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Venerdì 19 Ottobre 2018

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Lettere al Direttore del 14 Maggio

Lettere al Direttore del 14 Maggio

La Cremonese resta in Serie B
Ci abbiamo creduto. Grazie a tutti
Caro direttore,
in questo momento la prima parola che mi viene in mente è: grazie cavalier Arvedi. Abbiamo gioito per la promozione in B, eravamo tutti, diciamocelo, un po’ sopra le righe all’inizio del Campionato per i risultati che potevano far pensare alla massima serie. Abbiamo poi maledettamente sofferto per gli amari risultati che piano piano ci facevano andare nella bassa classifica.
Ma noi grigiorossi ci abbiamo sempre creduto e sabato è arrivata la conferma (con una grande prestazione) della permanenza in Serie B: grazie a tutti allenatori, giocatori, staff ma anzitutto grazie al presidentissimo cavalier Arvedi.
Giuliana Guindani
(Cremona)

Equilibri pericolosi
Inventiamo nemici. Ma sono diversivi
Signor direttore,
più di un milione di famiglie vivono in povertà assoluta; milioni stentano ad arrivare a fine mese senza fare debiti; il ceto medio, che per secoli è stato la spina dorsale della democrazia parlamentare, da anni è stato costretto dal sistema politico ad incamminarsi verso una povertà che, a causa dell’enorme debito pubblico, sarà incapace di affrontare le spese relative alla salute, precipitando così verso un’eutanasia pratica, quotidiana, senza bisogno di una legge specifica, chi non è nella condizione di prendere gli stipendi astronomici della Rai-Tv. Tutto ciò a Cremona e in un contesto europeo, occidentale; dove si perde tempo ed energie ad inventare nemici che non esistono; che servono però come fantasmi, per alimentare spese militari assurde, in crescendo come quella della Nato. Salvini è stato l’unico politico in Italia a denunciarne la pazzia! In Medio Oriente, invece, sulla nostra soglia di casa, siamo come il centurione ai bordi di un precipizio nella grandiosa crocifissione del Pordenone in cattedrale: l’Iran ha le sue buone ragioni (e il merito-tra l’altro- di aver sconfitto il califfo Baghdadi finanziato dall’Arabia Saudita e dagli Emirati), ma le ha soprattutto Israele, minacciato di sterminio dall’oceano musulmano che lo assedia; l’Occidente (Europa e Usa) e la Russia devono proteggerlo come se fosse il proprio territorio. A questo punto però è sullo sfondo di una minaccia atomica (la terza dopo la Corea nel 1950 e Cuba nel 1962), mi spaventa questa nostra classe dirigente in sonnambula - come è stato scritto sul suo quotidiano - indotta a godere disperatamente - direbbe papa Giovanni Paolo II - senza speranza è la nostra quotidianità politica, inchiodata al godimento immediato a costo di omicidi veri e propri con l’aborto di stato e quello privato, con pillole abortive. Lo hanno sempre denunciato i nostri papi ‘profeti disarmati’, oggi poco seguiti persino dai loro vescovi. Lo slogan politico del grande Gino Bartali era ( fine anni ’40 primi ’50) «gli è tutto sbagliato, tutto da rifare». Richiesto, prima di morire, se l’avrebbe ripetuto, disse, nel suo sonante fiorentino: «Adesso è troppo tardi!».
Mario Pedrini
(Cremona)

La festa della mamma/1.
Bisogna celebrarla ogni giorno dell’anno
Signor direttore,
forse ci eravamo tutti messi in testa che si sarebbe potuto festeggiare così, riducendola ad una sola giornata, soprattutto liquidandola in quattroquattrotto, la festa in onore delle mamme? Che sciagurati che siamo diventati! Ravvediamoci tutti, nessuno escluso, e in fretta, e una volta per tutte: la festa della mamma deve essere 365 volte l’anno. Un giorno l’anno mi sembra veramente nulla a confronto di quello che una madre fa ed ha fatto per i propri figlioli.
Due righe due per la mia mamma, per tutte le mamme: «Ad un anno ti chiamavo mamma e basta, a sette invece mamma ti amo, a 10 cominciavo a dirti mamma ti voglio tanto bene, a 15 cominciavo… mamma posso? A 17… mamma non mi rompere, a 20… mamma voglio andarmene da questa casa, a 35…voglio tornare dalla mamma. A 50… mamma non te ne andare, a 70…darei la vita per passare cinque minuti con te mamma!». Ed io che ho ancora la fortuna di passare ore ed ore con mia mamma… perché non riesco a passarle? Sarebbe così delizioso, così gratificante.
Ma questa frenetica vita può ingoiarci così brutalmente? Correre, correre, tutti i santi giorni, fino a che la vita non ci sorpasserà. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

