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Blitz della Polizia

Favoriva l'ingresso di clandestini: arrestata coppia di Casalmaggiore. Alla moglie concessi i 'domiciliari'

Originari del Marocco solo nel 2011 avevano avanzato richieste per l'assunzione di più di 120 connazionali. La donna confessa e collabora con gli inquirenti

Favoriva l'ingresso di clandestini: arrestata coppia di Casalmaggiore. Alla moglie concessi i 'domiciliari'

CASALMAGGIORE - Sono stati concessi gli arresti domiciliari a R. Z., la 49enne marocchina d’origine, ma cittadina italiana residente a Casalmaggiore, arrestata lunedì 29 aprile, con l'accusa di aver favorito l'ingresso in Italia di circa 120 stranieri mediante l’illecito utilizzo della procedura per la concessione dei nulla osta al lavoro subordinato e stagionale. Nell'interrogatorio, avvenuto ieri, la donna ha reso piena confessione, collaborando con gli inquirenti. La 49enne ha anche quattro figli, di cui due minorenni, per cui il magistrato ha deciso di  'mitigare' la misura cautelare. resta invece in carcere a Cremona il marito A.N.

Approfondimenti nell'edizione del giornale in edicola venerdì 3 maggio

 

IL BLITZ DELLA POLIZIA

CASALMAGGIORE - La Polizia di Mantova ha arrestato nella mattina di lunedì 29 aprile sette persone, tra cui due avvocati italiani, accusate di aver favorito l'ingresso in Italia di circa 250 stranieri mediante l'illecito utilizzo della procedura per la concessione dei nulla osta al lavoro subordinato e stagionale in cambio di cospicue somme di denaro. Alcuni degli arrestati, titolari di cooperative,individuavano extracomunitari che desideravano venire in Italia facendosi pagare somme dai 4 ai 7mila euro. Tra gli arrestati marito e moglie originari del Marocco e residenti a Casalmaggiore che solo nel 2011 avevano avanzato richieste per l'assunzione di più di 120 connazionali.

In manette anche un commercialista di Milano che forniva agli altri arrestati falsi contratti di affitto di fondi agricoli e di appalto per la realizzazione di opere in agricoltura. Documenti che servivano per giustificare la necessità di manodopera e che venivano puntualmente prodotti agli uffici competenti da una avvocatessa (arrestata) del foro di Mantova. 

Stesso provvedimento anche nei confronti di un agricoltore mantovano che, dietro compenso, era disponibile a richiedere manodopera residente all'estero senza poi assumerla.  

02 Maggio 2013