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Lunedì 23 Aprile 2018

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Blog


Lettere al Direttore del 13 Aprile

Lettere al Direttore del 21 Marzo

'Pentalogo' per le donne
Con gli uomini vince sempre il ‘tira e molla’
Caro direttore,
dopo il semiserio pentalogo riservato agli uomini pubblicato qualche giorno fa, eccone uno per le gentili signore che desiderano relazionare con l’universo maschile.
1) Un uomo è fondamentalmente abitudinario, con bisogni primari molto semplici. Proponetegli una seratina con buon cibo, un televisore, un comodo divano, e sarete già a trequarti dell’opera. L’altro quarto, beh, dipenderà da voi...
2) Non mostratevi ‘ipersportive’, ‘iperattive’, ‘ipertutto’. Troppi ‘iper’ spaventano e turbano la metodica natura maschile. Se vi agitate troppo, gli uomini non vi seguiranno più, e presto vi perderanno di vista.
3) Se un brutto giorno vi appare una rughetta o un filo di cellulite, o la cerniera dei jeans scoppia di... salute, non fate drammi rimarcando le vostre magagne. Un uomo, normalmente non se ne accorge, magari lo farà dopo dieci anni. Forse.
4) Se avete appena fatto shopping, pavoneggiatevi, ma solo con le amiche. A un maschio interessa poco l’ultimo modello di scarpe, soprattutto se c’è la partita. Anzi, penserà subito a quanto sono costate.
5) Abbiate personalità, ironia, e non date nulla per scontato. Applicate il ‘push and pull’. Col tira e molla gli uomini non ci capiscono molto e sono regolarmente spiazzati. Diventerete un frutto desiderato e quasi irraggiungibile.
Piccoli, semplici, scherzosi suggerimenti. Mi raccomando, non prendeteli troppo alla lettera!
Michele Massa
(Bologna)


25 aprile
Torto o ragione... pietà per tutti i morti
Signor direttore,
sopravvivere ai propri figli è quanto di più atroce possa accadere ad un essere umano. Tale indescrivibile strazio quando non imposto dagli spietati meccanismi della natura, accomuna acuendosi ulteriormente, coloro che abbiano perso l’incarnazione delle loro aspettative in conflitti bellici. Chi però le guerre le vince, ha l’illusoria soddisfazione compensatrice di veder almeno celebrata la sacrale ‘purezza’ del martirio, nonostante il dolore per le perdite sia lo stesso indipendentemente dalla divisa indossata. Impensabile misurarsi col tormento patito da Alcide Cervi, padre dei sette fratelli partigiani fucilati a Reggio Emilia nel ’43; fosse ancora vivo verrebbe spontaneo abbracciarlo per l’enormità di quanto subito. Nessuno ha mai manifestato però (chi è stato sconfitto aveva automaticamente torto e non la merita) la stessa compassione riguardo l’efferato massacro dei sette fratelli della famiglia Govoni, (giustiziati con altri dieci rastrellati) perpetrato l’11-5-’45 in pieno clima di ‘resa dei conti’ a Pieve di Cento (Bologna) ad opera di partigiani comunisti. La loro unica colpa fu quella di annoverare tra loro due aderenti alla Repubblica di Salò. Evito i dettagli delle barbare e sadiche modalità delle esecuzioni che da soli basterebbero a far commemorare ‘alla pari’ questa altrettanto crudele ignominia. Torto o ragione che avessero, non avreste abbracciato anche i loro genitori?
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Basta con il buonismo
È un’invasione. Soresina non è Milano
Egregio direttore,
invece di essere solidali con le istituzioni, Pd e compagnia dovrebbero essere solidali coi soresinesi che vivono quotidianamente disagio, paura e frustrazione grazie a queste politiche, locali e nazionali, scellerate.
Forza Nuova ringrazia tutti i cittadini che continuano ad inviarci segnalazioni via mail, a sostenerci sulla pagina Facebook e a chiamarci telefonicamente. Forza Nuova è con voi, al fianco e in difesa di Soresina.
Basta negare le evidenze e il fallimento di questa falsa integrazione, fermiamo questa invasione selvaggia partendo da Soresina con controlli a tappeto nei negozi gestiti da immigrati, nelle case dove vivono questi clandestini e denunciando quegli italiani che speculano su questi schiavi del terzo millennio.
Basta buonismo e tolleranza, Soresina non è Milano o Roma, riprendiamoci il nostro Paese!
Enrico Ricci
(referente Forza Nuova Cremona)


