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Domenica 16 Dicembre 2018

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9 novembre 1967

Il cremonese Zelioli Lanzini nuovo presidente del Senato

“Dobbiamo essere all'altezza della nostra gente” Auguri, Zelioli Lanzini

Il cremonese Zelioli Lanzini nuovo presidente del Senato

Al primo scrutinio con 145 voti (D.C. e P.S.U.) - Hanno votato a favore democristiani e socialisti - Per la prima volta un parlamentare cremonese alla presidenza del Senato - E' un «ragazzo del novantanove»

La vita di un avvocato di provincia

E’ un «ragazzo del novantanove»

Ennio Zelioli Lanzini è una  figura troppo nota in città per farne un ritratto. Basterà ricordare che, nella sua qualità di presidente del Consorzio provinciale per la lotta contro i tumori di Cremona e di presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori, è stato tra i primi ad interessarsi del nostro bene attrezzato centro fornendolo di tutto il materiale necessario ed assicurando all'ospedale la bomba al cobalto, una conquista della scienza rivolta alla cura preventiva dei tumori.

Zelioli Lanzini, per dedicarsi alla vita politica, ha abbandonato il suo avviatissimo studio di avvocato, carriera intrapresa nel 1921 quando prese la laurea all'Università di Pavia come alunno del Ghisleri in giurisprudenza. Dopo un periodo di praticantato nello studio dell'on. Cappi, compianto presidente della Corte Costituzionale, Zelioli Lanzini si dedicò agli organismi cattolici ed aderendo, sin dal 1919 al Partito Popolare fondato da don Sturzo e quindi alla Democrazia Cristiana. Militò nelle file dell'Azione Cattolica diocesana e nazionale; è stato vice presidente nazionale della FVCI, presidente lombardo della Gioventù Cattolica, presidente della Giunta diocesana e del consiglio centrale della Società S. Vincenzo de' Paoli.

Nato l’8 febbraio 1899 a San Giovanni in Croce, è uno di quei «ragazzi» del '99 che vennero chiamati a far la guerra dopo le disastrose vicende di Caporetto. Comandante sul Montello di un reparto zappatori si è guadagnato la croce di guerra e la medaglia di bronzo al valore militare.

Ritiratosi da ogni attività politica e pubblica dopo l'avvento del fascismo venne arrestato nel 1944 a Cremona perchè sospettato di cospirazione antitedesca. Faceva parte del movimento clandestino della Resistenza al quale apparteneva anche il figlio Bernardino, studente universitario, dottore «honoris causa», che morì il mattino del 26 aprile 1945 mentre i tedeschi stavano abbandonando la città. Bernardino Zelioli, assieme ad altri due giovanissimi, il cui sacrificio è ricordato in una lapida murata sul tempietto di S. Luca, è stato falciato da una sventagliata di mitraglia in corso Garibaldi assieme ai due compagni.

Al movimento clandestino Zelioli Lanzini prese parte collaborando attivamente con il collega avv. Ottorino Rizzi, insegnante di diritto all'Istituto Tecnico «Beltrami», esponente della Democrazia Cristiana e sindaco di Cremona dopo la morte del primo sindaco della Liberazione Gino Rossini. Quel 26 aprile mentre Bernardino cadeva sotto i colpi tedeschi in corso Garibaldi, il padre stava trattando con altri patrioti, a nome del CLN e dell'arcivescovo Cazzani, la resa delle truppe tedesche con il comandante della piazza.

Eletto presidente della Deputazione provinciale nel 1946, Zelioli Lanzini vi rimaneva fino al 1948 quando, nella prima legislatura repubblicana, fu eletto senatore per il collegio di Crema con 50.388 voti preferenziali. Venne riconfermato senatore nelle elezioni del giugno 1953 nello stesso collegio, partecipò al Gabinetto Segni dal 1955 al 1957 quale sottosegretario alla presidenza del Consiglio per la riforma burocratica. Ritornò per la terza volta ad occupare il posto di senatore nelle elezioni del 25 maggio 1958.

Ha fatto parte della Giunta delle elezioni e delle commissioni Giustizia, Autorizzazione a procedere, Igiene e Sanità; vice presidente del gruppo  parlamentare del Senato dal giugno 1958 al settembre 1960, Zelioli Lanzini venne eletto vice presidente del Senato, carica che ha sino ad oggi ricoperto.

Il sen. Zelioli Lanzini ha vivamente collaborato alle manifestazioni monteverdiane indette dal comitato cremonese per le celebrazioni nel quarto centenario. Ha sostenuto l'emissione del francobollo al grande musicista ed ha firmato i cenni biografici contenuti nel bollettino ufficiale che accompagnava l'emissione del francobollo.

08 Novembre 2018