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Giovedì 14 Dicembre 2017

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Un nome buffo, un frutto insolito: il Biricoccolo

Un nome buffo, un frutto insolito: il Biricoccolo

Questa specie il cui nome è “Prunus Desycarpa” è un ibrido derivato da un incrocio naturale tra l’albicocco (prunus armeniaca) e il susino mirabolano (prunus cerasifera). Presenta caratteristiche intermedie tra i due genitori ed è resistente al freddo invernale. Per fruttificare necessita di essere impollinato da albicocco o dal susino mirabolano. Le varietà di Biricoccolo (con frutti molto simili nella forma e nel colore) disponibili in Italia sono due e precisamente la Grossa Precoce e la Pruna Cresammola. L’origine della specie è incerta e la pianta non esiste allo stato selvatico. La natura lo vuole ibrido naturale fra la prugna e l'albicocca. Da cui il nome quasi scherzoso.

Il Biricoccolo è citato nel catalogo di alberi da frutto (1775) dei frati Certosini di Parigi. In Italia è presente storicamente nel bolognese e nella zona vesuviana, regni dell'albicocco, fin dai primi dell'ottocento con il nome di “albicocco violetto”.  Questo frutto era già stato studiato da Le Berriays e lo aveva chiamato “albicocco del Papa”, fu studiato da Fillassier che lo chiamò “albicocco susino”. Nel 1791 l’Ehrhart lo considera come una entità specificata a sé stante, chiamata prunus dasycarpa, attribuendogli il sinonimo di albicocco nero. Tra i primi genetisti ad interessarsi di questo ibrido ricordiamo Burbank che selezionò nel 1911 un ibrido chiamato “Apex plumcot”.  Uno studio durato 15 anni negli anni ’30 e ’40 ad opera del Prof. Angelo Manaresi ha consentito di illustrare la pianta evidenziandone i pregi, i difetti e le possibilità di coltivazione. Essendo un ibrido derivato da un incrocio occasionale e naturale fra l’albicocco e il susino mirabolano la sua presenza può essere rilevata in tutte le zone dove queste due specie sono diffuse. La specie è coltivata nella Cina Occidentale e nell’Asia centro- meridionale. Come tutti gli ibridi naturali da un lato è molto resistente alle malattie ma dall’altro si riproduce solo per innesto e mai per seme o impollinazione.

Il frutto ha  buccia liscia, sottile, appena pelosa, di colore arancio-violetto. Polpa, dolce, dal sapore che ricorda l'albicocca con la fragranza di una susina, è di colore rosso-aranciato.

Le biricoccole erano utilizzate dalle nostre nonne per preparare una marmellata lievemente asprigna, considerata tuttavia tra le migliori per confetture, tortelli dolci di pasta frolla e ottime crostate.

Marmellata di biricoccole.  Dopo avere tolto i semi, si pesa la polpa con la pelle. Quindi si aggiunge una quantità di zucchero quasi uguale al peso della polpa. Il tutto viene fatto macerare per una notte intera in una "caldera", ovvero un paiolo. Il giorno dopo si cuoce a fuoco moderato finché la marmellata ha raggiunto la densità desiderata.

20 Aprile 2017