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Lunedì 29 Agosto 2016

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CASALMAGGIORE

Rifiuti, voragine di insoluti

Quasi 700mila euro di tasse non versate dal 2006 al 2011. Il Comune costretto ad aumentare la Tari

Rifiuti, voragine di insoluti

CASALMAGGIORE — Nonostante le percentuali di raccolta differenziata continuino ad aumentare e i rifiuti complessivamente raccolti diminuiscano, l’amministrazione comunale si troverà costretta ad aumentare del 4,08 per cento la Tari, Tassa rifiuti, a causa, soprattutto, della notevole mole di insoluti presente. La questione, che verrà descritta dall’assessore al Bilancio Marco Poli, sarà affrontata domani sera in consiglio comunale con l’approvazione del piano finanziario e delle tariffe Tari 2016, adempimento cui il Comune è chiamato ogni anno per ottenere la copertura dell’intero costo del servizio.
Dall’analisi dei dati emerge che i quantitativi di rifiuti (tra assimilabili e raccolte differenziate) raccolti nel 2015 ammontano complessivamente a 10.219,820 tonnellate, in diminuzione rispetto all’anno precedente (10.338,154 nel 2014). Lo scorso anno, al secondo anno di raccolta puntuale del secco, sopo la netta diminuzione degli indifferenziati durante il 2014, c’è stato un ulteriore calo, poiché i cittadini con questo sistema sono stimolati a differenziare maggiormente i loro rifiuti. La stessa raccolta differenziata è arrivata al 79 per cento. Eppure la Tari aumenta. Perché?
Il piano finanziario deve tenere conto degli insoluti: tra il 2006 e il 2011 ammontano a 694mila euro. Somme consistenti che inevitabilmente finiscono per ‘trascinarsi’ nei piani finanziari. L’origine di questo problema è data, nella misura più rilevante, dai mancati pagamenti di aziende in difficoltà o addirittura fallite. Una volta decretata la chiusura delle ditte in questione, recuperare i soldi è impresa assai ardua. Poi ci sono da considerare anche le utenze private ‘morose’. Casalasca servizi dal 2015 effettua accertamenti e riscossioni insieme alla ‘Cosea’: ma la questione resta. A livello di cifre, è da ricordare che i costi fissi, nell’ambito della ‘partita rifiuti’, incidono per il 76 per cento, mentre quelli variabili per il 24. Le utenze domestiche rappresentano il 47 per cento, quelle non domestiche il 53. Il piano finanziario in approvazione prevede dei perfezionamenti sui meccanismi per la determinazione delle tariffe. L’importo che ogni utente deve pagare, com’è noto, tiene conto, oltre che della superficie dell’immobile, anche del numero dei componenti del nucleo familiare (per le utenze domestiche) e di coefficienti di produzione specifici dell’attività svolta (per le attività). A Casalmaggiore, dove vige un sistema di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, una parte della tariffa viene attribuita in base alla reale quantità di rifiuto secco prodotta da ogni utente: la tariffa corrispettivo (determinato in 0,16 euro al chilo). 

02 Marzo 2016

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