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Giovedì 19 Luglio 2018

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Casalmaggiore

Zanzara tigre, ecco le zone a rischio

Il Comune vara un piano per contrastare la diffusione del temibile insetto

Zanzara tigre, ecco le zone a rischio

CASALMAGGIORE - La zona Baslenga, i giardini del Polo Romani, il quartiere Coparde e via Mincio sono le zone cittadine a più massiccia presenza di zanzare tigre. Il dato è emerso nel corso della conferenza stampa indetta dal Comune per il pomeriggio di giovedì in sala consiliare. Il sindaco Claudio Silla, come avviene da alcuni anni (anche in altri Comuni) ha emesso una apposita ordinanza per contrastare il temibile insetto.

Oltre al primo cittadino, Bruna Masseroni, direttore del distretto Asl di Casalmaggiore, Milena Vignali, dirigente medico della Prevenzione medica Asl, Gabriele Panena, del Consorzio Forestale Padano e Uber Ferrari, capo settore Servizio Ambiente del Comune.

Nel provvedimento, si invitano i cittadini ad effettuare semplici operazioni. Ad esempio procedere allo svuotamento dell'eventuale acqua contenuta in contenitori e alla loro sistemazione in modo da evitare accumuli idrici a seguito di pioggia. Diversamente, occorre procedere alla loro chiusura mediante rete zanzariera o coperchio a tenuta o allo svuotamento giornaliero, con divieto di immissione dell'acqua nei tombini. L'invito è anche a trattare l'acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, ricorrendo a prodotti di sicura efficacia larvicida. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta; indipendentemente dalla periodicità il trattamento è praticato dopo ogni pioggia. 

Bisogna tenere sgombri i cortili e le aree da erbacce, sterpi e rifiuti di ogni genere, in modo da impedire lo scarico di immondizie e di altri rifiuti e sistemandoli inoltre in modo da evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza; provvedere nei cortili e nei terreni scoperti dei centri abitati e nelle aree ad essi confinanti incolte od improduttive, al taglio periodico dell'erba; adottare tutti i provvedimenti efficaci a evitare che i materiali stoccati permettano il formarsi di raccolte d'acqua, quali ad esempio lo stoccaggio dei materiali al coperto, oppure la loro sistemazione all'aperto ma con copertura tramite telo impermeabile fissato e ben teso onde impedire raccolte d'acqua in pieghe ed avvallamenti, oppure svuotamento delle raccolte idriche dopo ogni pioggia.

Altri consigli-provvedimenti: nei riguardi dei materiali stoccati all'aperto, effettuare trattamenti di disinfestazione dei potenziali focolai larvali da praticare entro 5 giorni da ogni precipitazione atmosferica. 

16 Maggio 2013