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Giovedì 26 Aprile 2018

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Lettere al Direttore del 20 Marzo

Lettere al Direttore del 18 Marzo

La pensione? Un miraggio
I giovani sperino nella ricerca medica
Signor direttore,
speriamo che i nostri figli e nipoti possano in quegli anni beneficiare dei continui confortanti progressi compiuti dalla ricerca in campo medico. Sarà infatti problematico, se non assistiti da idonee terapie adiuvanti, svolgere oltre il settantesimo anno di età l’attività praticata nei decenni precedenti; questa sembra essere l’immeritata condanna inflitta alle ultime generazioni, frutto spesso di scriteriati doni clientelari e scandalosi esborsi di astronomici e spesso immeritati assegni pensionistici. Se l’artrite o altro malanno dovuto all’età non prenderanno il sopravvento sugli spossati fisici degli sfortunati, costoro avranno comunque poco tempo per godere del meritato riposo di fine carriera e sicuramente improponibile sarà ogni meditato progetto di dedicarsi alle attività preferite lustri addietro (vi vedreste a giocare a calcetto coi pochi coetanei sopravvissuti?) Sarà anche vero che il lavoro nobilita l’uomo, ma a tutto c’è un limite; lo sottolineava già Pavese nel ’36 titolando una sua raccolta di poesie: ‘Lavorare stanca’!
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)

Vince la burocrazia
Salvato il marchio di Aem, non l’azienda
Egregio direttore,
l’incontro di presentazione del libro del dottor Carlo Cottarelli e gli articoli apparsi sul suo quotidiano mi offrono lo spunto per sottoporle queste riflessioni su alcune affermazioni fatte dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e su uno dei vizi capitali citati da Cottarelli.
ll sindaco Gianluca Galimberti attribuisce a sé e alla sua giunta il merito di aver salvato Aem. Memore dei ricordi dei miei nonni, mi sono presa la briga di consultare il sito di Aem e ho scoperto che della storica e importante azienda, nata nel 1915, non rimane nella sostanza più nulla, perché le attività che svolge adesso Aem sono quelle di detenere la partecipazione in alcune Società (Lgh, Autostrade, Banca Etica e una in liquidazione) incassare i canoni di certi beni patrimoniali e gestire i parcheggi che non sono stati affidati ai privati.
Infatti alla voce ‘dotazione organica’ risultano numero 4 dipendenti e a quella ‘organi societari’ numero 5 amministratori e numero 5 revisori. Comprenderà le mie perplessità...
Io credo che non sia stata salvata l’azienda Aem, ma il marchio Aem.
Il vizio capitale della ‘burocrazia’ che insieme agli altri 6, secondo Cottarelli, impedisce alla nostra nazione di stare al passo con le altre, perché denso di limiti, divieti e procedure complesse e contorte, potrebbe essere per alcuni soggetti disinvolti e ‘burocraticamente’ molto preparati un mezzo per aggirare le norme, senza pagarne lo scotto.
Infatti una normativa così stratificata come quella italiana consente, soprattutto in campo amministrativo, ma anche civile, di compiere atti e adottare provvedimenti non sempre conformi a legge, consapevoli che se ne nessuno se ne accorge tutto va bene e se qualcuno obietta o solleva il problema, intanto che si verificano gli atti, si prendono provvedimenti, si fanno ricorsi e contro ricorsi, le cose vanno talmente avanti che tornare indietro diventa impossibile.
Questo calza a pennello con la vicenda Lgh-A2a. Anac ha deliberato che la procedura con la quale sono state cedute le azioni di Lgh ad A2a è stata fatta in violazione di una norma di legge, ma pare che la notizia non sconvolga gli artefici di tale operazione. Anzi, si pensa già ad un ricorso...
Le pongo una domanda: con quale autorevolezza questi politici potranno chiederci di rispettare i regolamenti e di non evadere le tasse locali? L’esempio non viene più dall'alto?
Teresa Moschetti
(Cremona)

