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Domenica 24 Marzo 2019

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13 marzo 1955

i gioielli di Linda Christian e la stoffa che dura 30 volte più delle normali

i gioielli di Linda Christian e la stoffa che dura 30 volte più delle normali

Citata a processo Linda Christian per gioielli non pagati
NEW YORK, 12. — Il bel  mondo di New York e di Hollywood è stato messo a rumore dal caso della bella attrice Linda Christian che non vuole restituire i gioielli che le sono stati regalati da un suo ammiratore il quale si è dimenticato di non avere in banca la copertura per i 100 mila dollari che doveva ai gioielliere che glieli aveva venduti. Si attende con ansia il secondo round dell'incontro che si disputa nelle Corti della California e di New York a colpi di articoli, di paragrafi, di emendamenti aggiuntivi, di capoversi ad codice e di sottigliezze giurisprudenziali. La posta in gioco sono i gioielli regalati a Linda Christian da un suo ricco ammiratore, il 36enne Robert Enry Schlesinger, il quale non potè pagarli al gioielliere Van Cleef e Arpels, notissima ditta della Quinta strada. Il valore dei gioielli e di 132.500 dollari.

È difficile immaginare Schlesinger a corto di quattrini. Suo padre è un proprietario di miniere di ferro e di carbone dei Nilvaukee. Sua madre divorziata da Schlesinger nel 1921, dopo un breve matrimonio di minor conto, aveva sposato Arrison Williams, costruttore dell'Empire, il quale aveva alla sua morte una fortuna di 100 milioni di dollari. Il 90 per cento del quale, alla sua morte nel 1952, erano stati lasciati in eredità alla vedova, la madre di Schlesinger. La signora, il 7 gennaio si è sposata per la quarta volta. Il fortunato è il conte Albert Edward Bismarck, nipote dello statista prussiano Otto von Bismarck architetto di consistente fortuna.

Nonostante questa situazione economica in cui si trova la madre, di cui Robert Henry è il solo erede, sta di fatto che l'assegno consegnato ai gioiellieri Van Cleef ed Arpèls a pagamento dei gioielli che Schlesinger aveva scelto per farne omaggio a Linda Christian, è stato respinto dalla banca per insufficiente copertura. Era in altre parole un assegno a vuoto. Impossibilitati a farsi pagare Van Cleef e Arpeis si sono mossi per cercare di recuperare i loro gioielli. A questo punto si sono imbattuti nella risoluta opposizione di Linda. Questa, a quanto pubblica un giornale, si è fatta premura di spedire i gioielli nel Messico per evitarsi fastidi nel caso che i tribunali gli imponessero di restituirli, e si è lanciata nella causa con giovanile baldanza. Essa ha insistito sul punto che i gioielli erano un dono che essa aveva ricevuto: la questione del pagamento non la riguardava; interessava solo Van Cleef e Arpels da una parte e Schlesinger dall'altra.

Il primo round si è concluso con un successo della bella attrice. Il Tribunale, infatti, ha accolto la sua opposizione al sequestro preventivo, lasciando i preziosi in sua custodia. Alla Corte Linda ha dichiarato che non esistevano rapporti sentimentali tra lei e Schlesinger: «Il signor Schlesinger sa bene che, per quanto io sia separata da mio marito, sono sempre una donna sposata e non ho intenzioni di legarmi in legami romantici di alcun genere». Ha detto la Christian ai Giudici. Nessun commento è stato fatto su queste dichiarazioni da parte di Schlesinger a sua volta sposato e divorziato.

 

Scoperta una stoffa che dura trenta volte più delle normali
PARIGI, 12. — Un chimico  ungherese, Joseph Hajdu, ha organizzato al Palazzo dei Ghiaccio una sfilata di abiti, che potrebbe segnare una brutta data per i produttori e i negozianti di tessili di tutto il mondo: si tratta infatti di abiti confezionati con una stoffa che dura da due a trenta volte di più delle stoffe normali.

Hajdu afferma che con la stoffa da lui prodotta l'uniforme di un postino può tranquillamente sopravvivere al postino stesso, e che una comune camicia può durare una generazione. Hajdu ammette sorridendo di essere pervenuto alla sua scoperta puramente per errore. Fuggito dall'Ungheria prima della guerra a seguito delle leggi antisemite colà applicate sul modello di quella naziste, Hàjdu si rifugiò in Spagna, dove per la prima volta gli capitarono fra le mani delle calze di nylon di produzione americana. Gli spagnoli le avevano battezzate «le calze di cristallo». Egli non sapeva come le calze fossero state fabbricate: la parola «cristallo» gli fece però credere che si trattasse di un silicato, del tipo di quello che si adopera per fare l'asfalto, e gli venne perciò l'idea di adoperare appunto il silicato per produrre abiti più forti del normale. Dopo tre anni di ricerche Hajdu ritenne di avere trovato quello che cercava, e si fabbricò un abito con la stoffa sottoposta ai trattamento chimico da lui inventato. Egli indossa ancora quest'abito, e si ripromette di indossarlo fino alla fine dei suoi giorni.

12 Marzo 2019