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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Lettere al Direttore del 15 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Valentino decapitato
L’innamoramento tragedia delle tragedie
Signor direttore,
Valentino, detto Santo dai cattolici, fu torturato e decapitato. Per questo è stato scelto dagli innamorati. Infatti l’innamoramento, che non ha niente a che fare con l’amore e con l’attrazione, è la più grande tragedia dell’umanità. Essere vittima di un innamorato è come essere perseguitati da picchiatori fascisti e dei centri sociali contemporaneamente. (...)
Paolo Mario Buttiglieri
(Fiorenzuola d’Arda)


La ‘prova mercato’
Per le nostre donne siamo spendaccioni
Signor direttore,
non so se ci avete fatto caso, ma quando una donna torna a casa dal mercato, è sempre tutta soddisfatta di aver fatto compere mirate, convenienti, scontate, mentre quando noi uomini, di scarsa competenza, torniamo a casa siamo assaliti dalla loro lapidaria inchiesta di processare la nostra spesa da spendaccioni.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Meglio il centrodestra
Il problema sicurezza trascurato dal governo
Caro direttore,
il premier Gentiloni e quell’incapace di Renzi hanno dichiarato recentemente e ripetutamente, dopo i fatti di Macerata relativo alla ragazza uccisa e sezionata dai nigeriani, e rivolto ad altri esponenti politici, di non alimentare la paura degli italiani. Purtroppo per loro non c’è bisogno che la sensazione d’insicurezza venga enfatizzata da alcuni esponenti politici, ormai tutti sanno alcune cosette.
1) non c’è la certezza della pena
2) anche gli stranieri l’hanno capito che in Italia possono delinquere e dopo poco o saranno liberi
3) in caso di furto o rapina in case o negozi, se i proprietari o titolari reagiscono, essi stessi rischiano di essere condannato, anche risarcendo i malviventi
4) anche i carabinieri e poliziotti in caso di reazione possono essere condannati
5) il disegno di legge demenziale sulla modifica alla legittima difesa, quella che riguardava le reazioni delle vittime di furti e rapine se avvenute di giorno meno tollerate che se effettuate di notte, l’hanno proposta loro.
Di conseguenza, piaccia o no, l’unico schieramento che può operare modifiche efficaci in materia di sicurezza e immigrazione è il centrodestra, pur coi loro limiti e divergenze, e su questi argomenti che sono più concordi.
dalicr@alice.it


E' di origine latina
Il verbo adorare e il vero significato
Signor direttore,
pare facile dire/scrivere il verbo ‘adorare’, ma, solo a scomporlo in ‘ad/verso + orare/pregare’ , già da subito esso si rivela più difficile, facendoci conoscere l’origine latina (siamo figli di Virgilio o, se volete, di Roma) del vocabolo, ad indicare verso quale direzione (ad) indirizziamo il nostro pregare (orare). Conclusione scontata, addirittura banale, direte, ma tutto passa attraverso le parole, quelle, appunto, che diciamo/scriviamo. Chi l’avrebbe mai detto?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


Ingordigia senza limiti
A certi ‘nababbi’ i soldi non bastan mai
Signor direttore,
non c’è limite all’ingordigia del genere umano. Paperon de’ Paperoni si dilettava a nuotare tra monete e banconote nel suo strapieno deposito, ma ad alcuni nababbi dei nostri giorni questo svago sembra non dar più soddisfazione; pur disponendo di denaro sufficiente a garantire a generazioni di pronipoti un tenore di vita inimmaginabile ai più, il godimento che deriva dal nascondere all’erario quanto tassabile, sembra valere il rischio della perdita del prestigio personale se colti sul fatto.
Non è il caso della coronata Elisabetta d’Inghilterra che pare non abbia commesso alcun illecito pur facendo veleggiare verso le isole Cayman 10 milioni di sterline derivanti da profitti di proprietà private, investiti però in fondi di un portafoglio offshore con partecipazioni in società discusse.
Quali i motivi di tale allegro trasferimento di valuta? Sono essenzialmente due; il primo è dato da pura generosità regale: offrire una vacanza premio al sole dei Caraibi alle mazzette di banconote inumidite dalla nebbia Londinese; il secondo: dare esempio di coerenza con il rispetto e la fiducia nelle Istituzioni nazionali che un capo di Stato dovrebbe incarnare.
Dio salvi comunque la Regina, anche se ‘Elizabeth manet, sterlinae volant’!
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)

IL CASO
Sulla ciclabile da Pozzaglio a Brazzuoli il senso civico è una merce sconosciuta

    

