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Martedì 13 Novembre 2018

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13 settembre 1958

La Fiera di Cremona compie 13 anni

La razza Frisona Italiana. Il primo mercato nazionale del bestiame d'allevamento

La Fiera di Cremona

L'esposizione dei bovini da latte di Cremona può essere esaminata da diversi punti di vista.
Il lato che appare ai più è quello fieristico e spettacolare.

Non c'è dubbio che esso segna ogni anno un nuovo successo. Cremona con la numerosa adunata di bovini da latte del 13-14 settembre si è imposta a tutto il mondo zootecnico italiano ed anche straniero e richiama ogni anno numerosi visitatori competenti o interessati nella speciale attività.

Sono stati mossi considerevoli interessi commerciali e sollevate importanti questioni zootecniche meritevoli di studio e di discussione. Nessuna provincia in Italia è riuscita a fare in questo ramo per i bovini da latte quello che ha fatto Cremona.

Da vario tempo si è tentato a Milano, a Roma, a Verona, di creare artificiosamente un doppione, spendendo cifre non indifferenti. Afflusso di bovini si è avuto, specie per parte di negozianti e di importatori.

In nessun posto, però, si è mai avuto, come a Cremona, il richiamo spontaneo e vivace di visitatori e di competenze.

E' che Cremona è centro effettivo di agricoltori, dove tutto parla di agricoltura, che non ha niente a che fare con le attività, sia pure importanti, di metropoli o cittadine.

Attorno alla Fiera specializzata per i bovini da latte a Cremona vive e respira un'agricoltura specializzata per produrre latte; ci sono numerose a vistose latterie per la lavorazione del latte; notevole è il movimento del commercio di latticini e del mercato di bestiami.

Piccoli interessi danno talvolta l'impressione che prendano posto a predica modesti cultori di zootecnia, ai quali sfugge, però, che in questo campo Cremona è in una sfera superiore.

L'esponente maggiore della zootecnia cremonese vuole essere considerato Pietro Vacchelli, che, con la costruzione del canale irriguo che porta il suo nome, mise in grado la provincia cremonese di formare ubertose praterie. E che direi degli agricoltori che diventarono maestri della coltivazione del ladino, degli industriali e dei cooperatori che organizzarono la nostra importante industria lattiera?

Questo deve essere ricordato a chi vuole imitare Cremona agricola, perchè la attività zootecnica esige una base e una finalità ben precise.

I bovini da latte mangiano e vogliono essere governati tutti i giorni Non è concepibile la loro presenza nelle aziende agrarie senza personale adatto e una fiorente praticoltura, che si può ottere unicamente col beneficio dell'acqua irrigua.

Non solo. Prodotto il latte, bisogna venderlo in modo da pagare almeno le spese. Da qui tutta l'industria lattiera, che non consiste solo nel fabbricare formaggi, ma richiede tutta una serie di conoscenze e di organizzazione  per il collocamento dei latticini.

Hanno pensato tutto questo coloro che dicono che in Italia bisogna dare sviluppo alla zootecnia?

Cremona, dunque, è in Italia l'ambiente più adatto per ospitare la maggiore manifestazione dei bovini da latte.

Siamo arrivati alla  tredicesima edizione. E' naturale che varie esigenze ora si facciano vive. Nell'interesse comune conviene tenerle sempre in benevola considerazione queste esigenze, anche se, per regioni di vita, si debba attendere per superare il necessario periodo di transizione.

A mio avviso, l'interesse maggiore in qualunque manifestazione zootecnica è quello agricolo.

 

Il primo mercato nazionale del bestiame d'allevamento

In generale il mercato del  bestiame da allevamento, è, in Italia, disorganizzato; non esiste, per esempio, un controllo sui prezzi e quasi mai la richiesta è soddisfatta dall'offerta. Il problema si allarga e le speculazioni, evidentemente, aumentano quando la contrattazione avviene per il bestiame importato.

L'iniziativa dell'Associazione Italiana Allevatori, di concerto con l'Associazione Nazionale della Pezzata Nera, che ha la sua sede a Cremona, di indire, per la prima volta in Italia, un « Mercato nazionale del giovane bestiame femminile di razza Frisona Italiana», ha trovato vivissima approvazione negli ambienti qualificati italiani che vedono in questo mercato la prima spinta economica per normalizzare il mercato della compra-vendita del « bestiame da vita ». L'Associazione Italiana Allevatori ha esposto il programma al Ministero che ha con soddisfazione accettato di assegnare agli enti organizzatori un cospicuo contributo affinché la vendita del bestiame avvenga con prezzi calmieratori, sì da bilanciare, una volta per sempre, gli squilibri del mercato che tuttora si verificano. L'argomento è più importante di quanto sembri perchè molto spesso il bello e cattivo tempo viene regolato da un gruppo monopolistico che non sempre mira a raggiungere l'interesse della categoria, cioè degli agricoltori e degli allevatori.

Nel presente mercato l'iniziativa mira ad un duplice scopo: creare un mercato con capi di bestiame iscritti ai Libri Genealogici e, quindi, garantiti nel loro pregio; annullare l'iniziativa speculativa tra la richiesta e l'offerta. L'Associazione Italiana Allevatori, pur trovandosi in un periodo in cui gli acquisti sono praticamente chiusi, è riuscita a mettersi in contatto con gli enti acquirenti (Enti di Riforma, Federconsorzi, Consorzio Produttori Latte e con privati) in modo da assicurarsi la vendita di tutto il bestiame che verrà in Fiera e che si concreterà con oltre 200 capi provenienti dagli allevamenti più qualificati di Modena, Reggio Emilia, Milano, Cremona, Bergamo e Piacenza.

I contatti diretti con gli Enti acquirenti faciliterà enormemente l'allevatore e l'agricoltore i quali potranno avere dei capi di razza eletta a prezzo equo e corredato di tutte quelle garanzie che in altra sede non è possibile ottenere. Infatti, per la prima volta in Italia, gli acquisti saranno fatti con la consegna di un certificato che garantirà l'immunità del bestiame da t.b.c, dall'aborto e dall'afta. Mai, fino ad ogni, il bestiame acquistato sui normali mercati ha potuto avere queste assicurazioni.

Il bestiame contrattato sarà tutto di razza Frisona Italiana nato ed allevato in Italia. Il mercato, realizzato quest'anno a titolo di esperimento, potrà dare dei risultati inaspettati. L'Associazione Italiana Allevatori e l'Associazione Nazionale Frisona Italiana contano di raggiungere il massimo interesse degli ambienti specializzati e più qualificati per rendere, stabile e annuale questo merlato.

Una disciplina è ormai indispensabile se si vuole che l'andamento del mercato del bestiame da allevamento abbia una sua stabilizzazione ed è pure augurabile che l'instaurazione di questa iniziativa possa mettere a rispetto drastiche e giuste disposizioni intese ad impedire per esempio, la introduzione in massa di bestiame non controllato.

Vincenzo De Carolis

12 Settembre 2018