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Venerdì 27 Aprile 2018

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4 gennaio

Cremona, oh mia cara: Ognuno di noi faccia il possibile per valorizzarla

Cremona, oh mia cara: Ognuno di noi faccia il possibile per valorizzarla

Caro direttore,
io non sono di Cremona ma vivendoci da oltre vent’anni mi considero adottato. Per questa naturale simpatia con la città del «silenzio» e del «suono divino» mi addolora sentir parlare «grigio» della città. Il primo confronto è con Brescia, superiore in tutto, insomma Brescia è un’altra cosa. Brescia è un dato di fatto che sia ottima per molti motivi, soprattutto il dinamismo commerciale-industriale, ma tutto ciò non giustifica collocare Cremona su una zattera e lasciarla andare alla deriva lungo il suo grande fiume. Insomma tanti fili d’erba sparsi nel campo, accorpati dal vento della mediocrità, diventano un fascio consistente, pesante come un macigno. Cremona poiché a vocazione agro-alimentare risulta ben poco conosciuta non solo nel mondo ma anche in Italia. Ma grazie a Dio ci sono i violini ma la loro voce non può da sola urlare nel deserto dell’ignoramento. Ora che Cremona risulti accerchiata da belle e operose città limitrofe, vedi Parma, Mantova, Bergamo, Verona, Piacenza e la fatal Brescia è un dato di fatto ma è proprio per questo che dobbiamo sostenere la nostra città. Abbiamo una delle piazze più belle d’Italia, il Torrazzo campanile più alto del mondo in muratura, 112 metri come il razzo Saturno V, quello della Luna, l’enorme orologio astronomico, unico per la sua complessità, due meravigliosi teatri, il Ponchielli e il Museo del Violino, per non dire della bomboniera del Filo. Ma tutto ciò non basta. Io parlo per me stesso e del nostro ospedale. Pochi mesi fa ho subito un intervento di una certa rilevanza e sotto i ferri del primario chirurgo e dell’anestesista ho apprezzato la loro bravura e professionalità, unitamente a tutto lo staff della riabilitazione, medici, infermieri e studenti universitari praticanti. Qualcuno potrà arricciare il naso se dopo tutta questa sviolinata per la nostra città, proprio non ci sia qualcosa di storto. (...) Chissà, io potrei essere uno degli scontenti non solo del nettare ma anche della manna dal cielo. Insomma se ognuno di noi mettesse un granello di positività per la nostra città, la cometa di Cremona potrebbe tornare a risplendere un po’ di più.
Pietro De Franchi
(Cremona)

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Noi facciamo quotidianamente del nostro meglio per valorizzare il territorio, senza dimenticare di puntare il dito su ciò che non va, per amore e non per il gusto della distruzione.