Trump sfida il mondo
Dazi, una minaccia a doppio taglio
Egregio direttore,
sono ormai mesi che si sente parlare dei dazi che il presidente statunitense Donald Trump vuole applicare sui prodotti importati in notevole quantità dagli Usa, e francamente la cosa per molte nazioni può essere un handicap non indifferente. Noi europei esportiamo merce per molti miliardi di euro in quella ricca nazione (per non parlare poi dei cinesi) ma se Trump porrà i dazi annunciati con molta probabilità questi miliardi si dimezzeranno, portando scompenso a molte economie. Io non sono in grado di dire se è giusto o sbagliato ciò che il presidente ha intenzione di fare, purtroppo non ho queste capacità, ma ricordo che sin da piccolo mi fu insegnato che quando due fanno una scommessa, uno perde, ma l’altro vince, quindi mi viene il sospetto che se tutti sono arrabbiati con Trump per la sua volontà d’applicare detti dazi, è perché pensano che ci perderanno un sacco di soldi, ma come detto prima, se c’è chi ci perde, c’è chi ci guadagna. Tutto sta a vedere chi. A questo punto i casi sono due, il primo è che l’economia statunitense faccia un balzo in avanti e in tal caso viene da chiedersi: ‘Perché nessun presidente della nazione più potente del mondo ci ha pensato prima’? La seconda invece è che la loro economia abbia una forte flessione, ma in questo caso nessuno vieta loro (visto che da quelle parti non vige una dittatura) alle prossime elezioni, che si terranno fra due anni, di votare per i democratici e riportare le cose come prima.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)


Scandalo che deve finire
Rai Storia è ‘targata’ e decisamente faziosa
Egregio direttore,
Lauro Casetti, su Spazio aperto del 4 aprile, fa alcune considerazioni sulle inesattezze, in base alle sue opinioni, rilevate nelle trasmissioni di Rai Storia condotte, con il titolo ‘Passato e presente’ da Paolo Mieli. Incuriosito dalla sua collaborazione a detta trasmissione, egregio direttore, ho ripreso a vedere quel canale Rai che, da anni, avevo trascurato a causa della conduzione basata sulla presenza anche di personaggi faziosi e subalterni alle teorie dei vincitori.
Ciò che mi disgusta è la documentazione prodotta, a scopo propagandistico, dai vincitori, esterni e interni, da sempre nemici dell’Italia. È rattristante, a parte le inesattezze storiche, la continua denigrazione degli italiani che combatterono sacrificando le loro vite, indicandoli sarcasticamente ‘fascisti’ esaltando, nel contempo i loro avversari, in particolare quelli ‘nostri interni’ che ad essi si affiancarono, tradendo continuamente, le nostre forze armate partecipanti agli ultimi conflitti. Mi auguro che i nuovi governanti pongano fine, dopo quasi un secolo dagli avvenimenti, a questo comportamento scandaloso della dirigenza Rai.
Claudio Fedeli
(Cremona)


La società li tollera
Bullismo e mobbing fenomeni in crescita
Signor direttore,
la lettera di Antonio Sivalli sul devastante bullismo che subì a undici anni, mi porta ad alcune considerazioni. Per quanto riguarda me, il ‘bullismo’ l’ho subito nei tre anni delle scuole medie, nei cinque delle superiori e nei ventidue che ho lavorato nelle Poste Italiane, ma in quest’ultimo caso prendeva il nome di ‘mobbing’. Se da ragazzo i miei genitori avrebbero potuto denunciare alla magistratura decine e decine di alunni, da adulto avrei potuto mandare in galera decine e decine di colleghi. Ma niente di questo è stato fatto. Da ragazzo il teatro di queste manifestazioni disumane era la scuola e l’oratorio, e si mostrava con violenza inaudita, come calci, sberle, pugni, sputi e gravissime offese verbali. Succedeva nei corridoi della scuola e nei servizi, durante il periodo dell’intervallo. Nessuno controllava, e questo è una gravissima mancanza delle istituzioni. Nessuno vedeva le violenze, né i professori (che erano nel loro reparto di ricreazione) né i bidelli. Subii in tutti quegli anni devastanti danni, sia fisici che psicologici e, a causa della mia indole semplice e schiva, non ho mai pensato di dirlo a nessuno, perché non sapevo che ‘si doveva invece dirlo’. Da adulto il ‘bullismo’ continuò in ‘mobbing’, cioè il terrore psicologico sul posto di lavoro. Ero diventato il bersaglio di tutti... Purtroppo il mobbing non è riconosciuto reato dalla giurisprudenza italiana. Se ora il signor Sivalli si chiede come mai tutto questo male non è ancora stato risanato e continua ad espanderci, ciò è dovuto al fatto che non lo si vuole risanare. La società è marcia, e lo vediamo in ogni angolo. La coercizione, la sopraffazione è attaccata al nostro modo di vivere come un polipo allo scoglio. Non c’è niente da fare, ce lo teniamo e amen. A molti fa comodo una società così. (...)
D. D.
(Cremona)


