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Sabato 17 Novembre 2018

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Casalmaggiore

Caso mensa, il sindaco Claudio Silla: 'Ci vuole senso della misura'

Replica del capo dell'amministrazione alla commissione

Caso mensa, il sindaco Claudio Silla: 'Ci vuole senso della misura'

Il sindaco Claudio Silla

CASALMAGGIORE — «E’ singolare che debba apprendere dagli organi di stampa di questa presa di posizione della commissione, la quale, nella sua stessa nota, afferma di agire secondo le regole». Il sindaco Claudio Silla, da noi contattato sabato a mezzogiorno per una eventuale replica, è caduto dalle nuvole. Dopo una veloce telefonata di verifica, Silla ha confermato che «anche la dirigente scolastica non ne sa nulla. Evidentemente la preoccupazione della commissione è più di apparire e giustificare se stessa sulla stampa che non di rapportarsi con chi di dovere per migliorare il servizio». 

A proposito di quest’ultimo, il primo cittadino ricorda che «il Comune non è obbligato a fornire la mensa, ma lo fa, sopportando una responsabilità e uno sforzo economico notevole. Ci si guardi intorno: non sono tanti i Comuni che danno un servizio come quello di Casalmaggiore, che consente di portare avanti un progetto di scuola a tempo pieno a beneficio di tutte le famiglie». In effetti sarebbe assai più facile ‘esternalizzare’ oppure abolire il servizio: «Si vuole più qualità? Senza mensa i figli mangerebbero a casa, con tutta la qualità che si vuole. E la scuola direbbe addio al tempo pieno. Cosa ne penserebbero le famiglie di un simile scenario? Appare evidente che qualcuno, anche in buona fede, non abbia ben presente cosa comporta gestire 1000 pasti al giorno. Si vuole qualità, varietà, che quando c’era però registrava lo spreco di gran quantità di cibo, il bio, la stagionalità, la filiera corta. Io voglio pasti dignitosi e a un prezzo sostenibile. Poi, si può sempre migliorare, ma serve senso della misura». 

E quei vermi? «Il primo, di 5 centimetri, non era sicuramente di natura alimentare. Il secondo, un vermetto, era nell’insalata ‘Iceberg’ suggerita dalla commissione poichè la ‘Milano’ era troppo amara. E’ forse colpa della commissione se c’era l’intruso? Comunque, dopo il caso, siamo tornati alla Milano». La commissione sostiene di essere già istituzionalizzata. «E’ nata su base volontaristica nel 2011/12. Prendo tanto seriamente la questione che porterò in Consiglio comunale la sua regolamentazione: i genitori si eleggeranno tra loro e i componenti frequenteranno i corsi dell’Asl».

28 Aprile 2013