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Sabato 22 Settembre 2018

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Casalmaggiore

Raccolta differenziata record: 82,9 %

Crollo verticale nello smaltimento di monitor. Non si cambia più il televisore perché non ce lo si può permettere a causa della crisi

Raccolta differenziata record: 82,9 %

Claudio Silla e Gianni Todeschini

CASALMAGGIORE — Raccolta differenziata: è record per Casalmaggiore. Secondo il riepilogo dei dati della Casalasca Servizi Spa, la società partecipata dai Comuni (Casalmaggiore ha il 51% delle azioni), nel 2012 il capoluogo casalasco ha raggiunto l’82,9 per cento.Manca ancora un po’ ai ‘rifiuti zero’ che propongono ambientalisti e grillini, ma il sindaco Claudio Silla e il presidente di Casalasca Gianni Todeschini sono moderatamente soddisfatti: "Il sistema porta a porta, pur con qualche problema (l’inciviltà dell’abbandono dei sacchetti sull’argine e nei fossi, ad esempio), ormai è consolidato e questo incide sulla crescita delle percentuali". 

La raccolta differenziata è in aumento e negli ultimi due anni si registra una diminuzione dei rifiuti prodotti. Diversi gli elementi che portano a questi risultati. Sicuramente c’è un miglioramento del servizio, che però viaggia in parallelo, da un lato, con il raffreddamento dei consumi delle famiglie e, dall’altro, con la crisi produttiva che coinvolge le aziende». Basta guardare ai numeri per capire. Non sempre ci si trova di fronte ad aride e noiose cifre. A volte i numeri ‘parlano’. E cosa dicono? Ad esempio, che la crisi si fa sentire. Di più: nonostante sia partita nel 2008, l’annus horribilis sembra proprio quello che ci siamo lasciati alle spalle, il 2012. Significativi i dati relativi allo smaltimento di televisori e monitor: oltre 55mila chilogrammi nel 2010 (picco massimo), scesi a 34.578 nel 2011, crollati a 4.230 chili l’anno scorso. Fatta la tara con un eventuale incremento di comportamenti incivili, quali l’abbandono di questi rifiuti in campagna, l’indicazione è comunque precisa: non si sostituisce più il vecchio televisore con il nuovo perché non ce lo si può permettere. 

Lo stesso discorso vale per altre tipologie di beni di consumo come gli pneumatici o il materiale elettronico e i grandi elettrodomestici: dai picchi massimi di smaltimento raggiunti nel 2009-2010 i quantitativi nel 2012 sono ridotti a un terzo.

30 Marzo 2013