C’è solo in regione
Il Difensore civico provinciale non c’è più
Gentile direttore,
replico al signor Dante Benelli di Castelfranco d’Oglio. Sono venuta a sapere casualmente della sua lettera al giornale pubblica il 10 aprile circa una segnalazione che lei avrebbe inoltrato al Difensore civico della Provincia di Cremona. Non so a quale ufficio lei si sia rivolto, né in quale data, ma probabilmente nessuno l’ha aggiornata che non esiste più la funzione, né il ruolo di difensore civico provinciale, ormai da molti anni. Naturalmente questa è una grave lacuna nella organizzazione amministrativa locale. Le posso, tuttavia, suggerire di rivolgere le sue istanze al Difensore civico regionale a Milano.
Marialuisa D’Ambrosio
(Cremona)

Un’attesa vergognosa
Di Maio e Salvini facciano un governo
Signor direttore,
quando le forze politiche si decideranno a formare un governo. Le elezioni sono passate da oltre 40 giorni e gli italiani non hanno ancora un governo. Gli eletti si scannano a parole e nessuno vuole mantenere ciò che ha promesso a chi li ha votati.
Carissimo Di Maio, avrai avuto una maggioranza parziale, ma sapevi in partenza che la destra era formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega uniti in una coalizione che, nel complesso, ha superato i tuoi voti. La precedenza andrebbe a Salvini, dovrebbe essere lui il premier incaricato: se tu non sei d’accordo perché ti dà fastidio Silvio Berlusconi, devi sapere che l’ex Cavaliere non avrà mai un incarico.
Perché vuoi formare un governo col Pd? Lascia perdere, che mai ti hanno dato appoggio, dai retta a Salvini. (...)
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)


Mark Zuckerberg
Mea culpa che vale 74 miliardi di dollari
Signor direttore,
la vicenda è ormai di dominio pubblico. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, compare davanti al Senato Usa e dichiara: «Cambridge Analytica non era l’unica ad avere i dati di 87 milioni di persone». E poi, ancora: «Sappiamo che quelle informazioni sono state vendute ad altre aziende. Ma stiamo lavorando perché non accada più». Immediata la reazione da parte di diversi senatori democratici: ‘Avete lasciato che i dati dei vostri utenti venissero saccheggiati’. Lui, con tanto di giacca e cravatta, non già con la solita magliettina a girocollo, serio e concentrato con il suo viso da 33enne, risponde a tulle le domande inimmaginabili e possibili per ben cinque ore. Finale, ammissione di colpa: «Errore mio, chiedo scusa». Oh bella, uno che vanta un patrimonio netto di 74 miliardi di dollari, per ora, altro che! Strano ma vero, il titolo Facebook subito dopo vola sui massimi di seduta (+3,4% a 163,36 dollari al barile). Boh! Ma tu pensa direttore con una simile cifra da capogiro, quale crescita sociale di sopravvivenza avrebbe beneficiato quella parte del mondo ridotta alla povertà, alla fame, alla disperazione, ai trucidamenti, ai massacri di massa. Vedi, purtroppo viviamo nel bel mezzo di delicati equilibri fra gravità e leggerezza, fra cronaca e fiaba. Eppure, stolti che siamo, riusciamo a rassegnarci. La vera perdita della verginità la si scopre allorquando si rimane ‘nudi’, cioè soli, con le mani in alto, per cui non ti puoi più coprire neanche le ‘vergogne’ (per chi ancora le possiede), condannati a dichiarare ‘resa’ al mondo e a certi adulti, sperando che siano diventati adulti. e non più i bambini di una volta. Se codesta metafora la si leggesse ‘a modo’, beh allora ci si potrebbe render conto che ‘E’ la dose che fa il veleno’ (Paracelso). E’ tutto.
Giorgino Carnevali
(Cremona)