L’uovo simbolo pasquale
Esprime una visione biblica moderna
Signor direttore,
l’uovo simbolo pasquale rappresenta la vita che si conferma attraverso la resurrezione. L’uovo è espressione di una visione biblica moderna, neo testamentaria, che sovverte la tradizione ormai superata del sacrificio e uccisione dell’agnello. È la vita che si impone sulla morte nei simboli e anche in chiave alimentare nella ricorrenza delle festività. E la Pasqua se ci si riflette è la festa mondiale dell’ottimismo quando si è in grado di prevalere sulle più atroci difficoltà.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda - Bs)

Casalmorano
Sabbia nell’acqua e nessuno fa niente
Signor direttore,
nel comune di Casalmorano viene erogata ormai da anni acqua contenente della sabbia finissima che in breve tempo intasa sia filtri, caldaie e rubinetti. Dato che ogni anno si paga la pulizia dell’acquedotto, perché non si risolve il problema e il Comune come sempre non risponde alle lamentele.
giovannitoni65@gmail.com

Cattolici in politica
Ognuno di noi deve fare la sua parte
Gentile direttore,
nel suo messaggio per i centocinquanta anni dell’Azione cattolica, papa Francesco, fra i molti stimoli di riflessione, ha esortato gli associati con queste parole: «Come è accaduto in questi centocinquanta anni, sentite forte dentro di voi la responsabilità di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico, ‘mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la P maiuscola’! attraverso anche la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale». Sono parole che rincuorano coloro che, come me, provenendo dal percorso associativo, hanno deciso di impegnarsi direttamente in politica nella consapevolezza che, pur con tutte le sue contraddizioni e difficoltà , rimane uno degli ambiti principali in cui un cristiano può contribuire a edificare la ‘città dell’uomo’. Allo stesso tempo le parole del Papa sono uno stimolo per chi fa politica alla capacità di un dialogo e di un recupero della dimensione più profonda del proprio impegno. Il che vuol dire che si tratta di una sottolineatura importante. Quante volte, del resto, abbiamo ripetuto con Paolo VI, credendoci, che «la politica è la più alta forma di carità».
Adesso, a causa della sfiducia e del disimpegno che circola anche in ambito cattolico, dobbiamo continuare a ripeterlo e a crederci ancora di più. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, a non mettersi in poltrona perché, come ha detto Francesco nella stessa circostanza con un’altra espressione a braccio particolarmente colorita, «ingrassa e fa male al colesterolo».
Felice Antonio Vecchione
(Associazione Italia Insieme)

Il trofeo foresti
Gara per ricordare persone speciali
Gentile direttore,
anche quest’anno familiari e amici si sono stretti attorno ad un bellissimo progetto, una gara di auto d’epoca, finalizzata al ricordo dei coniugi Foresti tragicamente scomparsi nel 2013 durante una breve vacanza a Los Roques , in Venezuela. La gara, con partenza da Pralboino (Brescia) luogo natale di Guido e Elsa, tocca tutti i paesi che hanno avuto un legame affettivo e lavorativo con gli scomparsi: Volongo, San Giacomo, Piadena, Romprezzagno, Bozzolo e Spineda. Cremona viene solo lambita dal passaggio della gara.
In questi anni ad Amministratori passati e presenti ho fatto notare il legame affettivo che Guido (mio amico fraterno) aveva con la nostra città a cominciare dagli anni in cui aveva frequentato l’istituto Vacchelli per geometri ai successivi rapporti lavorativi nel settore dell’edilizia che lo avevano legato ai maggiori interventi del settore a Cremona e provincia con una non banale prerogativa che lo vedeva spesso devolvere parte del successo economico in opere di beneficenza.
Quando venne a conoscenza della mia intenzione di realizzare l’Arena Giardino come luogo di cultura intervenendo in un recupero dell’ex fornace Frazzi mi offrì tutta la sua collaborazione dichiarandomi più volte che quanto tramandatoci dai nostri predecessori deve essere custodito e salvato ad ogni costo.
Penso allora che sia lodevole, per il prossimo appuntamento, prevedere un coinvolgimento più diretto della gara nella nostra città organizzando magari una tappa presso l’Arena in modo da ricordare una persona non comune.
Di tutto questo ne faccio un appello ai nostri Amministratori.
Giorgio Brugnoli
(Cremona)

