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Giovedì 24 Maggio 2018

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1 Febbraio

Voglio fare anch'io il vigile urbano e fregarmene del codice della strada


binario vuoto

Egregio direttore,
spesso si dice che un’immagine valga più di mille parole: io voglio calare asso e tre nella stessa mano e, all’immagine, aggiungere le parole.
Pochi giorni fa mi trovo a passare nel comune di Pizzighettone e, vedendo un esercizio in cui mi posso approvvigionare di ciò che mi serve, parcheggio la mia automobile a lato della strada, appena davanti a quella della polizia locale. ‘Se posteggiano loro, si potrà’, penso frettolosamente. Solerte la vigilessa mi si fa sotto ammonendomi che su quel lato della carreggiata vige il divieto di sosta (deterrente che sta all’automobilista urbano come la criptonite a Superman!). Mi indica però un posteggio disponibile sulla piazzetta prospiciente: preferendo il pragmatismo di una soluzione alla perdita di tempo di una polemica, risalgo a bordo e occupo il parcheggio suggeritomi dalla tutrice dell’ordine pubblico.
Qualche attimo per sbrigare le mie compere (3-4 minuti al massimo nel negozio il cui ingresso inizia dove finisce il cofano della mia macchina) e, all’uscita, la contravvenzione faceva capolino dal mio tergicristallo. Chiedo educatamente spiegazioni alla fiscalissima (?) vigilante che mi comunica subito la mia mancanza: non ho esposto il disco orario richiesto nella zona.
Ora: lasciamo perdere che non esiste disco orario più veritiero di avermi seguito lei stessa nelle manovre di parcheggio, mi prendo anche l’ammenda. Ma non accetto che lei passi impunita, con la sua auto in palese divieto di sosta nel mentre che eleva a me la stessa contravvenzione. Non accetto la sua spiegazione alle mie richieste: ‘Io sono in servizio per cui posso!’ ; e io quando sono a lavoro, perché non posso? Ci sono lavori di serie A e altri di serie B o C?
Voglio fare anch’io il vigile allora e fregarmene del codice della strada quando sono in servizio (e non di emergenza, a meno che dare multe a chi non ha esposto il disco sia una emergenza)! Non dovrebbe essere invece lei la prima a dare l’esempio di una buona condotta etica considerato il ruolo che ricopre nella società?
Non accetto la difesa che ne ha preso il suo collaboratore interrogato a riguardo (nella figura del segretario comunale dello stesso borgo, essendo il tecnico responsabile del servizio di polizia locale quel giorno non presente in Comune), che mi ha rinfacciato di non poter decidere io se quello fosse o meno un servizio di emergenza. Con, per lui, almeno un merito: quello di avermi strappato una risata in questa triste vicenda.
G. G.
(Soresina)
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Capisco la sua irritazione. Mi auguro che la polizia locale di Pizzighettone voglia dire la sua e mi permetto una semplice osservazione: era proprio necessaria quella multa?