Mi chiedo il perché
Pornografia vietata in tv ma libera sul web
Gentile direttore,
lo scorso marzo 2012 è stata approvata una disposizione che ha vietato e vieta alla tv di trasmettere programmi pornografici, anche solo in orari notturni. Ci si chiede perché? Durante la notte (dalle 24 alle 6) i minori non guardano la tv contrariamente al giorno quando è libera anche per loro la visione di prodotti pornografici tramite internet.
Silvio Pammelati
(Roma)


ERRATA CORRIGE
La lettera di Giampiero Vicini di Rivarolo del Re pubblicata ieri riportava un titolo scorretto. A lamentarsi dell’ipotesi del taglio della pensione o del vitalizio non è la Boldrini ma Irene Pivetti, anche lei ex presidente della Camera. Ci scusiamo con i lettori.

IL CASO
Zona po già servita dalle ciclabili altre zone dimenticate dal comune


Il cantiere in via del Sale per la costruzione della nuova pista ciclabile

Egregio direttore,
sul nostro quotidiano leggo della nuova pista ciclabile di via del Sale. La mia domanda è, come mai il nostro Comune continua inventarsi piste ciclabili che non servono come questa, dato che già ne esistono due in tutta sicurezza che da piazza Cadorna porta alle Colonie padane compreso Largo Moreni che porta direttamente sino al lungo po Europa parco Vialli, Colonie padane comprese?
Mi sembra un assurdo continuare a inventarsi queste cose mentre in tante altre parti della città i pedoni e ciclisti sono a rischio di essere investiti. Faccio riferimento a via San Bernardo, zona Cimitero e via San Francesco d’Assisi dove, per mancanza di un marciapiede, i pedoni sono costretti a camminare sul ciglio della strada e con la pioggia con il passaggio delle vetture vengono bagnati dall’acqua delle pozzanghere.
E ancora penso a via Dante dove sistematicamente i ciclisti non rispettano il senso di marcia a sinistra della strada ma anche quelli che rispettano il senso di marcia, non essendoci una sicurezza sulla divisione della strada. E poi la ciclabile è stata disegnata senza protezione ed è inutilizzabile perché usata per parcheggiare le automobili.
Le nostre giunte continuano a inventarsi una marea di cose, di rotonde e di percorsi tortuosi. Penso alla rivoluzione nel quartiere di via Brescia San Bernardo via Persico dove si è fatto di tutto per creare intoppi al flusso delle automobili invece di renderlo più snello, scorrevole e meno inquinante.
Per fare queste cose bisogna essere grandi ingegneri o architetti. O cosa?
umbe51ancona@fastpiu.it
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Le tante criticità che lei elenca - alcune delle quali condivisibili - non sono una buona ragione per non fare interventi. Più in generale credo che ogni pista ciclabile in più sia un valore aggiunto per la città.

LA POLEMICA
Ius soli e cittadinanze facili cambiano un paese

Egregio direttore,
uno degli argomenti che più appassiona la sinistra italiana, quella di Laura Boldrini, Pierluigi Bersani e compagnia cantante quasi scomparsa il 4 marzo, è senza alcun dubbio lo Ius soli.
Certo, è doveroso puntualizzare che appassiona molto di più a campagna elettorale chiusa, visto che nessuno, neanche tra gli ultrà delle cittadinanze facili, ha voluto presentare agli italiani una proposta politica incentrata su tale provvedimento che fino a poche settimane prima veniva dipinto come vitale per l’Italia. In campagna elettorale hanno preferito rivolgersi ai lavoratori italiani, trasformandosi in una specie di socialisti massimalisti, con risultati davvero scadenti. Ovviamente, iniziata la Legislatura, Laura Boldrini non ha perso tempo e ha ritirato fuori dal cassetto delle cianfrusaglie, senza neanche aria di disdoro, lo Ius soli. Quando non si capiscono le scoppole elettorali, capita di perseverare nell’errore. E la sinistra ama perseverare, evidentemente.
Riportando idealmente le lancette dell’orologio a quando il Governo si preparava ad emettere i suoi ultimi lamenti, ricorderemo come lo Ius soli veniva descritto come la panacea per tutti i mali italiani, financo come una questione di civiltà e giustizia, un provvedimento per i diritti dei bambini nati in Italia come se non ne avessero. Se ne sentiva parlare ovunque: in radio, nei Tg, sui quotidiani, nei talk show in prima serata e chi non lo vedeva di buon occhio, veniva tacciato di razzismo, di fascismo, di intolleranza, di xenofobia, seguendo fedelmente il protocollo del ‘reductio ad Hitlerum’. Tutto sembrava preparato nei minimi particolari per convincere gli italiani sulla bontà del provvedimento. Italiani che però non si sono lasciati fregare quella volta, tant’è che il Governo e la maggioranza dovettero desistere per evitare una Caporetto definitiva alle vicine Politiche (disfatta evitata solo in parte).
Dati alla mano, però, l’Italia è il Paese che rilascia più cittadinanze in Europa: un quinto del totale viene assegnato nel nostro Paese, e senza l’ausilio dello Ius soli. I numeri sono impietosi: oltre 200mila cittadinanze assegnate su circa un milione totale in Europa.
Quello delle cittadinanze è un argomento piuttosto spinoso, quindi non voglio addentrarmici adducendo a motivazioni di natura squisitamente personale. Ma che sia uno strumento che andrà a modificare in modo clamoroso e permanente il nostro Paese e, quindi, l’Europa, è di un’evidenza disarmante. Uno studio di Centro Artes ci fa sapere che nel 2050 i figli nati degli stranieri saranno in maggioranza rispetto a quelli nati da italiani. Questo, nel giro di pochi decenni, ci consegnerà un’Italia in cui gli italiani saranno minoranza in Patria. Lo Ius soli potrà solo accelerare questo scempio. Uno scenario simile è già accaduto in Svezia e sono parecchio allarmati...
Diego Storti
(Ostiano)