IL CASO
L’ACQUA È UN BENE PREZIOSO E VA DIFESO. IL COMUNE METTA MANO ALLE ‘VEDOVELLE’
Egregio direttore,
tempo fa inviai una lettera di sensibilizzazione al risparmio del consumo dell’acqua, prendendo spunto da un ente idrico a livello mondiale che dichiarò il 2017 come maggiormente colpito da siccità negli ultimi 100 anni. In particolare proposi al Comune di munire le fontanelle a disposizione di tutti (dette ‘vedovelle’), di un rubinetto facilmente manovrabile, che consentisse l’erogazione dell’acqua solo in caso di richiesta. Ora mi permetto di ritornare sull’argomento poiché il 22 marzo sarà la giornata mondiale dell’acqua, proclamata proprio con lo scopo di evidenziare l’importanza di questo elemento e la preoccupazione che in futuro lo stesso possa essere sempre più scarso.
A titolo di curiosità (ma da valutare), per la ‘vedovella’ sita in piazza Giovanni XXIII, ho misurato il tempo di riempimento di una bottiglia da un litro: 18 secondi. Facendo i dovuti conteggi i litri saranno 144.000 al mese e 1.728.000 in un anno. Invito i responsabili del Comune a proiettare i dati elencati per il numero delle ‘vedovelle’ a Cremona.
Giorgio Arena
(Cremona)
RISPOSTA Non basta parlare di ‘buone pratiche’ di risparmio dell’acqua ma si deve passare ai fatti. La sua puntuale segnalazione merita attenzione.

LA POLEMICA
LA CESSIONE DI AEM UNA SVENDITA AZZARDATA E SCIAGURATA
Egregio direttore,
questa mia si rende doverosa a fronte di eventi. Tutto ebbe inizio l’indomani della conclamata crisi britannico-sovietica, allorquando, recandomi in visita da un conoscente nella locale Piazza d’Armi, constatai l’assenza assordante d’illuminazione nella pubblica via; immediatamente la memoria tornò agli anni del coprifuoco e dell’aeroplano Pippo, ma venni subito rincuorato dal mio amico di come la luce mancasse, ormai da giorni, a causa delle folli gesta degli amministratori della cosa pubblica. L’indomani, dopo notte insonne e non convinto da siffatta spiegazione, mi persuasi di come l’evento non potesse non essere imputabile alla suddetta crisi internazionale e, pertanto, conscio dell’approssimarsi dell’evento bellico, a mezzo di mio nipote automunito, mi sono recato all’Iper per adeguato rifornimento di vettovagliamenti non deperibili: sapone manganone, sale, zucchero e scatolame. Fu allora che, grazie alla lettura de ‘La Provincia’ tutto fu, d’improvviso, cristallino e presi coscienza della mia improvvida valutazione. La mancanza d’illuminazione nella pubblica via non era cagionata dagli imminenti e ineluttabili eventi bellici, bensì dalla sciagurata e azzardata svendita ad altra ditta, a prezzo di saldo, della municipalizzata Aem, che, sbagliandosi, i più chiamano Lgh, di cui, diligentemente, ho approfondito i dettagli, al bar, col mio amico ragioniere per oltre un quarantennio. E’ chiaro anche all’oca come, se prometto la tacchina più grassa al vicino e solo poi tratto il compenso, ne ricaverò di meno che se chiamassi a fare un’offerta tutto il vicinato; è altresì insensato, a fronte di un debito di cento milioni, vendere al vicino il mio fabbricato, che ne vale centocinquanta, a cento, pavoneggiandomi poi la domenica in piazza d’aver sanato il gallo. Equivale a vender la mia magione per poter trascorrere un mese di villeggiatura a Comano.
Come tra l’altro m’insegna l’amico ragioniere, da un lato, vendendo la gallina, mi priverei anche delle uova, dall’altro il nobile animale da cortile, risponderebbe da subito al nuovo padrone, scordando l’antico, come tra l’altro farebbe anche il somaro. Chioso citando il milanese, ironia della sorte, Manzoni: ‘il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l’antico’, la differenza è che quello nuovo comanda e qui mi domando come riuscirà il professore a chiudere il termodistruttore del pattume urbano?
Nell’auspicio di un pronto ritorno al comando del Sindaco Oreste, cordialmente saluto.
Dante Bernardelli
(Cremona)