il network

Mercoledì 19 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Lettere al Direttore del 21 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Pneumatici abbandonati
Noi «ciechi e sordi» li avevamo segnalati
Egregio direttore,
dopo aver letto le esternazioni tanto gratuite quanto offensive circa la mancanza di interessamento relativa all’abbandono di pneumatici nei campi, e facendo parte di uno dei gruppi di ciechi e sordi che non vedono mai nulla», mi sento obbligato di far presente al signore scrivente alcune considerazioni:
1) Gli pneumatici abbandonati erano stati segnalati agli uffici competenti qualche settimana prima della pubblicazione della sua lettera.
2) Visto che cita il rispetto delle leggi, anche i pubblici ufficiali devono rispettare leggi circa l’attribuzione di responsabilità dell’accaduto o dell’abbandono e comunque devono svolgere un minimo di indagine per poter risalire all’eventuale trasgressore, individuare la proprietà del sito dove è avvenuto l’abbandono e trasmettere tutti gli atti agli uffici competenti per poter emettere una ordinanza di rimozione.
3) Certamente l’abbandono non è avvenuto in pieno giorno pertanto individuare i trasgressori durante la notte non è cosa da poco , vista anche la carenza di vigilanza durante le ore notturne.
4) Forse, prima di sputare giudizi infondati su chi svolge compiti di tutela ambientale spesso in condizioni non ottimali , con carenze di personale o magari gratuitamente (come le Guardie Ecologiche Volontarie), dovrebbe informarsi su ciò che viene fatto nel territorio in difesa dell’ambiente , spesso in modo discreto ma comunque incisivo e tuttavia, se ogni cittadino facesse la propria parte nel rispettare le regole del vivere civile , non assisteremmo a questi scempi dell’ambiente.
Danio Milanesi
(Castelverde)


Verso il 4 marzo/1.
Sinistra allo sfascio. Colpa di Renzi
Signor direttore,
giorni frenetici di campagna elettorale e promesse che si sprecano da tutte le parti, cittadini che non sanno a che politico votarsi ma la politica sa a che cittadino rivolgersi?
Mi sembra che un poco tutti in questi giorni di frenesia si lascino andare ad ipotesi di governo che già abbiamo sentito negli anni passati e la minestra trita e ritrita dell’ex premier Renzi ancora una volta pone dei seri dubbi che il nostro Paese possa uscire da questa crisi esistenziale. La ripresa si vede, tuona Renzi su tutte le piazze, ma questa ripresa si riferisce solamente alle tasse che non lasciano respiro a nessuno con tante attività commerciali che chiudono proprio perché la ripresa tanto decantata da Renzi non esiste proprio. Ma vede direttore è troppo facile parlare e promettere perché poi le promesse bisogna mantenerle e Renzi in questi anni ne ha fatte tantissime compreso quella del referendum dove malgrado la promessa di lasciare la politica è ritornato ancora in campo , evidentemente un poco a corto di memoria. Ma quello che mi fa specie è che lo stesso ex premier ha impostato la sua campagna elettorale sulle spalle degli altri partiti e in particolare sui penta stellati colpendoli da ogni parte e denigrandoli sotto ogni punto di vista. Posizione corretta?
Diciamo che rispecchia l’attuale movimento della sinistra che si è spacchettata per poi appoggiarsi nuovamente alla casa madre perdurante la concreta possibilità di perdere lo scranno. Diciamo un Renzi che sta portando la sinistra dopo il referendum ad un completo sfascio e i propri simpatizzanti o elettori non in grado di far sentire il loro peso politico.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)