Ne parlo con...

Nella squadra di fontana
L'unico cremonese è un ex PD: che senso ha?

Signor direttore,
alla fine un cremonese nella squadra di Attilio Fontana - presidente leghista di Regione Lombarda - pare proprio che ci sarà: Pier Attilio Superti, esponente di spicco del Pci-Pds, di cui è stato capogruppo in Consiglio comunale a Cremona (dal 1999 al 2004), consigliere provinciale (dal 2004 al 2009), segretario provinciale per un quarto di secolo (dal 1985 al 2007), tuttora tesserato Pd. Pare proprio che il ‘nostro’ - un percorso politico non esattamente di centrodestra - sarà nominato vice segretario della Regione a trazione leghista. Che senso ha, con tanti che si sono spesi nel campo del centrodestra per l’affermazione di Fontana? In provincia di Cremona, altri - e di non minor valore - hanno corso a sostegno di Attilio Fontana o, comunque, gli hanno portato voti, non certo Superti. La squadra che vince dovrebbe governare con i propri uomini, a livello politico e burocratico. Sarà contento il successore di Superti, l’attuale segretario provinciale del Pd Matteo Piloni che, da consigliere regionale, pur avendo il Pd perso le elezioni, si troverà ad avere un amico di partito nella stanza dei bottoni.
Antonio Agazzi
(capogruppo di FI in Comune a Crema)

Guerra sempre più vicina
Crisi in siria, fermatevi! I cittadini si mobilitino

Signor direttore,
dopo 7 anni di guerra in Siria, che conta già oltre mezzo milione di morti (...) si sta scivolando verso un’ulteriore recrudescenza del conflitto. In queste ore sembra sempre più probabile e imminente l’attacco militare che il presidente Trump ha annunciato come ritorsione all’uso (non ancora certificato) da parte del regime di armi chimiche a Duma. Si preannuncia dunque l’escalation di una guerra che coinvolge le maggiori potenze mondiali e che rischia ora di deflagare in un conflitto dagli esiti imprevedibili e pericolosi. L’unica cosa certa è che, nonostante le ipocrite affermazioni, delle migliaia di vittime civili, dei milioni di siriani costretti a fuggire da un Paese ormai distrutto non importa a nessuno dei contendenti. (...) Di certo sono i Governi, l’Onu, che devono intervenire per fermare una folle rincorsa all’uso delle armi. Ma anche noi cittadini dobbiamo farci sentire. (...) Organizziamo delle ‘piazze per la pace’, almeno a Crema, Cremona e Casalmaggiore, troviamoci insieme e urliamo il nostro ‘Fermatevi’.
Franco Bordo
(Crema)

Caro direttore, nonostante tutto il bla bla che si fa sul sommo Antonio Stradivari, Maestro dei liutai, non riescono atrovare qualche centinaia di euro per rendere leggibile la targa posta sul lato taxi della Galleria 25 aprile M. B. (Cremona)