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Martedì 12 Dicembre 2017

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1 dicembre

Mussolini cittadino onorario - I comuni furono obbligati a farlo

Mussolini cittadino onorario -  I comuni furono obbligati a farlo

Signor direttore, 

la vicenda della delibera trovata negli archivi del Comune di Crema con la cittadinanza onoraria a Mussolini è occasione buona per ricordare ancora una volta cosa accadde in quel periodo. Nel 1920 si erano svolte le ultime elezioni amministrative libere, in provincia di Cremona i socialisti avevano vinto in 76 Comuni, i cattolici popolari in 53... Poi sappiamo quello che accadde e nel 1922 il Re consegnò il potere a Mussolini con la marcia su Roma. Prima e dopo la marcia l’eversione fascista, con l’appoggio indispensabile delle strutture dello Stato monarchico, soffocò la democrazia. Anche il giornale ‘La Provincia’ fu costretto a chiudere e venne sostituito da ‘Il Regime Fascista’. In particolare, con violenze ed intimidazioni degli squadristi accompagnate da opportuni provvedimenti prefettizi, gran parte degli amministratori eletti negli Enti locali o si dovettero dimettere o furono destituiti. Già prima della marcia ben 76 Comuni della nostra provincia erano stati commissariati. L’11 dicembre del 1921 il vicepresidente della Provincia, il socialista Attilio Boldori, era stato assassinato a manganellate da una squadra fascista. Le elezioni comunali successive, con Mussolini al governo, sono già l’immagine del regime, fascisti ed amici ‘stravincono’. Così nell’estate del 1924 viene orchestrata la campagna della cittadinanza onoraria al capo del governo Benito Mussolini. Tutti i Comuni vengono monitorati e chi non ha ancora deliberato viene sollecitato. (...) Così pressoché dappertutto Mussolini è diventato cittadino onorario ‘obbligato’. Le delibere in genere sono all’unanimità, «per acclamazione ed entusiastici applausi», si può leggere. Quanto alle motivazioni, Mussolini è onorario in quanto «... Illustre uomo che ha salvato l’Italia», «Artefice massimo della Grandezza della Nuova Italia», «Esaltatore della stirpe italica», «Nocchiero sicuro», «Uomo di volontà ferrea intelligenza e amore per la Patria». (...)
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

In tutta onestà devo dire che non capisco tanta fibrillazione per questa vicenda: la storia non si cambia cancellando un fatto.