Verso il 4 marzo/2.
Rimborsopoli. Scandalo montato
Signor direttore,
aggiustare il tiro sarebbe buona cosa, come giustamente ha sostenuto il signor Carletti nella lettera da voi pubblicata riguardante il cosiddetto scandalo rimborsopoli, che si è abbattuto in questi giorni sul M5s.
Si potrebbe cominciare innanzitutto dal non chiamare le somme incriminate rimborsi, bensì donazioni, differenziandole così da quelle per le quali sono indagati candidati di altri partiti, e restituendo ad una dimensione più veritiera lo scandalo pentastellato. Da ex socialista non avrei alcuna vergogna a ricordare l’era craxiana come la fine delle ideologie, nè provo alcuna nostalgia nel ricordare la ‘Milano da bere’ di quegli amministratori pseudosocialisti finiti in carcere per aver rubato denaro pubblico, costringendo così all’astensione tutti quei socialisti che come me credevano in qualcosa di onesto.
Non proverei dunque alcun timore nel dare in mano al Movimento 5 stelle il futuro di questo Paese, parliamo di una forza politica svincolata dal potere delle banche, delle lobby e delle multinazionali che non ha mai cercato di infeudarsi con i poteri forti di questo Paese, ma sorreggendosi unicamente sulle proprie gambe, ha cercato di incanalare il dissenso, pur con tutti i suoi limiti, in qualcosa di democratico, in qualcosa in cui anche i più giovani avrebbero potuto riconoscersi.
Trovo imbarazzante che i protagonisti indiscussi della tragedia politica, sociale, culturale che ha travolto il nostro Paese negli ultimi 25 anni, possano permettersi di fare la morale al Movimento 5 Stelle, che con la restituzione di 23,4 milioni di euro si è resa artefice dell’unico gesto di sinistra in tutto il panorama politico nazionale.
Claudio Faelutti
(Cremona)


Verso il 4 marzo/3.
Antifascismo e democrazia fallita
Egregio direttore
nel disperato tentativo di recuperare voti la sinistra si appella alla solita tiritera dell’antifascismo e l’altra sera la Boldrini ha dato sfogo al suo odio ed ha aizzato i suoi ad una ipotetica crociata antifascista; qui non c’è posto per i gruppi neofascisti ha tuonato. Io sono, orgogliosamente, fascista e mi piacerebbe che qualche antifascista rispondesse alle mie ovvie domande: ma dal 1945 ad oggi chi ha sgovernato l’Italia? Voi o il fascismo? Se l’Italia è una Repubblica antifascista nata dalla resistenza di chi sarebbe la colpa della vostra corruzione, del malgoverno e di aver rubato il rubabile sopratutto il futuro dei nostri figli? Vostra o del fascismo? Vostra o di Casapound o Forza Nuova? La risposta mi sembra scontata ma nonostante la veritá sia lapalissiana la sinistra si preoccupa del fascismo fingendo di non vedere che, fino a prova contraria, gli incidenti avvenuti in questi giorni in varie città, sono stati causati non da Casapound o Forza Nuova, che hanno dimostrato senso di responsabilità, ma dai cari compagnucci dei centri sociali servi, volenti o nolenti, di tutta la sinistra. Pertanto vedendo il radicalizzarsi di una lotta contro il fascismo; io fascista che non credo nella democrazia e nelle elezioni che considero manipolate che da decenni non vota, mi vedo costretto andando contro le mie convinzioni, a recarmi alle urne e fregandomene del voto utile, ascolterò la voce del cuore e in quel momento sceglierò, tra Casapound o Forza Nuova, quali camerati premiare rammaricandomi che si siano presentati divisi rischiando entrambe le formazioni, con la loro inspiegabile strategia, di restare fuori dal parlamento
Gian Alberto D'Angelo
(Cremona)


Maleducati dell’ambiente
Con loro confronto impossibile
Egregio direttore,
ritorno sul tema del senso civico. Sempre più si vede maleducazione in comportamenti verso l’ambiente e verso il prossimo, una questione della quale mi sono già occupato è quella di tenere con senso responsabile i cani. Purtroppo ci sono proprietari privi di buon senso e di un po’ di intelligenza capaci di tutto.
Altro tema quello della viabilità, sempre più si assiste a un mancato rispetto delle regole della strada nelle più disparate maniere (l’elenco sarebbe lungo) con conseguenze che tutti i giorni abbiamo modo di vedere o di leggere dai giornali.
Purtroppo c’è anche da dire che confrontarsi con persone di questo tipo riesce difficile per la loro ignoranza e cattività d’animo.
Giancarlo Boari
(Grontardo)


