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Mercoledì 25 Aprile 2018

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Casalmaggiore

'Rivoluzione' all'ospedale Oglio Po

Cambia il pronto soccorso. Istituzione di un'area chirurgica aperta 7 giorni su 7 per i casi più seri e di una week surgery

'Rivoluzione' all'ospedale Oglio Po

I partecipanti alla conferenza stampa (foto Osti)

CASALMAGGIORE - Rivoluzione all'ospedale Oglio Po. I pazienti saranno divisi in 2 reparti a seconda della importanza delle cure di cui avranno bisogno: un'area chirurgica aperta 7 giorni su 7 per i casi più seri e un'altra, chiamata week surgery, per i ricoveri che vanno da 1 a 5 giorni. Una terza area sarà quella dedicata ai bambini.
Cambia anche il pronto soccorso con 6 posti letto, con più medici, dove resteranno quei pazienti che necessitano di osservazione e che poi potranno essere dimessi oppure inseriti in reparto. In sostanza, un ospedale flessibile, in cui saranno le équipe mediche a ruotare attorno al singolo paziente.

Queste le novità illustrate nella tarda mattinata di giovedì 23 all'Oglio Po dal direttore generale dell'Azienda Istituti Ospitalieri di Cremona Simona Mariani, dal sindaco Claudio Silla e dal direttore di presidio Rosario Canino.

Di seguito il comunicato diffuso dall'Azienda ospedaliera:

Presidio Ospedaliero Oglio Po: al via il nuovo modello organizzativo per “intensità di cura” che mette al centro il paziente per rispondere ai suoi reali bisogni di salute. In tutto questo l’assistenza infermieristica gioca un ruolo determinante attraverso l’identificazione di competenze sempre più appropriate.

Come cambia l’Ospedale?

L’Ospedale Oglio Po non è più suddiviso per singole Unità Operative bensì per Aree di ricovero pensate per rispondere in modo personalizzato e appropriato ai bisogni clinici e assistenziali del paziente.

Quali le nuove aree di cura?

La progettazione del nuovo modello prevede le seguenti aree e percorsi di cura/assistenza: Area chirurgica, Area medica, Area critica e dell’emergenza, Area materno-infantile, Area della salute mentale e Area dei Servizi.

Cosa cambia per il paziente?

Il paziente viene preso in carico in modo complessivo in base al reale bisogno si salute: da un medico specialista per i problemi clinici prevalenti; da un infermiere per i problemi assistenziali.

A cambiare è l’approccio terapeutico che sarà influenzato da molti fattori, quali ad esempio: l’instabilità delle condizioni cliniche, lo stato della malattia o la presenza di più malattie.

La persona ricoverata fruisce dell’apporto di più professionisti che lo accompagneranno nelle varie fasi e livelli della cura.

 

Quali i vantaggi principali?

 E’ il medico a spostarsi verso il paziente. L’organizzazione per intensità di cura consente inoltre un corretto ed equilibrato utilizzo delle risorse umane e l’ottimizzazione dei ricoveri.


Per informazioni

URP (Presidio Ospedaliero Oglio Po)

Tel. 0375 281552; e-mail urp.op@ospedale.cremona.it

 

INTENSITA’ DI CURA … PER SAPERNE DI PIU’

Cosa significa  riprogettare l’Ospedale per Intensità di Cura?

Caratterizzare le risposte assistenziali diversificate per intensità di cura e come tale con aree di degenza per acuti e post acuti multispecialistiche. Presupposti fondamentali del modello organizzativo per intensità di cura sono: la valutazione dell’instabilità clinica dei pazienti e la definizione della complessità assistenziale medica ed infermieristica richiesta dal processo di cura del paziente. 

A tale proposito come si configura il futuro dell’Ospedale in termini organizzativi? 

Nella consapevolezza che non esiste un unico modello organizzativo per trasformare le attuali organizzazioni ospedaliere in nuovi modelli di cura centrati sul paziente, sono state individuate variabili ad hoc che hanno tenuto in considerazione la cultura prevalente, il livello di integrazione raggiunto e la realtà del contesto organizzativo. 

In che misura e come cambia l’assistenza al paziente?

Questo nuovo modello organizzativo rende necessaria l’introduzione di figure nuove, e di modelli assistenziali di presa in carico diversi dagli attuali che sono prevalentemente connotati dall’attribuzione di funzioni e compiti trasversali al personale di cura e di assistenza. La sensazione prevalente che il paziente deve avvertire in questo nuovo modello è quella di essere preso in carico in modo complessivo per evitare la perdita degli abituali punti di riferimento (il reparto, il medico, ect). Questo lo si può attuare solamente attraverso l’identificazione chiara del responsabile del caso (tutor) e attraverso la presa in carico dei bisogni assistenziali con un’organizzazione infermieristica di tipo modulare (ogni infermiere è responsabile della pianificazione dell’assistenza di un numero ristretto di pazienti).

Nello specifico quali saranno le “nuove” competenze del personale infermieristico?

Non possiamo parlare di nuove competenze, ma di competenze appropriate ai livelli di cura definiti. Mettere in condizioni lavorative medici, infermieri e operatori di supporto di agire le proprie competenze in specifici percorsi di cura e di assistenza non è una questione così scontata. L’organizzazione per intensità di cura permette un corretto ed equilibrato utilizzo delle risorse umane e per tanto uno sviluppo delle competenze necessarie per le complessità delle cure richieste. Di conseguenza la mappatura delle competenze richieste sui livelli di intensità individuati favorirà anche una migliore pianificazione formativa, un orientamento ed inserimento migliore dei nuovi professionisti. 

Quali i vantaggi per l’organizzazione e per i pazienti?  

Uno dei problemi nelle attuali organizzazioni ospedaliere, fondate sulla semplice e classica suddivisione in Unità Operative, è l’estrema variabilità della gravità clinica e del carico assistenziale. Da ciò ne deriva che un’attenzione clinica media può risultare superiore alle necessità per alcuni pazienti, ma chiaramente insufficiente per altri laddove non vi sia un’adeguata stratificazione nell’assegnazione dei pazienti in funzione dei reali bisogni di cura e assistenza. Sulla base di queste considerazioni una riorganizzazione che mette al centro il paziente con i suoi bisogni nella fase specifica del suo decorso e che identifica aree di degenza omogenee per livelli di cura e di assistenza induce immediati vantaggi sul piano assistenziale, proponendo livelli di attenzione clinica coerenti alle necessità reali dei pazienti. 

23 Maggio 2013