La festa della mamma/2.
Ne riconosce il valore in quanto generatrice
Signor direttore,
con la ‘Festa della mamma’ si celebra il valore della donna e la sua superiorità in quanto madre e generatrice del genere umano.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Giustizia a orologeria
Berlusconi riabilitato in chiave anti Lega-M5s
Egregio direttore,
per la serie un indizio rimane tale ma due indizi equivalgono ad una prova la notizia della riabilitazione politica data dal tribunale di Milano a Silvio Berlusconi non fa altro che dimostrare l’esistenza in Italia di una giustizia a orologeria perché appare chiaro anche ai sassi il desiderio di ostacolare le trattative in corso per la formazione del nuovo governo. Non si sa mai, magari Di Maio e Salvini con l’apporto tecnico di Giulia Buongiorno data ieri candidata a ministro della Giustizia probabilmente si erano messi in testa di riformare il sistema giudiziario cosa che la magistratura italiana ha sempre visto come fumo negli occhi (se i processi poi hanno tempi biblici chi se ne frega). Et voilà, per Silvio improvvisamente non è stato più necessario l’appello all’Alta Corte di Giustizia Europea ma è astata una disposizione del tribunale milanese con effetto immediato ovviamente (si sa mai che si debba andare a votare in luglio) nella speranza che si rimescolino le carte per la formazione del nuovo governo. Meglio per Marco Travaglio che ha costruito le sue fortune giornalistiche sulle disgrazie del Cavaliere e che in questi giorni è apparso più nervoso che mai davanti al possibile accordo M5S-Lega, potrà continuare nella sua retorica antiberlusconiana e magari tornerà di moda Michele Santoro caduto nel più assoluto anonimato in questi ultimi anni senza il Berlusconi politico. Del resto tutta l’Italia ‘che conta’ si è messa di traverso davanti al possibile accordo giallo-verde (dai colori dei due partiti lega e M5S) a partire dal presidente Mattarella che ha fatto capire di voler imporre il suo imprimatur sui nomi dei ministri, poi ci si nè messa la cosiddetta ‘intelleghenzia’ i filosofi, i politologi quelli che non sbagliano mai a dire che Salvini e Di Maio sono due ignoranti perché non sono laureati ma, visti i risultati di Monti rettore della Bocconi, forse la laurea per governare non è così importante e infine schiere di economisti ululanti contro la volontà di voler toccare la legge Fornero, l’istituzione del reddito di cittadinanza e l’introduzione della Flat tax perché i conti pubblici andrebbero fuori controllo. Pure il segretario della Cei, monsigno Galantino, è intervenuto dichiarando la contrarietà della Chiesa italiana all’eventuale stretta sui migranti. (...)
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

I 7 vizi capitali dell’Italia
Corrotti ed evasori. E’ un fatto di costume
Signor direttore,
l’Italia ha sette peccati capitali.
1) Costruire strade in Italia costa mediamente il 45% in più rispetto a quanto costa in Francia, in Germania, in Inghilterra. 2) I prezzi dei medicinali venduti in Italia sono più cari dal 30% al 50% rispetto a Spagna, Francia o Germania.
3) Su 120 miliardi di euro, che è la cifra stimata della corruzione nei 28 Paesi dell’Europa, l’Italia, da sola, ha una corruzione stimata a 60 miliardi. 4) In Italia abbiamo circa 220.000 leggi contro le 15.000 della Francia ed le 13.000 della Germania che non sono certamente in una situazione di caos legislativo.
5) L’evasione fiscale italiana è stimata in 250 miliardi di euro l’anno e rappresenta, in proporzione circa il 60% di tutta l’evasione fiscale europea. 6) Gli stipendi complessivi dei parlamentari e dei consiglieri regionali italiani sono mediamente molto più alti di quelli di tutti gli altri stati europei e, per esempio, sono il triplo di quelli Spagnoli. Stesso discorso per i dirigenti pubblici, i membri degli enti inutili e quelli delle aziende municipalizzate. 7) Esenzione fiscale alla chiesa cattolica anche per le attività commerciali che essa esercita sul territorio nazionale.
E poi si dice che le cose vanno male. E’ un fatto di costume, è un fatto di mentalità bacata, è un fatto di politica paramafiosa, è un fatto di tradizione lazzarona, fatto sta che non si vede come ci si possa salvare da questo disastro. Forse, per salvarci, dovremmo dichiarare guerra alla Germania. E perderla.
Alessandro Mezzano
(Cremona)

