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Lunedì 22 Aprile 2019

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12 aprile 1955

Ritrovate le vestigia delle mura della “Cataulada” dei bizantini

Presso le pietre, le tracce dell'incendio che i Longobardi appiccarono alla città nell'anno 603

Ritrovate le vestigia delle mura della “Cataulada” dei bizantini

Ieri mattina per tempo, è  stata fatta una di quelle scoperte che commuovono profondamente i cultori d'arte e di storia e che (non è fatto lusinghiero, ma bisogna registrano) lascia sovranamente indifferente tutto il resto della popolazione: in via Zara, quasi all'imbocco, cioè, di piazza Castello verso Corso Garibaldi, là ove sorgeva il «Matteotti», sono state finalmente trovate tracce sicure delle antiche mura bizantine, che si fanno risalire, press'a poco, al sesto secolo dell'era attuale.

Per rendersi conto dell'importanza della scoperta, basterà pensare che sino a ieri mattina, gli storici erano incerti sull'ubicazione di queste mura e sulla direzione del loro tracciato. Ugo Gualazzini, che a queste ricerche aveva dedicato anni di studi sapienti, era convinto che quelle mura dovessero essere proprio là ove sono state, infatti, trovate. E ne aveva parlato in alcune conferenze, ne aveva scritto su alcuni studi (fra cui, il più recente, quello compilato per incarico del Sindaco e che costituisce come una premessa alla realizzazione del nuovo piano regolatore) e pochi giorni or sono, con misteriose virtù quasi rabdomantiche, era arrivato ad affermare che scavando in quel determinato punto di via Zara, le mura avrebbero dovuto certamente essere ritrovate. Ed il ritrovamento, è stato effettuato dal prof. Giuseppe Pontiroli, il giovane, coltissimo ed entusiasta archeologo concittadino, ispettore all'antichità per la nostra città. Da alcuni giorni, egli assisteva al lavoro di sterratori che stavano scavando. Le treccie di mura, sono state ritrovate ad una profondità, di metri 4,66. Pontiroli non dice (con il suo senso pratico di archeologo e con la sua scrupolosità di studioso) che siano veramente i resti delle mura bizantine; egli si limita ad affermare che il muro è costruito «con mattoni sesquipedali romani» e che una grossa anfora granaria messa allo scoperto presso il muro, risale sicuramente ad epoche lontane.

La cautela, naturalmente, è doverosa per uno studioso; ma lo stesso professor Pontiroli, non esclude che possa trattarsi realmente d'elle mura della «Cataulada» bizantina, l'antico campo che sorgeva alla periferia di Cremona e che i longobardi distrussero nell'anno 603.

L'ipotesi è convalidata dal  fatto che il breve tratto di mura scoperto ieri (circa mezzo metro) reca non solo indubbie traccie di combustione, ma tutto intorno sono stati trovati tizzoni e carbone, il che sta ad indicare che si tratta di un incendio di vaste proporzioni, proprio quale quello degli inizi del settimo secolo dell'era cristiana, che gli storici ci hanno tramandato.

La scoperta ha un duplice valore, sia per se stessa (contribuirà a risolvere vari problemi di storia locale che finora erano basati su semplici induzioni o erano controversi) sia perchè la scoperta stessa era stata ipotizzata da Ugo Gualazzini, in base a studi assai approfonditi. Il ritrovamento, sta a dimostrare il fondamento di quegli studi ed il valore, quindi, degli antichi documenti che erano stati consultati.

09 Aprile 2019