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Sabato 19 Agosto 2017

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SABBIONETA

Sfratto per il centro studi Ermes

La comunicazione del presidente della Fondazione Isabella Gonzaga in consiglio comunale

Sfratto per il centro studi Ermes

Andrea Barsoni, presidente della Fondazione Isabella Gonzaga

SABBIONETA – E' partito nei giorni scorsi l'iter per lo sfratto esecutivo verso l'associazione 'Centro studi giovanile Ermes' di Mantova che ha in affitto alcuni locali dell'ex casa di riposo Serini della Fondazione Isabella Gonzaga e che ha un debito con quest'ultima di oltre 50mila euro.

A darne notizia è stato venerdì sera, davanti al consiglio comunale di Sabbioneta, il presidente della Fondazione Andrea Barsoni affiancato dal membro del consiglio di amministrazione Katja Avanzini. Barsoni, durante la lunga relazione, ha ripercorso la vicenda che ha portato la Fondazione ad affidare i locali ad Ermes, una scelta che le minoranze in consiglio hanno sempre contestato; anche venerdì non hanno mancato di sottolineare le loro previsioni negative su Ermes. “Lo scopo – ha spiegato Barsoni – era quello di permettere l'intervento sul tetto della struttura di cui si sarebbe fatto carico Ermes che è stata scelta perché aveva il progetto più accattivante e convincente. I rapporti – ha però ammesso – sono stati difficili fin da subito. Sono stati pagati solamente gli affitti di aprile maggio e giugno per 3mila e 750 euro più le utenze mentre da luglio sono stati revocati i contratti e staccate le utenze. Ermes vanta con noi crediti per 7mila e 500 euro di affitti e 45mila euro di cauzioni mai versate. A metà gennaio era stata inoltrata l'ingiunzione a pagare entro fine mese,la cosa che non è avvenuta e ciò ci permette di avviare lo sfratto esecutivo anche perché prima l'atto era stato bloccato essendo Sabbioneta paese terremotato”. In seguito è stato spiegato che la Fondazione, che ha affittato il ramo d'azienda della R.s.a alla cooperativa C.S.A. di Mantova, ha chiuso il bilancio 2011 con un passivo di 55mila euro circa, ha 9 dipendenti e oggi gestisce solo la comunità alloggio che ospita 7 ragazze under 18, numero limite per non avere un bilancio non in sofferenza. “Per il futuro – ha proseguito Avanzini – il progetto è di aumentare i servizi per offrire interventi in continuità grazie agli alloggi in autonomia che sono una sorta di appartamenti protetti per ragazze dai 18 ai 21 anni oppure madri sole con figli. Si tratterebbe di recuperare gli spazi adiacenti alla comunità (verso la chiesa) e per reperire le risorse si sta ipotizzando l'alienazione di alcuni fondi agricoli di cui si posseggono 22mila metri quadrati e l'ex stamperia dove sono arrivate due manifestazioni d'interesse all'acquisto”.

 

17 Febbraio 2013