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Lunedì 19 Novembre 2018

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17 ottobre 1967

Castro non ha dubbi
Ernesto Che Guevara è morto

Ernesto Che Guevara è morto

Secondo il leader cubano è stato un disertore che ha permesso alle truppe boliviane di accerchiare e catturare il "Che" - Anche la polizia argentina ha identificato Guevara attraverso le impronte - Per trenta giorni a mezz'asta la bandiera cubana - Castro ha parlato per due ore con voce spesso emozionata e a tratti rotta dalla commozione

L'AVANA, 16. — Cuba ha iniziato oggi i tre giorni di lutto ufficiale per la morte di Ernesto Guevara Serna, il leggendario «Che» della rivoluzione castrista, disposti dal Consiglio dei Ministri. Per trenta giorni la bandiera cubana sarà tenuta a mezz'asta. La fine di Guevara è un duro colpo per i rivoluzionari latino-americani fautori della linea "dura", ossia della guerriglia. La sua scomparsa lascia aperta una serie di questioni relative all'avvenire nei movimenti rivoluzionari e di sinistra dell'America Latina.

Guevara era infatti il simbolo vivente dell'ala più radicale, quella che propugnava la guerriglia come mezzo di conquista del potere, e la sua morte è venuta in un momento delicato, che vede le sinistre latino-americane divise in due gruppi. I sostenitori della linea di Guevara e i moderati — fra questi i comunisti tradizionali — che caldeggiano mezzi più pacifici di lotta. Queste divergenze si cristallizzarono in agosto, alla conferenza di solidarietà latino-americana tenuta all'Avana. In quella occasione prevalsero i «duri» e Guevara fu eletto presidente onorario della conferenza.

La morte del «Che» e i rovesci che a quanto appare i guerriglieri hanno subito in Bolivia, con la pratica eliminazione dei loro fronti, scuotono la posizione dei fautori della linea dura. Per converso i «tradizionalisti» avranno modo, dicono gli osservatori, di dare impasto alle loro idee. Castro ha definito, nel discorso di due ore con il quale ha annunciato la morte di Guevara, un «forte e durissimo colpo» la scomparsa del «Che» ma ha soggiunto che essa non rallenterà il movimento rivoluzionario, il quale trarrà anzi ispirazione dall'esempio di Guevara. Possono avere eliminato fisicamente Ernesto Guevara, ha detto Castro, ma non potranno mai eliminare il suo esempio.

Nel discorso al popolo cubano — pronunciato con voce depressa ed emozionata, a tratti spezzata dalla commozione — Castro è stato esplicito nell'accusa all'esercito boliviano di aver assassinato Guevara dopo averlo fatto prigioniero. Si è avuta più di una volta la sensazione che il Primo ministro e primo segretario del partito comunista cubano non riuscisse a continuare. Fra lui e il medico argentino divenuto, ai tempi della guerriglia nella Sierra Maestra, il suo braccio destro e la mente del movimento erano emerse divergenze. Guevara era idealista, Castro più pragmatico. Ma nessuno ha mai dubitato dell'affetto personale fra i due.


HAVANA (Cuba) Primo piano del leader cubano Fidel Castro
durante il suo discorso alla nazione nel quale ha dichiarato che
«Che» Guevara è morto.


Nel suo discorso Castro ha subito detto che Ernesto Guevara, «uno dei più straordinari esempi che la storia abbia conosciuto di fedeltà alla rivoluzione, di coraggio, di integrità e di altruismo», è morto come annunciato dal Governo boliviano. Le prime fotografie autorizzavano alla perplessità, quelle poi giunte, e i dispacci, hanno permesso di giungere a una conclusione. Questa è stata dolorosa: «Abbiamo raggiunto» ha detto Castro «la convinzione assoluta che la notizia della morte di Che Guevara risponda ad amara verità». Si è anche atteso che la famiglia di Guevara dicesse qualcosa di preciso: «I familiari hanno trovato strano l'andamento delle cose, non hanno visto la salma». Ma non c'è dubbio.

Perché Guevara è finito in una situazione tragica? «Abbiamo qualche indicazione», ha detto Castro, «ma non possiamo essere categorici». Ha letto alcuni dispacci di agenzia, fra essi una notizia che parla di un guerrigliero disertore: «I disertori sono sempre stati un problema nella nostra lotta, un disertore è sempre un traditore quando finisce tra il nemico. La presenza di questo disertore spiega la grande mobilitazione dell'esercito boliviano». Il premier ha manifestato la speranza che la famiglia di Guevara non sia contrariata dalle sue dichiarazioni, che fanno cadere le speranze espresse dal padre e dal fratello del «Che». Quest'ultimo, l'avvocato Robert Guevara di Buenos Aires, tornato in Argentina dalla Bolivia ove non gli era stato possibile vedere il corpo del fratello aveva affermato iersera che si trattava di una «montatura» del Governo di La Paz, e che il guerrigliero ucciso non era Ernesto. Il Ministero degli Esteri argentino ha invece comunicato che i due esperti inviati dalla polizia in Bolivia hanno identificato il dottor Guevara dalle impronte del dito amputato dalle autorità boliviane.

Castro ha indicato nel diario trovato addosso a Guevara dai boliviani un elemento particolarmente probante: «I documenti mostrati dal Governo boliviano», ha detto, sono inconfondibilmente di Guevara nella grafia, e anche il contenuto, i pensieri, lo stile, la forma, la tipica reazione ai fatti sono quelli del Che».

Perché, ha chiesto Castro, Guevara è stato ucciso? E' stata la paura che l'esercito aveva di lui a indurre i militari ad assassinarlo subito dopo la cattura», e Guevara morto ha costituito però cagione di timore ancora più grande, «e così i suoi resti sono stati occultati, perché non ci possa essere santuario».

Guevara è morto: «Questa è la linea della rivoluzione, dobbiamo ammettere che egli non è più».

MICHAEL ARKUS

16 Ottobre 2018