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Venerdì 22 Marzo 2019

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12 gennaio 1962

Uno valanga di ghiaccio e roccia ha sepolto vivi gli abitanti di alcuni paesi delle Ande peruviane

Valanga di ghiaccio in Perù

I morti sarebbero 3.100 – Il racconto di un medico che ha visto la montagna franare

LIMA, 11. — Il Perù è attonito, stordito per l'immane sciagura che si è abbattuta su alcuni paesi della provincia delle Ande, in una delle più belle regioni dal Paese, chiamata appunto la piccola Svizzera sud-americana». La morte è venuta dalle montagne, dai ghiacciai, è arrivata dall'alto e non ha avuto pietà par nessuno. Una gigantesca muraglia di ghiaccio, alta circa 15 metri e con una base della larghezza di quasi un chilometro, si è abbattuta nella tarda serata di ieri lungo i pendii del monte Huascaran, devastando alcuni villaggi di montagna comprendenti complessivamente 3100 abitanti.

Le squadre di soccorso, fatte giungere da tutte le parti e messe febbrilmente al lavoro, avevano, nelle prime ore di stamane, recuperato soltanto un corpo dalla terribile tomba di ghiaccio.

I pochi testimoni oculari scampati al disastro hanno detto che migliaia di tonnellate di ghiaccio, di roccia e di terra sono precipitate a valle sradicando interi boschi di eucalipti come se invece di alberi si fosse trattato di pagliuzze.

Il teatro della catastrofe è nelle Ande, ai piedi dei ghiacciai che si estendono per centinaia di chilometri, lungo la strada Lima-Reeuay-Huaras-Huyanca. In particolare sono stati colpiti i villaggi di queste due ultime località: esse sono situate nei pressi di uno dei ghiacciai più belli delle Ande, l’Huascaran, la cui vetta raggiunge i 6760 metri. La zona colpita dalla gigantesca valanga si trova a circa 3.000 metri sopra il livella del mare. La popolazione si dedica soprattutto all'agricoltura ed allo sfruttamento di giacimenti minerari.

Per raggiungere la regione in automobile da Lima occorrono otto ore. Per portare soccorso alla regione colpita è stato inviato anche un reggimento di fanteria. Due aerei sorvolano i luoghi al fine di determinare con esattezza la zona devastata dal cataclisma.

Il dott. Leoncio Guzman è stato una delle prime persone a riferire sul disastro. Il medico ha dichiarato che mentre stava rientrando in auto da Ranrahirea ad Haraz, ha visto staccarsi dalla montagna una grande massa di terra e ghiaccio. Egli ha allora accelerato nel disperato tentativo di raggiungere la propria casa prima della valanga. «Ero distante appena un miglio — ha continuato il dottore — ma non ho fatto in tempo. Sono tutti morti. Io stesso per poco non sono rimasto vittima della grande massa di ghiaccio, terra e fango che è caduta dalla montagna». Il medico deve la sua vita al fatto che egli esercita la sua attività a Huaraz sebbene risieda a Panrshirea. Quando si è verificata la frana egli si trovava nell'ospedale di Huaraz. La famiglia del medico è rimasta seppellita dalla frana. Pare che le cittadine o i villaggi investiti dalla frana siano sei.

14 Gennaio 2019