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Venerdì 27 Aprile 2018

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Sabbioneta

Ordinanza antinutrie, ko dal Tar di Brescia

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso dell’associazione vittime della caccia e della Lac Lega per l’abolizione della caccia

Ordinanza antinutrie, ko dal Tar di Brescia

I danni lungo i fossi provocati dalle nutrie

SABBIONETA — Il ricorso dell’associazione vittime della caccia e della Lac Lega per l’abolizione della caccia contro l’ordinanza sindacale che autorizzava l’abbattimento delle nutrie con il fucile è andato a buon fine: il tar di Brescia, infatti, ha annullato il provvedimento firmato dal sindaco Marco Aroldi del 7 febbraio scorso. In più, il Comune ora dovrà pagare anche le spese legali per 2mila euro oltre agli accessori di legge. Insomma, una sconfitta su tutta la linea anche se l’ordinanza era stata parecchio curata e «motivata». In particolare, si sottolineava la necessità di «tutela della sicurezza stradale, dell’incolumità pubblica e del patrimonio storico artistico all’interno del centro urbano»; ciò a fronte di un piano provinciale di contenimento delle nutrie ritenuto insufficiente «con conseguenti effetti negativi nelle strutture stradali e della sicurezza stradale nonché sul patrimonio storico artistico». 

Diverse, peraltro, le segnalazioni di agricoltori che lamentavano «la presenza di numerose colonie di nutrie che danneggiano le sponde di contenimento dei fossati e che dette colonie non vengono contenute nemmeno con la posa di reti metalliche che vengono regolarmente superate sia mezzo tane o aggirate».

Tutto ciò non è bastato al tar che ha deciso che in materia deve essere la Provincia e non i Comuni ad occuparsi della materia.

CASALMAGGIORE  — Il vicino Comune di Casalmaggiore si è invece ‘salvato’ dalla condanna, ma al prezzo di revocare l’ordinanza emessa nelle scorse settimane per autorizzare le squadre dei cacciatori a sparare alle nutrie. Una soluzione ‘in corner’ che non piace per nulla al primo cittadino Claudio Silla: «In pratica sono stato obbligato. Mi permetto però di non condividere per nulla questo orientamento dei giudici amministrativi. Evidentemente non si conosce la reale portata e gravità del problema».

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10 Maggio 2013