Appello ai politici
Gioco d’azzardo e slot. Revocare le licenze
Signor direttore,
papa Francesco ha definito il gioco d’azzardo «congegni futili, strumenti del diavolo». Azzardo e usura generano continui fallimenti non solo economici, ma anche famigliari e assistenziali. Si lotti con tutte le forze per sconfiggerli. Correva l’anno 2016. Grazie a papa Francesco si sono generate nel Paese nuove coscienze sia laiche che cristiane che fortunatamente si sono prese a cuore questa piaga sociale..
E’ dalle parole del Santo Padre che come associazione cristiana non potevamo anche noi non accogliere questo importante sociale appello. In questi anni la cascinetta didattica si è impegnata in più fronti non solo per sensibilizzare la pubblica opinione sul grave fenomeno del gioco d’azzardo ma è stata promotrice ed è promotrice di idee, progetti, proposte tutti rivolti per circoscrivere tale fenomeno.
Sappiamo che le slot non spariranno dal Paese, di questo ne siamo più che consapevoli in quanto le lobby che sostengono il gioco d’azzardo sono molto influenti e a tutt’oggi sono riuscite a condizionare il Parlamento italiano ma anche europeo. Quello che noi non possiamo perdonare al Parlamento è di aver permesso di allargare a dismisura tale fenomeno creando business e nel contempo creando malessere sociale e patologico. L’aver permesso di dare licenze commerciali a tabaccai, osterie, edicole, bar, trattorie eccetera, è stato un crimine politico-istituzionale e sociale. I parlamentari (non tutti) si sono sporcati le mani. Ora noi chiediamo a viva voce a tutti i politici che è arrivato il momento di avere coraggio istituzionale di ripulire il paese da questo cancro sociale.
Quindi il fine della nostra battaglia è rivolta alla revoca delle licenze quando tali licenze scadranno e chiediamo che non siano più rinnovabili a tutti quei contenitori sopracitati che non sono deputati per poter gestire i videopoker. Abbiamo apprezzato l’editoriale del direttore del quotidiano ‘La Provincia di Cremona’, che con imparzialità si è scagliato contro al gioco d’azzardo come abbiamo apprezzato la pubblica presa di posizione del vescovo di Cremona monsignor Napolioni e apprezziamo la recente coraggiosa intervista del prete di Soresina, don Piccinelli.
Ci auguriamo che altri preti seguano l’esempio di don Picinelli. Noi a Castelverde per esempio di fronte alla chiesa abbiamo a pochi metri di distanza un bar dove ci sono le slot.
Gabriele Cervi
(presidente Associazione in cammino con S. Francesco la Cascinetta didattica Onlus di Castelverde)


