma. Tutte queste squadre sono fallite: vero che poi l’araba fenice rinasce dalle sue ceneri, ma una società che fallisce non è più quella di partenza. La Cremonese esiste dal 1903, è un vanto per la nostra comunità seppur siamo tornati in Serie B dopo un lungo purgatorio, esistiamo ancora da più di un secolo ed il cavaliere sta trasformando la nostra realtà in un’isola felice circondata da un mare di fallimenti. Che dire dello stadio? Sta diventando un gioiello, una volta che si potrà intervenire anche sulla tribuna storica sarà praticamente una nuova struttura. Riconosciamo, quindi, ad Arvedi i suoi meriti con cori o magari con uno striscione e, perché no?, anche per l’aspetto prettamente sportivo, andrebbe onorato il direttore sportivo che, a differenza dei suoi predecessori, è riuscito a far crescere con continuità la prima squadra, contribuendo non poco alla promozione in meno di tre anni. Credo sia il momento di confermare Gianmarioli ed il suo staff per dare continuità al suo lavoro e certezze all’ambiente: insieme possiamo sognare.
Leonardo Benedusi
(Monticelli)
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Quando i risultati arrivano, si moltiplicano i richiedenti merito. Andrei cauto sul futuro assetto della Cremonese. Anni di lavoro premiano l’impegno della società. Giovanni Arvedi raccoglie solo adesso i frutti di un lavoro cominciato nel 2007 quando si è assunto il difficile compito di rilanciare la società. La riapertura dei Distinti dello stadio Zini è l’ultimo regalo che ha fatto ai tifosi e alla città. La promozione deve continuare perché le ambizioni della società e dei tifosi non sono appagate. E’ lecito sognare.

Campagna elettorale/1.
Finalmente si parla di Stati Uniti Europa
Signor direttore
(...) ringrazio il suo giornale per avermi accolto sempre in queste conversazioni coi lettori. Questa volta è per una notizia che, confermata nei fatti, mi permetterebbe persino di esultare. In campagna elettorale, l’argomento Stati Uniti d’Europa con cessione di sovranità da parte degli stati nazionali, compare finalmente come elemento dirimente la competizione. La provoca finalmente il patto di apparentamento tra il Pd e la lista + Europa di Bonino Della Vedova e Tabacci. Per la lista è il primo vagito, ma centra l’obbiettivo. Che i governi nazionali riescano a risolvere nell’ambito della propria sovranità tutti i problemi delle loro popolazioni è una balla pazzesca! Le classi dirigenti che ne approfittano a proprio vantaggio la raccontano agli Europei da oltre un secolo. Arrogandosi il diritto di sovranità su politica estera, difesa, tesoro le nazioni europee hanno trascinato le loro popolazioni in due guerre spaventose ed ora in una crisi economico politica che speriamo metta fine anzi all’inganno di far credere che l’unione del mercato e della moneta possano bastare senza la modifica strutturale della assegnazione democratica di sovranità ad organismi in grado di sostenere le responsabilità di governo necessarie. Comincio ad intravvedere per chi potrò votare in modo coerente ad uno dei punti qualificanti del Partito radicale che non presenta candidati.
Ermanno de Rosa
(Cremona)


CAMPAGNA ELETTORALE/2.
Ecco perché no a Gori e sì a Zingaretti
Egregio direttore
perché come Liberi e Uguali nel Lazio sosteniamo Zingaretti presidente. Innanzi tutto la storia, la cultura e la provenienza politica di Zingaretti, in sintonia con le nostre radici e la nostra visione di società. Gori è stato capofila dei sindaci per il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e ha sostenuto il referendum regionale sull’autonomia promosso dalla Lega; nel Lazio, inoltre, abbiamo sostenuto l’elezione di Zingaretti nel 2013 e abbiamo amministrato con lo stesso per 5 anni con un rapporto positivo.
Abbiamo proposto come Liberi e Uguali punti per noi significativi da mettere nel programma elettorale, questi sono stati accolti. Abbiamo chiesto a Zingaretti che la coalizione di centrosinistra fosse delimitata e che essa non fosse aperta a candidature di centrodestra, come viceversa sta avvenendo in Lombardia. La scelta definitiva, sia in Lazio che in Lombardia, seguendo un processo trasparente e dal basso, è stata sottoposta all’assemblea dei delegati di Liberi e Uguali i quali hanno approvato la sola coalizione con il candidato presidente della Regione Lazio. Le linee programmatiche di Gori non contemplano una discontinuità con le politiche del centrodestra in materia di sanità, scuola, lavoro, ambiente, territorio, consumo di suolo, ma si limitano a voler fare meglio, ma sempre nello stesso solco. Queste sono le differenze tra la scelta del Lazio e della Lombardia. Dire che queste lasciano libera strada alla destra è assurdo. (...)
Sinistra Italiana-Liberi e Uguali
(Gussola)


Campagna elettorale/3.
LeU e i privilegi dei parlamentari
Egregio direttore,
ancora un partito in più Liberi e Uguali. Partito fondato dal senatore Pietro Grasso il quale gode tutta la mia stima. Uguali ha l’anima politica sul divario salariale tra uomini e donne, mi pare anche giusto. Però pensavo che avesse l’anima anche tra i salari e benefici con cui godono i parlamentari a differenza degli umili cittadini.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)


