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Venerdì 14 Dicembre 2018

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9 ottobre 1960

Storia, folclore e leggende delle frazioni e dei sobborghi di Crema

Frazioni e sobborghi di Crema

San Bartolomeo ai Morti e la galleria di Villa Perfetta

San Bernardino e Castelnuovo, Villa Premoli e Villa Martini

San Michele

San Bartolomeo ai Morti e la galleria di Villa Perfetta
Anticamente, il borgo era situato molto più vicino di adesso alla cerchia delle mura;tra l’altro contava su di una chiesetta, dedicata appunto a San Bartolomeo, attorno a cui nel quindicesimo secolo si svolse una cruentissima battaglia tra i difensori ghibellini della città ed i veneziani a cui si erano uniti i guelfi cremaschi. La battagliasi risolse a favore degli attaccanti ed i morti vennero sepolti attorno al piccolo edificio sacro che prese il nome di San Bartolomeo ai Morti.

Nel 1509 il fiorente sobborgo venne però raso al suolo da Renzo da Ceri che volle così eliminare un possibile «punto di appoggio» per le truppe sforzesche del duca di Milano che stavano per attaccare la città.

Pochi anni dopo la vittoriosa conclusione di quella battaglia, San Bartolomeo risorse; il nuovo centro abitato venne però costruito molto più a valle dell'antico, sopra una lieve altura dell'isola Fulcheria; venne riedificata anche la chiesetta che prese il nome di «San Bartolomeo alle Ortaglie» a causa della sua ubicazione. Nel 1528 e nel 1630, Crema soggiacque a due grandi pestilenze, portate la prima dai lanzichenecchi del duca di Brunswich e la seconda da quelli di Wallenstein. La più tremenda delle calamità fu senz'altro quella del 1630 che così venne descritta da un storico dell'epoca: «Fu uno spettacolo tremendo il vedere condurre più e più volte ogni giorno con carrettoni, or quindici, or venti, or trenta e sino a quaranta appestati e morti fuori dalla città al luogo loro destinato, che fu alle ortaglie, vicino alla chiesa di San Bartolomeo». Fu così che il sobborgo riprese il suo primitivo nome e venne circondato dalla pietà di tutti gli abitanti di Crema i quali lo visitavano «chi per il padre o la madre, chi la moglie od il marito ed infine chi per il figlio o la figlia».

La chiesetta, che era costruita nel 1516, si stava intanto rivelando insufficiente; fu così che nel 1694 venivano poste le fondamenta del tempio attuale; l'edificio venne costruito con abbondanza di mezzi ed ebbe il privilegio di ospitare alcuni artistici dipinti dei pittori Barbelli, Piccinardi e Conti. Notevole anche la «pala d'altare» del piacentino Gaspare Landi, offerta dal nobile Stramezzi.

Il migliore edificio di 'San Bartolomeo ai Morti' è «Villa Perfetta» che è stata valorizzata dalla passione e dall'entusiasmo del dott. Stramezzi. «Villa Perfetta» custodisce una autentica galleria di opere d'arte che si onorano delle firme di Mosè Bianchi, del Fontanesi, del Ciardi e del cremasco Conti.

San Bernardino e Castelnuovo, Villa Premoli e Villa Martini
Bernardino degli Alpizzeschi, il santo che diede nome all'omonima frazione posta sulla strada statale per Brescia, venne canonizzato dal Pontefice Nicolò V nell'anno di grazia 1450. Il borgo esisteva comunque anche in precedenza ed era suddiviso in tre distinti villaggi: Sin Giovanni, San Pietro e Santo Spirito, le cui origini sono da ricercarsi nell'epoca della dominazioni longobarda sulla Valle Padana.
Il più antico di questi progenitori dell'attuale San Bernardino fu senz'altro il borgo di San Giovanni dove, otto secoli or sono, sorgevano dei «bellissimi edifici con dilettevoli ed ameni giardini». Fu in queste costruzioni che lo imperatore Federico Barbarossa fissò il suo quartier generale nei sei mesi abbondanti dello storico assedio degli anni 1159 e 1160 che doveva sfociare nella distruzione di Crema.

La chiesa ed il convento di San Bernardino, vennero costruiti nell'anno 1454 e furono un corollario dell'elevazione agli altari del Santo. Il monastero venne distrutto nel 1514 subito dopo la vittoriosa battaglia di Ombriano. La chiesa venne invece restaurata numerose volte, l'ultima delle quali nel 1899 quando, ad opera dell'architetto Girbajranti, venne anche edificato lo snello e caratteristico campanile che, anche ai giorni nostri, affianca il tempio.