IL CASO
Ticket di 50 euro per gli esami del sangue di mio figlio
Signor direttore
mercoledì scorso mi sono recato con mio figlio di 5 anni al nuovo Polo Robbiani di Soresina per effettuare entrambi gli esami del sangue.
Sapevo che sarei andato incontro ad una spesa per quanto riguarda me, adulto, ma in paese civile come il nostro far pagare 50 euro anche ad un bambino lo trovo vergognoso (alla faccia delle tasse che paghiamo).
Sarebbe ora che i nostri politici facciano meno i fenomeni in giro per l’Italia e l’Europa e guardino di più la gente che sta male invece di continuare a congratularsi e crogiolarsi con chi sta bene.
Lorenzo Carminati
(Soresina)
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Le statistiche ci dicono che nell’Italia che invecchia ci sono 12 milioni di persone che rinunciano a curarsi per motivi economici. Con l’introduzione del superticket (una quota fissa di 10 euro su ogni ricetta per prestazioni di diagnostica e specialistiche); inoltre, ‘Cittadinanzattiva’ rileva che alcune prestazioni pubbliche diventano addirittura più costose rispetto a quelle private. Non è questo il trattamento che ci aspettiamo quando paghiamo le tasse.


LA REPLICA
Macchè Europa unita, Macron rivuole la ‘grandeur’
Signor direttore
premesso che l’Europa è meglio unita e non divisa, l’Ue attuale ha accumulato una caterva di banalità e assurdità burocratiche, che vanno dalla lunghezza minima dei cetrioli alle scatole per i biscotti in Danimarca. L’ultima assurdità è l’assegnazione del premio Carlo Magno nientemeno che a Macron «per aver rinnovato il sogno europeo». Immagino che il primo ‘padre dell’Europa’ abbia avuto un fremito nella sua cassa dorata nella cattedrale di Aquisgrana.
Il ‘figlio’ della finanza dei Rotschild, che in pochi mesi ha inventato En marche vincendo le elezioni contro Le Pen, ha assicurato un roseo avvenire ai suoi padrini, un po’ meno roseo ai ferrovieri, agli operai, al ceto medio, che hanno scioperato e manifestato con forza ed aggressività ignote in Italia.
Nel giro di un anno il suo indice di gradimento è precipitato.
Se in casa sua è sempre meno amato, non è che si rifaccia nell’Ue: per «rinnovare il sogno europeo» ha proposto di unificare i bilanci pubblici dei 27 paesi dell’Unione Europea, poi un ministro unico delle Finanze, l’unificazione dei debiti pubblici e da ultimo ha proposto la creazione di un esercito europeo.
Tutto questo è stato sonoramente rifiutato, dopo tutta una serie di liturgie laiche di schieramenti, abbracci e baci com’è normale nelle commedie pubbliche; da ultimo, quando è stato accolto alla Casa Bianca con tutti gli onori da Trump immaginando di usarlo come grimaldello nell’Ue contro l’Iran.
In realtà Macron ha in mente solo la grandeur del suo Paese in ogni settore come è avvenuto con la vicenda della Fincantieri e dello sconfinamento della sua polizia in Italia contro i migranti.
Tutti i suoi bei discorsi (perfino uno fatto ai suoi vescovi, da far concorrenza al segretario di Stato Vaticano) e le sue proposte (quella dell’esercito europeo evoca la sciagurata bocciatura della Comunità Europea di Difesa nel 1954 del suo connazionale socialista Mendes-France), tutto questo è aria ai denti, se non si ha il coraggio di convocare un’assemblea costituente Europea che faccia nascere gli Stati Uniti d’Europa.
Giorgio Campanini su Avvenire rileva che, purtroppo, il valore supremo dell’Ue è il ‘reddito spendibile’, è arrivare a fine-mese. I valori, quelli cristiani: spariti. E, con ciò, il senso del reale, mentre da febbraio gli Usa stanno approntando armi atomiche di minore potenza in risposta ad attacchi non nucleari, cioè una forma di deterrenza regionale che non ha aspettato le recenti rivelazioni dei sogni atomici dell’Iran svelati da Israele.
Noi europei siamo sempre più senza futuro, mentre a due passi da noi si riprende a fare la guerra per procura.
Pietro Gamba
(Cremona)