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Giovedì 24 Agosto 2017

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CASALMAGGIORE

Gioco d'azzardo, piaga del Casalasco

Il Consorzio servizi sociali ha coordinato un progetto di recupero, quasi 1.500 i casi problematici

Gioco d'azzardo, piaga del Casalasco

Un giovane giocatore d'azzardo davanti a una slot machine

CASALMAGGIORE — Su una popolazione di circa 40mila abitanti, i giocatori d’azzardo residenti nel distretto casalasco, composto da 20 amministrazioni comunali, sarebbero 21.060. Quelli ‘problematici’ dai 507 ai 1482. Quelli ‘patologici’ dai 195 agli 858. La stima è stata fatta partendo dai dati di ricerche nazionali. Ed è proprio dalla consapevolezza della diffusione di questo flagello sociale che il Consorzio Casalasco Servizi Sociali, in collaborazione con i Comuni consorziati (singoli e in Unione: Casalmaggiore, Unione di Piadena e Drizzona, Cingia de’ Botti, Unione Palvareta Nova formata da San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, Voltido e San Martino del Lago), Scandolara Ravara, Calvatone, Torre de’ Picenardi, Ca’ d’Andrea, Casteldidone e Martignana Po), ha promosso l’adesione al bando regionale per il contrasto al gioco d’azzardo mediante la stesura di un progetto denominato ‘S-legami dal gioco’ (del costo di 73.480 euro, con la richiesta alla Regione Lombardia di 50mila euro).

 

Il capofila del progetto è il Comune di Gussola. Le azioni programmate sono distribuite su tre ambiti. Anzitutto, la formazione, nelle scuole, negli spazi di vita di anziani e sulla comunità: una azione formativa rivolta a studenti, insegnanti, anziani, volontari, amministratori e cittadini in genere. In secondo luogo, l’ascolto e l’orientamento, attraverso il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana e il consorzio Ethica per l’apertura di sportelli alla cittadinanza con possibilità di un numero verde dedicato per un primo spazio di accoglienza ed eventuale invio ai servizi specialisti Asl e ai servizi sociali comunali. Poi ‘Azioni no slot’: realizzazione di azioni per valorizzare i pubblici esercizi che non hanno apparecchiature per il gioco d’azzardo legalizzato. Si ipotizzano manifestazioni ludiche e sportive (gara di di calcetto, biliardino, beach volley) con squadre di bar/pubblici esercizi con annesso bando e premi in gioco (biliardino, tavolo da ping pong, libri), a cui possono partecipare solo gli esercizi che non hanno ‘macchinette’ varie al loro interno e che si impegnano a non inserirle per almeno un anno.

 

Nel progetto si dice che «riprendendo altri dati di contesto locale (fonte piano di intervento GAP dell’Asl di Cremona del 2014), il 38% della popolazione studentesca della provincia di Cremona ha praticato almeno una volta giochi in cui si puntano soldi. Il 68% degli studenti ha ‘giocato’ presso locali, il 33% in luoghi privati e circa il 17% in sale scommesse. Il gioco online è stato praticato dall’11% dei ragazzi». Dalla stessa Asl emerge che nel corso del 2013 quindici persone si sono rivolte al Sert di Casalmaggiore per effettuare un percorso psico-sociale finalizzato a risolvere il problema del gioco d’azzardo patologico. In fase di progettazione hanno aderito diversi soggetti del territorio, tra cui l’Asl, Santa Chiara, il Polo Romani, gli istituti comprensivi Diotti e Marconi di Casalmaggiore, di Piadena, di Gussola, il Forum Casalasco del terzo settore, il Cisvol, la Cri di Casalmaggiore e associazioni di volontariato.

26 Maggio 2015