San Bernardino raggruppa alcune località agresti di discreta importanza, quali «Cà delle mosche», « Garzile» e «Castelnuovo». Quest'ultimo, conosciuto anche col nome di «Quade», fino all'anno 1875 fu un Comune indipendente. In epoche più antiche, Castelnuovo era uno dei più. muniti propugnacoli periferici della fortezza cremasca.

La rocca, costruita verso la metà del quindicesimo secolo, venne poi distrutta dall'Esercito sforzesco nella campagna di guerra dei 1514. La chiesa di Castelnuovo (che, come quella dei «Morti», ha come titolare San Bartolomeo) venne costruita nel 1413 e rifatta quasi completamente nel 1708 per iniziativa del canonico Bremaschi. Nei pressi di Castelnuovo sorge una cappella chiamata dei «Morti del Serio»; nel 1841 in questo piccolo edificio vennero sepolti i corpi di due soldati ungheresi che, il 12 ottobre di quell'anno, vennero giustiziati per aver trucidato per futili motivi il loro comandante. San Bernardino ed i centri circostanti sono abitati da 3.700 persone e fino a 32 anni or sono formavano un Comune. Il territorio ospita due pregevoli costruzioni, «villa Premoli» e «villa Martini».

«Villa Premoli» è posta all'estremità di levante di San Bernardino e venne costruita dalla famiglia omonima in mezzo ad un invitante parco; l'edificio, che è del diciassettesimo secolo, si onora di molti affreschi del pittore cremasco Barbelli.

«Villa Martini» venne invece costruita sull'area che ospitava 500 anni or sono il monastero che ospitò nello scorso secolo numerose personalità, tra cui il maresciallo Radetscky e Carlo Alberto. A Castelnuovo è invece notevole la villa della famiglia Vailati.


(Una caratteristica veduta di Villa Premoli)

San Michele 
Gilberto da Camisano e la seconda fiera di merci e di bestiame
La chiesa di San Michele,  attorno a cui in epoche successive dovevano sorgere le abitazioni dell'antico sobborgo, venne costruita sul finire dell'undicesimo secolo da Gilberto dei conti di Camisano. L'umile ed antico edificio venne restaurato nei sedicesimo secolo ma fu abbattuto 200 anni dopo per far luogo all'attuale tempio.

Nei secoli andati, San Michele ebbe a godere di un lungo periodo, di prosperità e di fama grazie ad una grande fiera di merci e di bestiame che vi si teneva nel giorno del Santo patrono.  La prima edizione di questa fiera ebbe luogo nel 1450 grazie ad una concessione della Repubblica di Venezia; dà allora la manifestazione si tenne regolarmente ogni anno, fino al 1839 quando venne soppressa dal podestà di allora Silvio Benvenuti.

La fiera di San Michele fece registrare due edizioni che rimasero tragicamente scolpite nella memoria dei cremaschi: quella del 1623 e quella del 1697.

Nell'anno 1623, infatti, mentre le merci, le vettovaglie ed il bestiame occupavano diversi ettari di terreno, il fiume Serio in piena uscì dal suo letto causando danni enormi. Ecco come lo storico Canobio ebbe a descrivere quella grande calamità: «Per l'accrescimento notabilissimo del Serio, cagionato dalle piogge cadute particolarmente in bergamasca, ruinò nel bello della fiera il ponte del fiume, onde pericolarono molte persone e molte altre non poterono salvarsi: si videro tra l'altro annegarsi fanciulli e donne mentre il fiume, uscito dalle rive, sconvolgeva le botteghe di legno della fiera, rovinando le mercanzie ed annegando bevi e giovenche».

Terribile fu anche la disgrazia del 1697 quando, a causa di un violentissimo incendio scoppiato tra i baraccamenti, andarono distrutti ingenti quantitativi di merci per cui tutti i bottegai di Crema ebbero grandemente a soffrirne.

Ai giorni nostri la frazione di San Michele è formata da un buon numero di cascinali, tra cui le Brede, gli Angeli, la Torre, il Giardino e la Disciplina.

Fino all'anno 1875, San Michele faceva Comune a sé stante; contava circa 1.200 abitanti ed aveva il Municipio sistemato nell'attuale casa del parroco; passò poi sotto la giurisdizione amministrativa di Ripalta Cremasca finché nel 1928 ritornò sotto Crema.

08 Ottobre 2018