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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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CASALMAGGIORE

Ortofrutta idroponica in serra
con l'energia termica della centrale a biomasse legnose di Vicomoscano

Primo incontro questa mattina tra la società, il Comune, un'azienda mantovana produttrice di pomodori in serra, un'azienda facente capo a un gruppo olandese (consulente), la cooperativa agricola di Bellaguarda e la Provincia di Cremona

Ortofrutta idroponica in serra
con l'energia termica della centrale a biomasse legnose di Vicomoscano

La centrale a biomasse di Vicomoscano

Investimenti per milioni di euro su cinque ettari iniziali: prospettive di sviluppo occupazionale

CASALMAGGIORE - Coltivazioni di ortofrutta 'idroponica' in serra sfruttando l'energia termica prodotta in eccesso dalla centrale elettrica a biomasse legnose della 'Ricerca e Sviluppo Bioenergie' nel parco tecnologico prospiciente l'ospedale Oglio Po. Ancora presto per dire se l'idea si tradurrà in realtà, ma le premesse sembrano buone. Questo ciò che è emerso questa mattina in un incontro, organizzato dal consigliere comunale Franco Feroldi, cui hanno partecipato il sindaco Claudio Silla, l'ingegner Fausto Bergonzi per la società, un'azienda mantovana che produce ortaggi (pomodori specialmente) in serre idroponiche, in qualità di consulente un'azienda che produce tecnologia per le serre e che fa capo a un gruppo olandese, la cooperativa agricola di Bellaguarda (interessata alla distribuzione dei prodotti) e l'ingegner Delle Noci per l'amministrazione provinciale. In sostanza il 'progetto serre'  sfrutterebbe l'energia termica che oggi (a parte quella ceduta per il teleriscaldamento dell'ospedale, della Planthecno e di altre utenze vicine) va per gran parte dispersa (in totale la centrale ne produce 4,2 megawatt per 1 megawatt elettrico). L'azienda mantovana calcola nel 35% i costi energetici per riscaldare le serre con il metano: con gli sconti forniti da Ricerca e Sviluppo Bioenergie, cui si aggiungerebbero gli incentivi statali ed (eventualmente) i contributi PSR della Regione, si avrebbe un abbattimento di oltre la metà della spesa annua. Cosa che darebbe all'operazione la cosiddetta 'bancabilità'. Si parla di un investimento iniziale su cinque ettari di terreno (oggi l'azienda virgiliana è insediata su circa 11 ettari) da reperire e comprare nei dintorni della centrale.  Si tratta di un investimento di diversi milioni di euro con prospettive di positive ricadute occupazionali. La riunione, è stato detto nella successiva conferenza stampa in municipio, si è chiusa in un clima di ottimismo. Presto ci sarà un sopralluogo alle serre, poi seguiranno altri incontri e la predisposizione del quadro economico e di un progetto di massima. Non resta che attendere sviluppi.

Approfondimenti nell'edizione del giornale in edicola sabato 13 aprile

12 Aprile 2013