Violenza in famiglia
Se la carnefice è lei condanne scontate
Signor direttore,
domenica sera stavo guardando in tv un noto programma che parla di femminicidi, ma a differenza delle puntate precedenti, in questa si parlava di casi in cui il carnefice non era lui ma lei, donna rifiutata da lui. Storia famosa che vede un certo William stalkizzato da una donna ed infine brutalmente sfigurato con l’acido sul volto e sul corpo dalla stessa. Al processo la donna è stata condannata a dieci anni per tentato omicidio passati a sei in appello ed infine a diciotto mesi decadendo l’accusa di tentato omicidio e passata quella di lesioni gravi, mentre le denunce di William erano rimaste praticamente carta morta. Tra palle palline e pallone alla fine neanche un anno e questa è già libera mentre tale William i tremendi segni li porterà per tutta la vita. Subito il sangue mi si è gelato pensando che se invece di una donna contro un uomo, l’avesse fatto un uomo verso una donna questo come minimo sarebbe stato condannato a venti anni di galera e se li sarebbe fatti tutti passando come un terribile mostro sociale. So che adesso nell'asilo Italia passerò subito come uno sporco sessista e maschilista, ma non è cosi: in Italia ci sono ancora tante troppe ingiustizie nei confronti degli uomini a favore delle donne e il sottoscritto ne sa qualcosa per esperienza diretta. E ciò che mi fa più male è che il problema di queste ingiustizie è totalmente dimenticato.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Il caso Centropadane
Fallimento del Pd e del suo Jobs act
Signor direttore,
sulla vicenda del passaggio della concessione sulla gestione dell’autostrada Brescia-Cremona-Piacenza da CentroPadane al Gruppo Gavio ho voluto aspettare lo svolgimento del lavoro delle parti aziendali e dei sindacati prima di esprimermi su una vicenda che tocca anzitutto 206 lavoratori, 206 persone con le loro famiglie e esprimo apprezzamento per la notizia che questo lavoro ha avuto un primo esito parzialmente positivo, con un accordo che prevede le assunzioni presso il nuovo gestore alle condizioni precedenti e non sotto quelle previste dalla normativa che nel frattempo è purtroppo intervenuta.
Quello che non posso non constatare a questo punto è che questa vicenda rappresenta emblematicamente l’ammissione clamorosa del fallimento del Partito democratico e del suo rappresentante istituzionale, il sottosegretario Pizzetti, non sulla singola questione – parzialmente risolta – ma più in generale sul fondamentale tema del lavoro. Infatti, quello che i lavoratori e le loro rappresentanze giustamente temevano era il passaggio dalla loro condizione attuale a quella prevista dal Jobs Act, ovvero dal tempo indeterminato alla precarizzazione a vita.
È contro il Jobs act che Pizzetti, candidato a Cremona dopo Maria Elena Boschi che qui a Cremona non si fa vedere né sentire in quanto paracadutata pluricandidata, si è di fatto scagliato negli scorsi giorni, arrivando sostanzialmente ad attaccare anche l’operato del suo collega, il ministro Delrio, nonché il Jobs act stesso, che è il vero marchio del governo Renzi.
Nel farlo, non si è esitato a tentare di scaricare la responsabilità su una dirigente ministeriale per quella che è invece stata riconosciuta essere stata una scelta politica, la scelta insita nelle direttive impartite dal ministero dei Trasporti, che non solo hanno tradito le affermazioni precedenti sul passaggio diretto dei lavoratori, ma sono giunte da Roma con toni «inadeguati, perentori e pesanti».
Il venir meno del passaggio diretto e la via dei nuovi contratti individuali fortunatamente non intaccherà le garanzie dei lavoratori di CentroPadane ma resta un precedente pericoloso per tutte le future cessioni di servizi pubblici tra aziende private: è la conseguenza delle scelte che il governo di Pizzetti ha fatto negli scorsi anni in materia di lavoro che ora, passata l’euforia degli 80 euro, mostrano il loro vero volto. Le bellissime e condivisibili parole sul «valore di un’azienda che non può prescindere dalla qualità del valore sociale espresso dal lavoro» si scontrano con i fatti: il valore sociale del lavoro, che è fondamentale non solo per i lavoratori ma anche per le imprese e per i consumi, è incompatibile con il Jobs act.
Ma su Pizzetti e su tutta la classe politica, che con tutte le forzature possibili e contro tutte le sue promesse ha prima introdotto il Jobs act per poi scoprire che sarebbe catastrofico se applicato a tutti i lavoratori, i cittadini avranno finalmente la possibilità di esprimersi con il voto del 4 marzo.
Danilo Toninelli
(deputato del Movimento 5 stelle)


Non c’è chiarezza su cosa fare?
Dovremo convivere anche con i cinghiali?
Egregio direttore,
è ormai risaputo che i cinghiali hanno occupato in modo consistente il nostro territorio, arrivando anche a transitare in alcune zone periferiche della città. Provenienti dagli Appennini, sembra che attraversino il fiume Po nei pressi di San Daniele, e la loro presenza, che si è diffusa nelle zone ad est di Cremona, si sta ora sviluppando verso il Cremasco, terra fino ad ora apparentemente non interessata. Tutti sappiamo dei danni che arrecano all’agricoltura e della pericolosità che questi ungulati rappresentano per il traffico stradale, acuita dalla circostanza che sono animali dall’elevata riproducibilità. Voci ne danno l’ex polveriera di via Milano fortemente popolata e, sotto il profilo dell’abbattimento, ho notato dai media locali l’affermazione che «gli operatori specializzati agiscono secondo il piano di contenimento regionale». Cioè cosa significa, che dobbiamo rassegnarci a convivere in zona con un numero di capi ‘tollerato’? Passi per le nutrie, così pure per qualche capriolo, ma che ora dobbiamo accettare tutti i rischi connessi alla presenza di una moltitudine di questi grossi animali, non mi lascia per niente tranquillo. C’è chi sostiene che la competenza sia della polizia provinciale, chi invece ritiene sia dei Comuni, che però non hanno risorse. Qualcuno è in grado di fare chiarezza?
Luciano Losi
(Cremona)


Sono il cuore della famiglia
Diventare nonni fa ringiovanire
Signor direttore
quando frequenti la vita dei bar, il sentire chiacchiere rientra nella quotidianità, e sono motivate dal fatto che servono a trascorrere un pezzo del tuo tempo in rilasso e che ti aiutano a continuare ad affrontare gli impegni della giornata con più serenità. Però a volte invece, non si vive solo di discorsi ricchi di banalità ma anche il capire che resiste ancora il valore del quadro della famiglia, la cui cornice sono i nonni.
E questo lo capisci, quando entra nel bar l’amico Elio che annuncia e manifesta la gioia per la nascita del terzo nipote, che gli regala la stessa felicità delle due volte precedenti.
Caro amico Elio, di questo passo, vedendoti ricominciare a rivivere un’altra gioventù a ogni nascita di nipote, non è che per caso per possedere l’eterna gioventù basta diventare nonni?
Pietro Ferrari
(Cremona)


