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Giovedì 21 Febbraio 2019

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8 febbraio 1962

OSTIANO. Le vecchie elementari crollano sotto i colpi del piccone

La storia di questo edificio e dei resti umani occupanti 15 camere sotterranee

OSTIANO. Le vecchie elementari crollano sotto i colpi del piccone

OSTIANO. febbraio. — Sono iniziati i lavori di demolizione delle ultime aule facenti parte del complesso degli edifici delle vecchie scuole elementari. Le operazioni di sgombero sono rese necessarie dall'urgenza di liberare da ogni intoppo l'area sulla quale sorgerà il terzo ed ultimo lotto di costruzioni che completerà la struttura del nuovo palazzo della scuola e darà un assetto definitivo alla zona di piazza Garibaldi. Riteniamo valga la pena, di portare a conoscenza degli ostianesi delle ultime generazioni le vicende attraverso le quali è passato l'edificio che sta per essere ridotto un cumulo di macerie, dopo che le alternanze storiche ne hanno deturpato le originarie caratteristiche annullando persino il ricordo del passato splendore. Allo scopo abbiamo attinto notizie presso l'inesauribile archivio del cav. Giuseppe Regonini, appassionato cultore della storia di Ostiano.

Occorrerà, per inquadrare nella giusta cornice il valore storico dell'edificio, risalire nel tempo sino al lontanissimo 1266 quando il primitivo raggruppamento abitato di Ostiano, situato in vicinanza dell’attuale chiesa della Pieve, venne distrutto in seguito ed avvenimenti bellici. Presentandosi la necessità della sua ricostruzione si preferì la località più alta della zona in prossimità della chiesa di S. Michele che, con l'estendersi del gruppo abitato intorno ad essa, verso il 1478 divenne e rimase poi la parrocchiale.

Non esistendo in quei tempi cimiteri veri e propri per la sepoltura dei morti, era usanza diffusa seppellirli nelle chiese (prelati e nobili) od in vicinanza di queste per cui si iniziò verso il 1500 ad inumare le salme vicino alla nuova parrocchiale e più precisamente nell'area ora occupata dall'edificio che si sta demolendo. Questo luogo venne denominato «cimitero delle quattro case» da quattro casupole basse e primitive che sorgevano nelle vicinanze. Aumentando con il passar degli anni la popolazione ed essendo l'area divenuta insufficiente, venne costruita verso il 1560, signore di Ostiano Vespasiano Gonzaga, una chiesa (il nostro edificio) con 15 camere sotterranee o cripte dove venivano inumati i cadaveri.  Da una nota manoscritta del notaio ostianese Luigi Masnari, raccoglitore e studioso di cose storiche, stralciamo: «...tra le diverse fabbriche che si vedono in Ostiano, non è da passarsi sotto silenzio, quella del Cimitero Coperto accanto alla Chiesa di S. Michele Arcangelo che è la Parrocchiale. Egli consiste internamente in un ottagono con dodici colonne che sorreggono una cepola quasi di forma rotonda e sotto vi era l'altare, e 15 camere sotterranee per la inumazione dei cadaveri: ma però presentemente è tenuto assai male dopo che si cessò di porvi le tumulazioni» (1813).

Nell'anno 1770 l'arciprete don Francesco Zanibelli otteneva dal governo (austriaco) il permesso di restaurare, mediante pubblica sottoscrizione, la vecchia chiesa sepoltura del cimitero coperto (così si denominava in quell'epoca) e si riprese a seppellirvi il 13 agosto 1771 denominando la costruzione «Cimitero Nuovo».

Nel 1787, il 13 ottobre, una ordinanza della Regia Imperiale Procura di Bozzolo faceva divieto al Parroco di inumare cadaveri nell'interno delle chiese man mano che si rendevano utilizzabili i nuovi cimiteri fuori dall'abitato che i Comuni dovevano costruire in ottemperanza delle nuove disposizioni governative.

Fu per questa ragione ed in questo periodo di tempo che tennero effettuate sepolture sul sagrato della chiesa, specialmente dei sacerdoti e delle persone di rango, come testimoniano le numerose lapidi tuttora incastrate nei muri della nostra parrocchiale.

Nel 1812 venne portata a compimento la costruzione del nuovo cimitero, per cui l'edificio di cui ci stiamo occupando rimase abbandonato ed inservibile per parecchi anni. (Si ritiene che la sua decadenza debba attribuirsi proprio a questo periodo di abbandono).

Nel 1855 si intravide la possibilità di utilizzare la costruzione trasformandola in scuole elementari (sino a quel tempo l'istruzione elementare veniva impartita in una casa, tra la canonica ed il cimitero stesso, di proprietà del Consorzio Poveri, tramutata poi in ricovero per le vecchine del paese, ricovero che tutt'ora conserva nella denominazione popolare il nome di «scuole») ma rimaneva da risolvere il grave problema dell'onorata sistemazione di tutti i resti umani che occupavano le 15 camere sotterranee, in tale quantità che si calcolò allora occorressero ben 40 carri con graticci per il loro trasporto.

Fu così deciso dal parroco di quel tempo, don Datteri, previo accordo con l'Autorità ecclesiastica, che, considerato che le camere ossari non venivano interessate dalle operazioni di adattamento, tutto rimanesse allo stato in cui si trovava, gli spazi rimasti vuoti venissero riempiti di terra, gli accessi sigillati definitivamente e tolti ogni scritta ed emblema funebre. Il 9 aprile 1862 a compimento dello smantellamento veniva celebrata una solenne funzione religiosa a suffragio di tutti i morti ivi sepolti. Dalla facciata dell'edificio furono asportati gli ornamenti del finestrone centrale chiuso da una robusta inferriata; dalle due porte laterali, ancora oggi visibili, vennero prelevati gli architravi nei quali erano scolpiti teschi con ossa incrociate e questo materiale fu utilizzato dal comune nella costruzione della facciata dei cimitero della Pieve. Nel 1952 gli archi superiori dei portali vennero recuperati dall'arciprete don Portioli dalla facciata in decadenza dell'abbandonato cimitero della Pieve e, dopo che il Comune concesse il suo nulla osta, collocati sulle nuove porte laterali della chiesa parrocchiale durante t restauri della facciata.

07 Febbraio 2019