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Venerdì 17 Agosto 2018

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21 aprile 1945

..sola contro tutti sventola la nostra bandiera senza che un suo lembo venga piegato.

..sola contro tutti sventola la nostra bandiera senza che un suo lembo venga piegato.

XXI aprile - Questa data che da tempo Mussolini ha prescelta per celebrare le glorie del lavoro, ha quest'anno un'impoTtanza particolare con la svolta rivoluzionaria della socializzazione. Mentre le forze coalizzate dell'odio tentano il supremo sforzo per distruggere le conquiste dei lavoratori e dei pensatori di Europa, la Repubblica Sociale Italiana riconferma i sacri diritti del suo popolo lavoratore, che in tut. te le contrade del mondo ha creato opere destinate all'eternità. In passato, il 21 aprile era una festa celebrata in concordia da tutti gli Italiani, che in quel giorno si soffermavano a meditare sulle' realizzazioni ottenute e sul cammino ancora da compiere. Soppressa la data anarchica del primo maggio, di pretto sapore comunista e perciò giudeo, l'Italia nuova faceva coincidere la celebrazione del lavoro con quella del Natale di Roma, perchè l'Urbe si era imposta al mondo con l'aratro e con la spada. Opere di pace e di guerra: cozzo vittorioso di eserciti, sì, ma anche fervore di opere e di costruzioni, che ancor oggi rim4ngono — e non solo in Europa — a testimoniare l'indistruttibile spirito creatore romano....


La maggioranza degli Italiani — negarlo sarebbe assurdo — accettò lu pace che gli aglo-americanì le avevano promessa. Il proclama di Alexander lanciato dagli aerei a Roma nel luglio del 1943, qualche giorno prima del feroce bombardamento della Capitale, era esplicito: « Noi Americani ed Inglesi veniamo come amici. Vogliamo liberarvi dalla tirannia fascista e permettere cosi alla vostra Nazione di avere il suo giusto posto fra le grandi Potenze ». Il Fascismo cadde e l'8 settembre l'armistizio fu concluso con 44 clausole segrete che ne a Londra né a Washington né a Roma si osa pubblicare tanto esse sono nefande, terribili. Se la massa del popolo fosse intelligente e non si facesse facilmente traviare e turlupinare dai venduti al nemico, avrebbe dovuto, a quest'ora, reagire energicamente 'di fronte al tradimento monarchico-militare ed al tradimento anglo-americano. Invece i figli degeneri della Patria, componenti le bande armate, sono ancora ligi agli ordini dello straniero, facendosi forti della vigliaccheria e dell'attendismo che imperversano nella moltitudine. Che importa se le colonie non saranno più nostre, se la Francia rivendicherà le sue pretese sulla Savoia e sull'isola d'Elba, se l'lstria, la Dalmazia, la Venezia Giulia e Trieste sono richieste da Tito, se le isole dell'Egeo e Pantelleria ci verranno tolte? Che importa se per decenni dovremo subire la schiavitù politica, morale, economica e 'finanziaria dei cosiddetti liberatori? Che importa se la stessa Italia di Bonomi, come serva, viene bandita da ogni consesso internazionale? ...
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20 Aprile 2018