Egregio direttore,
se fosse una storia, potrei intitolarla così: ‘Quotidianamente percorro, a piedi o in bicicletta, il tratto ciclabile da Pozzaglio ed Uniti a Brazzuoli...’.
Nel corso dei mesi, nel fosso e nei campi adiacenti il percorso ciclabile e lungo il ciglio che lo costeggia, ho visto accumularsi ogni genere di rifiuto. Sono pian piano comparsi, oltre a mozziconi di sigaretta, fazzoletti di carta, vasetti di yogurt, bottigliette di plastica, bricchi di succo, lattine, carte di caramelle, involucri per merendine... Uno spruzzino per doccia, un ombrellone, una lavatrice, un lampadario e innumerevoli sacchi contenenti bottiglie di plastica gettati da via Brescia, dove il tratto della statale si allarga e consente una breve sosta.
Domenica pomeriggio, armata di sacco e guanti, ho raccolto ogni genere di rifiuto, a portata delle mie mani.
Al rientro dalla mia giornata ecologica, ho osservato il parcheggio adiacente la zona industriale/artigianale che confina con il terreno nel quale sono stati piantumati, a novembre, 80 alberelli. Nonostante la presenza di un cestino in cemento (il percorso ciclabile ne è sprovvisto), tra gli arbusti che dovrebbero diventare a tutti gli effetti, un bosco, per incrementare le zone forestali italiane, spuntano bottiglie di vino, contenitori per alimenti e resti di alimenti, sacchetti, fazzoletti e persino un sacco aperto pieno di immondizia.
Se ‘il senso civico è nei dettagli’, queste discariche improvvisate sono di esclusiva responsabilità dei ‘cittadini’ che fingono di non conoscere le modalità corrette di differenziazione dei rifiuti, per pura pigrizia civica.
Quanto sopra per opportuna conoscenza e... indignazione!
L. B.
(Pozzaglio ed Uniti)
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La sua indignazione è legittima: le fotografie che ha inviato parlano chiaro sullo stato del tratto di ciclabile che lei percorre quotidianamente. È vergognoso che ai limiti di questi percorsi crescano delle vere e proprie discariche.

LA REPLICA
La buona scuola non è baby sitteraggio!

Gentile direttore,
rispondo alla lettera della signora che ha scritto lamentandosi perché la figlia non è stata accettata alla scuola secondaria di primo grado Anna Frank.
Vorrei precisare che la scuola che dirigo ha dei limiti strutturali e, pertanto, potrò costituire solo sei classi prime perché ho esattamente sei aule a disposizione; poiché le domande pervenute sono state 190, è facile comprendere che sto smistando quasi quaranta iscrizioni verso altre scuole. Certamente, è una grande soddisfazione constatare che la scuola Anna Frank ha acquisito un’ottima reputazione nel territorio nel corso degli ultimi anni, sicuramente grazie all’idea di scuola che orienta le mie azioni e quelle dei miei insegnanti, nonché ai progetti qualificanti che tutti portiamo avanti ogni giorno e per i quali siamo ora così apprezzati, tanto da ricevere un numero di domande di gran lunga superiore a quante ne possiamo accogliere. Per questo, purtroppo, non avendo la possibilità di accettare tutte le domande, ho applicato dei criteri, gli stessi che suggerisce il Ministero e che sono stati prontamente elencati dalla signora nella lettera pubblicata ieri; aggiungo, altresì, che ho parlato al telefono con la stessa, dispiacendomi per la situazione, ma che la domanda della figlia non poteva essere accettata perché non rientrava in nessuno dei criteri. Non ho altro da evidenziare se non il fatto che molti ragazzi hanno, come scuola di riferimento, proprio la mia perché hanno frequentato le scuole primarie del comprensivo o abitano nel bacino d’utenza; qualcuno è stato accettato per i motivi illustrati nei criteri. Tutti questi futuri alunni fruiscono del diritto/dovere all’istruzione e nessuno di loro può essere indirizzato altrove per fare posto alla figlia della signora, dato che riceverei giuste lamentele dai genitori degli stessi.
Ciò che mi rammarica è constatare che, come si evince dalla lettera, ella associa l’idea della ‘buona scuola’ all’apertura pomeridiana, come se essa non fosse l’agenzia principale deputata alla formazione della persona/cittadino, bensì una sorta di parcheggio o di baby sitter per chi ha problemi di gestione dei figli al pomeriggio.
Vorrei informare la signora, nonché tutti i lettori, che ci sono altre modalità per aiutare i figli al pomeriggio: altre scuole, infatti, offrono il servizio di doposcuola, non siamo gli unici, inoltre esistono le baby sitter a pagamento. Oltretutto, poiché la bambina fruisce del diritto/dovere all’istruzione, come tutti i suoi coetanei, ha una scuola secondaria di primo grado di riferimento che, essendo residente a Gadesco, è quella di Vescovato; suggerisco, perciò, alla signora di chiedere l’attivazione del servizio di doposcuola alla Dirigente dottoressa Bellini, che è molto attenta alle esigenze delle famiglie.
Trovo spiacevole, infine, che si adotti la scelta poco lungimirante di scrivere al giornale, non comprendendo bene qual è l’intento che chi scrive, né di chi pubblica, se non quello di fare sterili polemiche e di attaccare la scuola, già tanto vituperata negli ultimi decenni, perché alla mercé dei giudizi di chiunque.
Barbara Azzali
(Dirigente Scolastico della scuola media Anna Frank - Cremona)