Nuove esenzioni dal canone Rai
C’è chi fa fatica ma dovrà pagare
Signor direttore,
il Presidente del Consiglio Gentiloni ha annunciato in una conferenza stampa dell’agenzia Del Demanio sui risultati del 2017: «È stato appena firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone Rai per gli over 75». Molto spesso si tratta di persone sole, con redditi e pensioni basse. Gli esentati over 75 saranno circa in tutto 350mila. Questo perché l’esenzione dal pagamento del canone comprenderà, tra coloro che hanno compiuto 75 anni, quelli che hanno un reddito inferiore a 8mila euro l’anno, (mentre prima riguardava la fascia sotto i 6.713,98 euro). La misura del governo convince la Rai. L’azienda commenta in una nota: «La disposizione, volta a promuovere l'inclusione sociale, è in linea con analoghe misure già in atto nei principali Paesi europei ed è in completa sintonia con i principi di uguaglianza sostanziale e di libero accesso all’informazione sanciti dalla Costituzione». Volendo concludere, diciamo che è una buona notizia per metà. Vengo subito al nocciolo della questione: se un lavoratore, in base alla legge Fornero, tutt’ora in vigore, va in pensione a 67 anni, con circa 42 anni di contributi, e non arriva a mille euro al mese, perché non esentare anche questi dal pagamento del canone Rai?).
Andrea Delindati
(Cremona)

IL CASO
Mercatino dell'antiquariato soppresso il vero motivo è il disinteresse del comune

Gentile direttore,
me l’aspettavo, ma sono ugualmente molto deluso per la soppressione di quattro date del mercatino dell’antiquariato di Cremona. Quando non si crede nell’evento, non ci sono ne se ne ma che tengano. Come ho già scritto altre volte io, bresciano, appassionato di antiquariato, frequento volentieri questi mercatini alla ricerca di cose che possano soddisfare come collezionista. A Cremona (città che amo), la terza domenica del mese, mi diverto, faccio nuove conoscenze, cemento quelle vecchie. Seguo in special modo le bancarelle che espongono merce musicale, dischi, cd, giradischi eccetera, con le persone che ho conosciuto, rivanghiamo (anche noi) i vecchi tempi, concerti a cui abbiamo partecipato, discussioni sulle nostre collezioni. L’ultima domenica ho letto sul volto degli espositori la delusione per la soppressione dei mesi clou, del loro lavoro, maggio, giugno, ottobre, dicembre. A volte mi chiedo chi dà la forza a queste persone di fare questo lavoro. Si sobbarcano chilometri di viaggio, scarica e carica, caldo d’estate, freddo d’inverno, a volte per la pioggia dopo aver pagato il plateatico, doversene andare in fretta per non rovinare la merce; e tutto questo, credo, per un boccone di pane. Forse l’amministrazione ha le sue ragioni (sicurezza?), ma per me e altri appassionati, che vengono da fuori (anche come turisti) la vera ragione è che a loro del mercatino non interessa più di tanto.
Alessandro Apolli
(Pontevico, Bs)
------------------------------------------------------
La polemica su questo argomento è ciclica. Invito a una replica sia l’amministrazione comunale che i nostri lettori.