Museo del lino
Riaprire il dialogo tra le parti
Egregio direttore,
vedo con piacere la pubblicazione in questo spazio, di note sul contenzioso tra Comune e Museo del lino. Il mio auspicio è che queste possano essere d’aiuto a riaprire un dialogo tra le parti. Amo il mio paese e con esso tutto quanto può essere utile a farlo crescere e per questo avevo cercato di coinvolgere anche personaggi della mia componente politica in Regione, per tenere viva una realtà ormai conosciuta a livello nazionale, grazie all’impegno di un gruppo di volontari guidati dalla Stefana, alla quale vanno riconosciuti i meriti e la perseveranza sull’argomento, pur non condividendo, come iscritto di Forza Italia, la sua linea politica. La mia iniziativa voleva portare ad avere la disponibilità di persone autorevoli, che , anche se non in forma ufficiale, con il loro intervento ci dessero una mano a portare attorno ad un tavolo le due parti. Ma purtroppo ancora una volta, l’ennesima, la voce di un cittadino comune è caduta nel vuoto , mentre vedo che la controparte politica, anche se a livello personale, cerca almeno di dire la sua, avrei preferito fosse qualcun altro a farsi avanti.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo)


Burocrazia lumaca
I permessi tardano e i costi aumentano
Egregio direttore,
vorrei portare a conoscenza dei lettori di quanto succede a Milano - quartiere Bovisa, dove da alcuni anni, la catena di supermercati Esselunga ha acquistato da diversi anni un terreno per fare un magazzino, ma purtroppo essendo in Italia i tempi lunghi per le autorizzazioni, è costretta a recintare il terreno e a pagare una società di sicurezza privata 24 ore su 24 per la custodia dello stesso, per evitare che venga occupato. Questo è il controllo del territorio, ed è solo un esempio, sappiamo che ce ne sono tanti altri.
dalicr@alice.it


Buona sanità a cremona
Dobbiamo essere fieri della Chirurgia
Egregio direttore,
chiedo ospitalità al suo giornale, a cui sono abbonato da sempre, per esprimere pubblicamente la mia riconoscenza all’Unità di Chirurgia dell’ospedale Maggiore di Cremona. Lo staff è davvero eccezionale. Esprime grande competenza e professionalità, unite a grande umanità. Valori percepiti dai pazienti e chi, come me, ha avuto modo di beneficiare delle prestazioni di questa unità operativa (un intervento con criticità iniziali elevate), lo può testimoniare. Davvero un’eccellenza della buona sanità, di cui Cremona deve andare fiera.
Lorenzo Cristofori
(Cremona)

Senatrice a vita
Liliana Segre ci aiuta a non dimenticare
Caro direttore,
Liliana Segre, 88 anni, ancora una dei pochi testimoni della Shoah, sopravvissuta all’inferno di Auschwitz, è stata nominata senatrice a vita «per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale». Lei è donna, una donna qualunque, persino una nonna. Estremamente felice. Mai e poi mai avrebbe immaginato una simile riconoscenza, per lei è onore e responsabilità al tempo stesso. Perché lei c’era, a differenza di quegli altri che anche loro c’erano, ma dalla parte sbagliata. Perché lei tutto ha veduto. E sopportato. Perché lei da oltre trent’anni è testimone attiva della Shoah. Perché lei si rende sempre disponibile ad incontrare studenti e professori. Perché per lei è importante narrare la storia, i fatti. Perché per lei è un dovere nei confronti di quelli meno fortunati di lei che non ce l’hanno fatta e non sono tornati. Perché soprattutto la testimonianza assidua ed attiva attraverso la memoria contro la deriva, non è mai vacillata sotto vuoti infiniti. (...) Qualche sprovveduto ha provato (ed ancora proverà) a minimizzare addirittura a negare l’innegabile, ma luoghi simbolo della memoria quali Aushwitz, Dachau, Birkenau… sono monumenti all’orrore dello sterminio nazista.
Giorgio Carnevali
(Cremona)

LA POLEMICA

Gombito
Le mie tartarughe sono ok, la discarica no

Egregio direttore,
in riferimento alla lettera pubblicata il 20/1, comunico che sono io la persona «ben conosciuta» citata dal parroco di Gombito e proprietario delle tartarughe. Tengo a precisare, contrariamente a quanto affermato dal reverendo, che il luogo dove ho sistemato le mie tartarughe non reca alcun danno al muro della canonica. Mi sarei invece aspettato dal parroco, magari delle scuse ai cittadini di Gombito per aver lasciato un luogo così bello in preda a degli abbandoni selvaggi di immondizia. Oltretutto provenienti in parte dalla chiesa.
Da tempo avevo anche segnalato al sindaco il continuo abbandono di rifiuti ma tutti hanno fatto finta di niente. Anche il vigile che spesso viene nel garage comunale confinante la ‘discarica’ possibile che non si sia mai accorto di nulla? Magari perché distratto dalle mie tartarughe? E sì che tutta l’immondizia è lì in bella mostra e la vedono anche tutti quelli che vanno a salutare la pecora che sola soletta passeggia sui rifiuti.
Vorrei anche ringraziare il giornalista Berselli per aver documentato in modo corretto la discarica a cielo aperto in centro paese.
Paolo Vanelli
(Gombito)