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Domenica 16 Dicembre 2018

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11 novembre 1951

Evita Peron risponde al suoi critici

In questo articolo scritto nell'imminenza delle elezioni la consorte del Presidente argentino narra la storia della sua vita

Evita Peron risponde al suoi critici

I miei più severi critici dicono  che io sono «una donna superficiale, volgare, senza educazione. senza un vero amore per il mio Paese, indifferente alla giustizia sociale e senza un solo pensiero in testa».

Se questo giudizio fosse vero perchè, allora, mi sarei gettata con fanatismo nella lotta per il mio popolo e perchè avrei sacrificato la mia vita di questi ultimi anni? Fino da giovinetta io ho sempre agito guidata dall'impulso dei miei sentimenti. Quando guarda una persona la mia intuizione mi dice se posso o no fidarmi, se mi sarà utile per la realizzazione dei miei fini. E quando l'intuizione mi dice di fidarmi lo faccio senza riserve, completamente.

Ho sempre provato una profonda indignazione dinanzi ad ogni forma di ingiustizia. Fino all'età di 11 anni ho creduto che i poveri ed i ricchi dovessero esistere, per un ordine naturale allo stesso modo che in un campo cresce l'erba e s'innalzano gli alberi. Ma un giorno ho sentito un operaio che diceva: « ci sono i poveri perchè i ricchi sono troppo ricchi ». Queste parole hanno lasciato in me una profonda impressione.

PER LA PRIMA VOLTA A BUENOS AYRES

Nel paese, della mia infanzia i poveri erano in numero assai maggiore dei ricchi, ma io, ancora bambina, tentavo di convincermi che certamente ci dovevano essere altri lunghi al mondo in cui le cose erano differenti a Buenos Ayres. Mi accorsi subito che tutto non era proprio come avevo sognato: già alla periferia mi trovai dinanzi ad un impressionante spettacolo di miseria e inoltrandomi attraverso le strade dei centro dovetti convenire che anche la città aveva i suoi poveri e i suoi ricchi.

L'INCONTRO CON PERON E IL MATRIMONIO

Nella vita di ogni donna c'è almeno un giorno meraviglioso e il mio arrivò quando incontrai Peron. Io sono stata e sarò sempre fino alla morte una peronista.

Ci sposammo perchè ci amavamo e noi ci amavamo perchè ci eravamo votati alla stessa causa, alla quale siamo giunti per vie diverse. Peron perchè sapeva che cosa voleva, io per il presentimento che quella doveva essere la mia strada. In lui la spinta venne dall'intelligenza, in me dal cuore. Così egli fu il maestro ed i0 la discepola. Sicuro di se stesso io sono soltanto sicura di lui.

LA MIA MISSIONE

Peron fu eletto Presidente nel 1945. Dopo quattro mesi egli aveva elaborato il suo piano quinquennale, e in due anni egli diede l'indipendenza economica all'Argentina. Non è però fermato qui. sua preoccupazione costante è stata quella di esaudire i desideri del popolo, piccoli o grandi che fossero. Si voleva un nuovo Governo con idee e programmi nuovi come si voleva una grande squadra nazionale di calcio. Ma per raggiungere qualsiasi obiettivo era necessario che non si perdesse di vista un fatto basilare, che Peron ci doveva restare il Capo. Io mi sono assunta il compito di badare alle piccole cose. Ho voluto così semplicemente essere Evita l'intermediaria fra il popolo e Peron, tra il lavoratore e il Capo

LE MIE AMBIZIONI

Ho costruito case ed ospizi per i poveri ed ho voluto che queste costruzioni avessero tutti i conforti perchè ho sempre desiderato che sorgessero così. Ma un secolo di miseria non può essere dimenticato con un altro solo secolo di agiatezza.

La mia ambizione, o una delle mie ambizioni, è di trascorrere gli ultimi giorni della mia vita in uno dei miei ospizi per i vecchi. Ogni volta che visito uno di essi mi sento felice al pensiero che i miei vecchi sono nutriti, riscaldati. Le iniziative ed i programmi di rinnovamento sociale dei Paesi europei sono in gran parte freddi e senza fantasia. Chi li studia e li attua sono quasi sempre i ricchi e costoro quando si occupano dei poveri sono dei poveri pensatori.

IL MIO MAESTRO

Peron è un idealista più idealista di me stessa perchè anche in questo campo quello che so l'ho appreso da lui. Io sono stata sempre per natura portata alla vita pratica mentre egli è sempre stato un puro ed ogni cosa che Peron faccia ha l'impronta della purezza.

Non sono che una umile donna al servizio di un grande Paese. Dio mi ha scelta e posta accanto al Capo di un nuovo ordine e di un nuovo mondo. Perchè questa grande fortuna è toccata proprio a me? Io non lo so. La mia sola aspirazione è di portare ovunque la gioia del lavoro. Questa'è la mia vocazione. Questa è la mia missione.

Evita Peron

09 Novembre 2018