LA LETTERA
Canone concordato, come ottenere la cedolare secca

Egregio direttore,
chiediamo ospitalità per un’importante comunicazione, a chiarimento di tante confuse notizie apparse recentemente sulla stampa. Per ottenere la riduzione del 10% sulla cedolare secca in caso di stipula di contratto a canone concordato è necessario per i contraenti rivolgersi alle associazioni di categoria per quanto riguarda il conteggio del canone , che deve obbedire ai parametri previsti nell’apposito Accordo territoriale. Questo per poter dimostrare all’Agenzia delle entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate. Il chiarimento arriva dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la nota n. 0001380 del 6 febbraio 2018 e riguarda addirittura l’«obbligo di attestazione per la corretta applicazione dell’Accordo territoriale per i contratti a canone concordato» non assistiti direttamente dalle Associazioni firmatarie ex D.M.16.01.2017. La nota ministeriale specifica che «per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla Pubblica amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’Accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali. Ne consegue l’obbligo per i contraenti di acquisire l’attestazione in argomento, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate». Tale obbligo vale solo nei comuni ove sia stipulato un nuovo Accordo territoriale. In caso di accordi precedenti, invece, tale obbligo non opera. Ed è il caso di Cremona, capoluogo di provincia considerato ad alta tensione abitativa, in cui gli Accordi territoriali risalgono al 24.06.2010 ai sensi del ‘vecchio’, precedente D.M. del 2002. Qualora venga, eventualmente, stipulato un nuovo Accordo Territoriale ai sensi del nuovo D.M. si specificheranno, al suo interno, le modalità di attestazione delle organizzazioni di categoria firmatarie e le disposizioni relative per ottenere le agevolazioni fiscali sia al Comune per la riduzione dell’Imu sia all’Agenzia delle entrate per la riduzione della cedolare secca al 10%. Si precisa inoltre che il nuovo D.M. del 2017 ha introdotto un meccanismo non presente nel precedente D.M del 2002, finalizzato ad evitare abusi legati all’erronea applicazione dei parametri presenti negli Accordi Territoriali. Si invitano pertanto sia i proprietari che gli inquilini interessati a questa tipologia contrattuale a rivolgersi alle organizzazioni di categoria (Uppi, Appe, Appc, Sunia e Uniat) firmatarie dell’Accordo territoriale stipulato nel Comune di Cremona per l’opportuna assistenza.
Rossella Bazzi
(segretario Uppi, Cremona)

Ne parlo con...

Malati cronici
Finta semplificazione con beffa finale

Egregio direttore,
in questo periodo stanno arrivando nelle case di molti nostri cittadini lettere della Regione Lombardia ed inviti di medici di famiglia a partecipare ad incontri informativi e di ‘arruolamento’ dei pazienti, in merito all’adesione al nuovo metodo di presa in carico di chi soffre di malattie croniche. La lettera della Regione è molto semplice e chiara e sembra quella di un amico che ti vuole bene, si preoccupa di te e vuole darti buoni consigli. Chi accoglie questo invito e decide di affidarsi al gestore unico, affida la cura della propria malattia cronica, quale può essere quella di chi è affetto da ipertensione, come la sottoscritta, ad un soggetto medico, che si fa carico di tutto: lo visita, gli prescrive cure ed esami diagnostici e gestisce tutti gli adempimenti burocratici collegati alla patologia. Finalmente qualcuno ci ha semplificato l’esistenza, vien voglia di gridare! Ed invece no, perché per tutte le altre malattie dovremo continuare a rivolgerci al medico di famiglia. Non solo, se sceglieremo il gestore unico con lui dovremo sottoscrivere un Patto di assistenza individuale (Pai), valido un anno e che contiene un ‘Set’ di esami e di farmaci immodificabile, qualunque sia l’evolversi della nostra malattia cronica. Questo perché bisogna risparmiare e sempre sulla pelle degli stessi. Ma gli aspetti negativi e critici di questa riforma della cronicità sono molti altri, tant’è che anche l’Ordine dei medici lombardi, non più tardi del 15 febbraio, ha espresso alla Regione Lombardia ed in particolare all’assessorato alla Sanità tutta una serie di osservazioni, sperando di potersi confrontare nel merito. Invitiamo chi volesse saperne di più, a partecipare al momento di informazione che si terrà il 27 febbraio alle ore 21 presso la sala Zanoni.
Celestina Villa
(Candidata alle regionali per Sinistra per la Lombardia)

Creato l’embrione
Ma l’uomo pecora esiste da sempre

Egregio direttore,
ha destato grande scalpore mediatico (e anche parecchie perplessità) la notizia che in un laboratorio Usa è stato recentemente creato un embrione uomo-pecora. Da parte mia nessun stupore, anzi. Vedendo quanti ignavi, quanti passivi, e quanti apatici individui popolino la Terra, sono certo che tale embrione è stato creato ed utilizzato già da secoli.
Guido Antonioli
(Pandino)

Signor direttore, questo è il risultato dell’azione di una persona con nessun grado di intelligenza. Per fortuna il giorno dopo è stato tutto rimosso.
G. Giovannini
(Casaletto Vaprio)