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Martedì 24 Ottobre 2017

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Casalmaggiore

Non danneggiò il vicino, casalese assolto

Non fu responsabile dei danni causati al vicino durante i lavori di tinteggiatura della sua abitazione

Non danneggiò il vicino, casalese assolto
Avviato anche un processo per lesioni

CASALMAGGIORE - "Assolto perché il fatto non costituisce reato". Poco dopo le 13, il Giudice di pace Beatrice Ghillani ha pronunciato questa sentenza nei confronti di C.F., che era imputato del reato di ‘invasione di edifici’ e difeso dall’avvocato Graziano Alquati. La querela era stata presentata da A.L., per un fatto avvenuto il 24 ottobre 2008 in via Staffolo, a Vicomoscano, frazione di Casalmaggiore.  Il querelante contestava il fatto che due imbianchini fossero saliti sul tetto della sua abitazione, causando la rottura di tegole ed infiltrazioni d’acqua, senza essere stati preventivamente da lui autorizzati. Ieri mattina, dopo l'apertura del dibattimento avvenuta lo scorso lunedì 19 novembre, è stato sentito in qualità di testimone il geometra S.B., che ha spiegato di essere stato all'epoca direttore dei lavori svolti sull'edificio ma di avere comunicato il suo esonero dalle responsabilità con riferimento alle maestranze non appartenenti all'impresa, come nel caso specifico. Nelle conclusioni, il pm Barbara Tagliafierro ha chiesto la condanna dell'imputato a 300 euro di multa, mentre l'avvocato Alquati, con un'arringa articolata, ha sottolineato come nel corso del dibattimento fosse emersa l'estraneità ai fatti del suo cliente, che ha commissionato i lavori ma al quale non potevano essere addebitati i fatti in questione, cioè le rotture della copertura. "Di quei fatti dovrebbero rispondere i tinteggiatori". Quindi la camera di consiglio e la sentenza di assoluzione.

Avviato poi un altro processo per lesioni che vede come imputato G.D., difeso dall'avvocato Priori, e come querelante A.C., assistito dall'avvocato Zambelloni. Sentito il querelante, che rispondendo alle domande del pm Barbara Tagliafierro ha spiegato che i fatti si svolsero in un locale di Martignana Po il 26 novembre 2006. "Ero andato lì con un amico quando mi è scivolato un bicchiere per terra e il titolare del locale è arrivato e mi ha dato un pugno sullo zigomo sinistro", ha detto A.C., sostenendo di non avere colpito il titolare. Il maresciallo dei carabinieri Giuliano Della Gala, all'epoca in servizio presso la stazione di Piadena, ha raccontato di essere intervenuto quando la lite non era più in corso. "Sia G.D. che A.C. però erano sanguinanti. Da sommarie informazioni risultò che i presenti, titolare escluso, avevano bevuto in precedenza". Un episodio, insomma, dai contorni ancora da chiarire. Prossima udienza di questo processo il 17 giugno alle 11.

18 Marzo 2013