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Lunedì 27 Febbraio 2017

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SOLAROLO RAINERIO. LA STORIA

'Viva la vita', Luca ha vinto la sua battaglia

A 19 anni una diagnosi terribile, le cure e le ricadute fino alla guarigione. Ora il giovane celebra il ritorno alla normalità

'Viva la vita', Luca ha vinto la sua battaglia

Luca con la fidanzata Elena

SOLAROLO RAINERIO - 20 gennaio 2014. La risonanza è una doccia fredda e amputa la felicità di Luca Tironi, classe ‘95, studente liceale all’ultimo anno. A bussare alla porta di Luca, di Solarolo Rainerio, oggi studente di Astronomia a Padova, il linfoma di Hodgkin. È partito tutto da un dolore al fianco, avvertito durante un allenamento di atletica. «Se chiudo gli occhi — racconta Luca — rivedo tutto. Dalla faccia preoccupata del medico che ha guardato la tac, alle sue prime parole: «Questa massa bianca a ridosso del polmone non dovrebbe esserci. Chiama i genitori e fatti portare d’urgenza in ospedale, io allerto il pronto soccorso». Una sequenza di minuti di tensione, le immagini a flash di quel 20 gennaio che gli avrebbe cambiato la vita. Tua sorella è compatibile al 100% con il tuo midollo. Giulia, 21 anni, sarebbe diventata la mia donatrice, e mi avrebbe salvato la vita». Il 25 gennaio a Milano, il trapianto gli ha permesso di continuare a sorridere. «La cosa incredibile è che di solito sono gli eroi che salvano la vita alle persone. Il giorno del trapianto ho capito che per diventare eroi non serve indossare un mantello rosso, basta un piccolo gesto. Ciò che ci rende eroi è ciò che decidiamo di fare del dono più grande ricevuto: la vita. Mia sorella è unica anche perché il suo midollo è compatibile con un individuo ogni 10mila. La cosa che la rende eroe è il fatto che il suo midollo, ora, è nel mio corpo, perché io sono quell’uno ogni 10mila, un po’ sfortunato nella salute, ma fortunato perché grazie a quel dono posso vivere». Un messaggio indelebile che diventa monito: «Viva la vita, ma soprattutto viva chi dona la vita». Tre anni di battaglie, vittorie e ricadute, fino al trapianto di midollo ricevuto dalla sorella. 

La malattia di Luca è diventata un progetto. Un diario attraverso cui il 21enne ha deciso di raccontare il tumore. «La mia reazione alla diagnosi del linfoma che voleva portarmi via tutto — racconta Luca — è stata mettermi a fare video, per raccontare come la malattia mi abbia fatto crescere e continuare a vivere». Così nasce il ‘Re Leone’, un progetto che tra Facebook e YouTube conta centinaia di seguaci e migliaia di click.

«Una delle cose che la malattia mi ha fatto capire, è che la miglior cura, per me, è il fare, il creare qualcosa di nuovo con la prospettiva della condivisione. È questo il motivo per cui tra una seduta di chemioterapia e l’altra ho ripreso a fare origami complessi, che spesso richiedono anche sei o sette ore di lavoro e non pochi momenti di difficoltà in cui vorresti mollare tutto».

Un piccolo manufatto di carta colorata diventa un dono per i tanti amici che sono stati in ospedale a fare visita a Luca durante i tre ricoveri. «Così ho trovato la giusta leggerezza con cui affrontare la vita, anche quando ero completamente solo. Leggerezza, però, non significa superficialità, ma spensieratezza, che mi porta ogni giorno ad amare sempre di più la vita. Non importa cosa accada».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

12 Febbraio 2017

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