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Mercoledì 24 Ottobre 2018

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13 maggio 1956

E' un cremonese il giovane dantista neo campione di "Lascia o raddoppia,,

Suo padre fa il bergamino in una cascina di S. Felice - Anche la moglie è cremonese; il suocero fu un notissimo cooperatore, amico di Attilio Boldori

E' un cremonese il giovane dantista neo campione di "Lascia o raddoppia,,

Una bellissima storia di impegno e passione

Enrico Merlini, il maestro elementare di 30 anni, che giovedì scorso ha sbalordito a «Lascia o raddoppia», su «Dante e la Divina Commedia» è un cremonese.

Non Io ha detto durante la trasmissione (e ha fatto male); ma egli non solo è nato a Robecco d'Oglio, ma ha attualmente i genitori che abitano alla cascina Casella in via San Felice ed ha altri due parenti Giovanna Gazzoli, che abita in piazza Vida 13 e Marina Geroldi, che abita in via Virglio ed è cognata della Gazzoli.

Enrico Merlini ha vissuto fino a cinque anni fa con i genitori alla cascina Casella ove il padre Emilio Merlini, di 55 anni, lavora come bergamino. La famiglia dei Merlini è sempre stata una famiglia di contadini. Il primogenito Enrico aveva una grande voglia di studiare, di prendersi un diploma. A quel tempo la famiglia viveva esclusivamente con il lavoro di Emilio Merlini, un bravissimo bergamino, che ha trascorso la sua vita nel lavoro privandosi anche di un bicchiere di vino per allevare i quattro figli e per dare loro una degna posizione nella vita. I quattro ragazzi, dotati tutti di grande intelligenza e di ferrea volontà, non avevano intenzione di seguire il padre nel lavoro dei campi: volevano prendersi un diploma e diventare qualcuno.

Enrico Merlini aveva una particolare predisposizione per l'italiano e per le materie classiche, gli sarebbe piaciuto frequentare il liceo ma le povere condizioni dei genitori non glielo permettevano. Con sacrifici, studiando anche di notte, Enrico riusciva a frequentare la scuola industriale «Ala Ponzone» ed uscire abile tornitore. Da lì a qualche anno Enrico, pur non trascurando i libri, trovava un posto presso l'officina Feraboli; ma sentiva che quel lavoro non era per lui: di notte studiava per conseguire il diploma di maestro.

Giunta l'età della leva militare, Enrico preferì scegliere un’arma che gli potesse dare la possibilità di continuare gli studi. Fece  domanda di arruolarsi volontario nelle Guardie di Finanza, ma non vi erano posti disponibili. Fece una seconda domanda, questa volta nell’arma dei Carabinieri. Venne accettato e con sei mesi di anticipo indossò la divisa della Benemerita. Fu assegnato alla caserma di Casale Monferrato e destinato in ufficio. Fu qui che il destino doveva imprimere una svolta decisiva alla sua vita.

Egli, dopo il lavoro in caserma, studiava da un professore come privatista per poter affrontare gli esami magistrali. Un suo compagno di caserma (poiché bisognava fare i conti con lo stipendio) gli aveva suggerito di rivolgersi alla professoressa Fiorella Pederneschi, di 30 anni, che impartiva delle lezioni private per poche centinaia di lire. Il Merlini fu un assiduo frequentatore della casa dei signori Pederneschi, era diligente, intelligente  e prendeva con vero amore lo studio delle lingue antiche e specialmente dell’italiano.

Quando la professoressa Pederneschi un giorno volle fargli un elogio Enrico Merlini, che è per natura taciturno e serissimo, le rispondeva… chiedendola in moglie. Dopo solo un anno si sposavano ma la sua gioia divenne più grande quando apprendeva che anche la sua futura moglie era una cremonese.

La signora Fiorella, infatti, è nata nella nostra città in piazza Castello. Il padre, era allora (molti anni fa perché lasciò la nostra città quando la figlia aveva 12 anni) presidente della Federazione delle cooperative ed era amico intimo di Attilio Boldori. Le vicende politiche lo costrinsero ad abbandonare la città e a stabilirsi a Casale Monferrato ove attualmente è impiegato come ragioniere presso le Aziende Elettriche Municipalizzate. Parecchi cremonesi lo ricordano ancora.

Con l’aiuto della moglie, Enrico Merlini conseguì il diploma di maestro. È difficile trovare un posticino negli impieghi statali e in particolare, dovette accontentarsi di impartire lezioni ai detenuti, nelle carceri di Casale. Poi, finalmente, vinse un concorso ed attualmente insegna nelle scuole elementari di un ridente paesello del Monferrato. Ma Merlini intende proseguire gli studi; vuole laurearsi in lettere e da due anni si è iscritto all’Università di Genova ove ha già sostenuto parecchi esami.

Ora «Lascia o Raddoppia» gli ha dato improvvisa notorietà. Non è facile trovare un giovane che sappia a memoria i 14mila versi della «Divina Commedia». Ma per Merlini è stato facile: egli ha il culto per Dante e lo ha dimostrato giovedì scorso quando Bongiorno lo ha messo alla prova interrogandolo su ogni punto della grande opera dantesca.

I gettoni d’oro di «Lascia o Raddoppia» gli serviranno molto, soprattutto per continuare gli studi e per far contenti i genitori che hanno fatto per lui tanti sacrifici.

Giovedì tutta San Felice era in animazione e tutti hanno fatto tifo per lui. La madre a vederlo al fianco di Bongiorno si è messa a piangere, di gioia e di emozione. Il primo passo è stato brillantemente superato, ora vi sono gli altri scogli, forse saranno ancora più difficili ma Merlini non dispera nella sua buona stella. Oltre a far contenti quelli di Casale Monferrato, deve fare contenti i genitori e tutti i cremonesi; i cui rappresentanti, sino ad oggi, non sono stati fortunati a «Lascia o Raddoppia».

11 Maggio 2018