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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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CASALMAGGIORE

Furto alla Marcegaglia, "il custode era basista e 'boss' della situazione"

Parla il capitano Cristiano Spadano, comandante della Compagnia carabinieri casalese. Intanto tre della banda sono in carcere, due ai domiciliari, uno (incensurato) è già libero

Furto alla Marcegaglia, "il custode era basista e 'boss' della situazione"

Lo stabilimento Marcegaglia visto dall'alto

AGGIORNAMENTO DELLE 8 E 40 DI MERCOLEDI' 22 MAGGIO
CASALMAGGIORE — La notizia dei sei arresti per il tentato colpo di domenica scorsa all’interno dello stabilimento Marcegaglia ha suscitato parecchio sconcerto in città. A colpire, soprattutto, la vicenda del basista casalese: il custode della ditta — A.V., nato nel 1964 — è persona conosciuta e non ci si capacita di come possa essere arrivato ad essere coinvolto in una ‘disavventura’ del genere. «Il magistrato ha senz’altro considerato la parte attiva svolta dal basista — spiega il capitano Cristiano Spadano, comandante della Compagnia dei carabinieri di Casalmaggiore —. Alla fine è risultato lui il ‘boss’ della situazione, per cui gli è stata riservata la stessa pena dei due calabresi che avevano nella fedina penale precedenti specifici».
AGGIORNAMENTO DELLE 9.40 DI MARTEDì 21 MAGGIO
CASALMAGGIORE — «Da tempo ‘sentivo’ che c’era qualcosa che non quadrava, avevo dubbi, sospetti e raccolto indizi. Domenica, per una serie di coincidenze, lo stabilimento era particolarmente sguarnito di personale, per cui ho deciso di venire a fare un giro. E i miei timori, purtroppo, hanno trovato conferma». Parole dell’ingegner Roberto Ferrari, direttore dell’unità produttiva casalese all'interno della quale, grazie al suo intervento, è stato sventato un furto di materiale ferroso e sono state arrestate sei persone, compreso il basista della banda che poi era lo stesso custode dell'azienda. «C’erano — continua Ferreri — delle situazioni strane. Tre settimane fa abbiamo presentato denuncia perché era sparito un quantitativo di metallo duro. Mettendo insieme i diversi indizi, alla fine abbiamo ottenuto la prova». Lo stesso Ferrari ha contribuito all'arresto piazzando la sua auto di traverso dietro i mezzi dei malviventi, che hanno ammesso gli addebiti e patteggiato nel processo per direttissima, e togliendo le chiavi dal cruscotto onde impedire la fuga.
Approfondimenti nell'edizione cartacea del giornale in edicola martedì 21 maggio

AGGIORNAMENTO DELLE 18 DI LUNEDì 20 MAGGIO
CASALMAGGIORE  - Si è svolto dalle 14 fin 1quasi alle 16 il processo per direttissima nei confronti della 'banda del ferro' arrestata domenica nel tardo pomeriggio mentre tentava di compiere un furto di metalli all'interno dello stabilimento Marcegaglia
I sei uomini erano difesi dall’avvocato Raffaella Parisi: tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno patteggiato (il reato è stato derubricato in tentato furto) pene comprese tra un anno e mezzo e due anni. Il giudice Pierpaolo Beluzzi ha condannato D.A., classe 1971, D.A., classe 1970, e A.V., classe 1964 di Casalmaggiore (il basista della banda, custode dello stabilimento, dove abita con la famiglia), a un anno e sei mesi di carcere. Andranno invece agli arresti domiciliari V. T., classe 1983, e A. B., classe 1981. Convalida dell’arresto, ma scarcerazione, invece, per L. S., classe 1989, che, secondo quanto detto dal difensore, è l’unico incensurato.
CASALMAGGIORE  - I carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, sei perone mentre cercavano di rubare allo stabilimento Marcegaglia di via Vanoni. Il fatto risale alla tarda serata di ieri. I fermati sono trattenuti nella camera di sicurezza della caserma di via Cavour in attesa del processo per direttissima. 

Nella serata di domenica 19 maggio, militari del nucleo operativo Radiomobile della compagnia carabinieri di Casalmaggiore, coadiuvato da militari della stazione di Rivarolo del Re, hanno arrestato in flagranza 6 persone, per furto aggravato in concorso. La banda nel pomeriggio di ieri, grazie alla complicità di V.A. (anch’egli tra gli arrestati), custode dello stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore, si era introdotta all’interno dell'azienda con due autovetture ed un camion Iveco con l'obiettivo di asportare materiale ferroso di vario genere.  I malviventi speravano di approfittare dell’assenza di personale e di controlli all’interno della ditta, così da poter effettuare con tutta calma il carico di numerose lastre di metallo di cospicuo valore commerciale (difatti, avevano al seguito anche bibite e panini, prevedendo quindi svariate ore di lavoro con tanto di “pausa merenda”).  Il gruppo però, è stato colto con le mani del sacco proprio dal responsabile di stabilimento, l'ing. Roberto Ferrari che, contrariamente alle sue abitudini, si è presentato presso lo stabilimento nel tardo pomeriggio di ieri per sopraggiunte esigenze lavorative. Il direttore ha prontamente richiesto l’intervento dei carabinieri, cercando al contempo di impedire la fuga dei sei, bloccando la via di uscita dei veicoli con la propria auto. Al sopraggiungere dei carabinieri, solo due dei sei  hanno cercato si fuggire a piedi senza successo, mentre gli altri si sono consegnati, senza resistenza alcuna, alle forze dell’ordine. Una volta trasportati in caserma, hanno tutti ammesso i loro addebiti e sono stati perciò tratti in arresto e trattenuti – su disposizione del Pubblico ministero Fabio Saponara - presso le camere di sicurezza di Casalmaggiore, Gussola e Cremona in attesa del giudizio in direttissima previsto per la mattinata di oggi.

 Ad esclusione di V.A. cl. ’64 di Casalmaggiore, gli altri presentano tutti precedenti penali per reati dello stesso genere (A.D. cl. ’71 di Taurianova, A.D. cl. ‘70 di Gioia Tauro, S.L. cl. ’89 di Siracusa, T.V. cl.’83 dio Gioia Tauro e B. A. cl.’81 di Gioia Tauro) e risultano tutti dimoranti nella provincia di Parma.

La merce asportata, stimata in svariate migliaia di euro, è stata restituita al legittimo proprietario e i veicoli in uso ai malfattori (camion Iveco, audi A3 e fiat Idea) sono stati posti sotto sequestro.

 

 

22 Maggio 2013