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Mercoledì 19 Dicembre 2018

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REGIONE LOMBARDIA

Incorporazione di Ca’ d’Andrea nel Comune di Torre De’ Picenardi: via libera del consiglio

In seguito al risultato del referendum consultivo indetto tra le popolazioni interessate

Incorporamento di  Ca’ d’Andrea nel Comune di Torre De’ Picenardi: via libera del consiglio

Palazzo Lombardia

MILANO - Continua il processo di fusione tra i Comuni lombardi.  Il Consiglio regionale ha approvato infatti mercoledì 28, in seguito ai risultati dei referendum consultivi indetti tra le popolazioni interessate,  due  leggi che stabiliscono l’istituzione e la fusione di altrettanti municipi nel comasco e nel cremonese. Per la provincia i Cremona si è dato il via libera all’’incorporazione (relatore Alex Galizzi, Lega) del Comune di Ca’ d’Andrea nel Comune di Torre De’ Picenardi, accorpamento approvato da 818 cittadini (56 quelli contrari). Le leggi istitutive prevedono anche il rimborso delle spese sostenute dalla municipalità per lo svolgimento dei referendum consultivi,  14 mila e 880 per i municipi del comasco e  13 mila e 238 per quelli del cremonese.

La notizia è stata salutata con favore dal consigliere regionale del PD Matteo Piloni che è intervenuto in Aula. “Una fusione avvenuta, non senza difficoltà, grazie al lavoro dei sindaci, Mario Bazzani e Franco Potabili, che per molti anni hanno lavorato a questo progetto, in completa autonomia” ha detto Piloni che poi ha illustrato la situazione generale, riportando qualche numero. “Questi due comuni, fondendosi, supereranno di poco i 2000 abitanti – ha spiegato il consigliere, ricordando che nella nostra regione sono più di 300 i comuni che non raggiungono i 1000 – questo significa che la strada da percorrere è ancora molto lunga e siamo solo all’inizio, ma rispetto alla scorsa legislatura le richieste sono già aumentate in modo esponenziale”. “Se dal 2013 al 2018 sono stati 48 i comuni coinvolti e 16 le fusioni realizzate, dall’inizio di questa legislatura sono già 21 i comuni che hanno fatto richiesta attraverso 10 referendum, anche se purtroppo ne sono passati solo 5. Questo cosa significa? L’opportunità delle fusioni è chiara e la richiesta dei territori c’è ed è molto sentita: i comuni vogliono gestire meglio i servizi per i loro cittadini, ma non possono essere lasciati soli – è la risposta di Piloni - la Regione Lombardia deve sostenere questi percorsi, prevedendo a bilancio dei fondi strutturali che sicuramente proporremo in sede di discussione, a dicembre. La Lega non sta sostenendo queste fusioni e ciò rende ancora più complicati i percorsi, a danno dei territori” conclude Piloni, ricordando che il prossimo 19 dicembre toccherà ai comuni di Piadena e Drizzona.

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28 Novembre 2018